Attività Missionaria di P.Santucci in Albania

Prima Pietra a Derven della chiesa che
sarà dedicata a San Giuseppe Moscati

Ernesto Santucci s.j.

La regione di Derven e "Casa Betania"

Il sei dicembre 2006 a Derven (Fushe-Derven), nella festa liturgica di San Nicola, santo molto amato in Albania, Mons. Rrok Mirdita, Arcivescovo di Tirana, ha posto la prima pietra per l'erigenda chiesa che sarà dedicata a San Giuseppe Moscati. Erano presenti più di duecento persone, uomini, donne, giovani, ragazzi e bambini.

Derven è un villaggio a circa mezz'ora di distanza da Tirana, situato lungo la strada che porta a Scutari. La zona è quasi interamente cattolica. Nel terreno (proprietà della Diocesi) previsto per la nuova chiesa per prima cosa ho provveduto a recintarlo. Ho poi costruito una rudimentale "chiesa provvisoria": un tetto di tegole sostenuto da pali in legno e pareti... consistenti in ampi teloni di plastica! Questo per poter almeno assicurare la S.Messa domenicale anche quando piove o c'è forte vento. Desidero dedicare la costruenda chiesa a San Giuseppe Moscati, la cui devozione sto cercando di portare anche in Albania.

Alcuni dei bambini ospitati a "Casa Betania", con
una delle volontarie dell'Associazione fondata
da Antonietta Vitale.

Dopo il mio ultimo viaggio in Italia (ottobre 2006) ho lasciato la parrocchia di Arameras, affidandola a un confratello più giovane, e mi sono trasferito a Bubq, che dista solo un paio di chilometri, a "Casa Betania", una Associazione di laici consacrati ce ha messo su un vero piccolo villaggio, dove sono ospitati circa cento bambini e ragazzi: orfani, senza famiglia, portatori di handicap. Qui e nelle zone vicine svolgerò il mio ministero, in alcuni villaggi dove finora non è ancora arrivato alcun sacerdote, oppure vi è giunto solo in modo molto sporadico.

Già mi recavo regolarmente a Casa Betania il sabato pomeriggio, per celebrare la S.Messa. I bambini e i giovani mi sono molto affezionati ed è molto bello il momento del "segno della pace", quando tutti stendono le loro manine o mi tirano per la casula...

Tanti di loro hanno storie terribili alle spalle, e ci si sforza di ridonare serenità e pace. Anche il bilancio economico è positivo, pur non essendo mancati momenti difficili a causa del freddo intenso e della mancanza di energia elettrica. Ho avuto modo di avvicinare tante persone, comunicando a tutti l'amore del Signore Gesù.

Anche con i musulmani c'è un buon dialogo. E' bene notare che i musulmani albanesi sono molto tolleranti e aperti al confronto.

Inizia la costruzione della chiesa dedicata a Moscati

Alle 15,30 è iniziata una cerimonia con una preghiera nella piccola chiesa provvisoria e con l'omelia dell'Arcivescovo, che ha detto tra l'altro: "Oggi è un giorno di gioia per la Parrocchia di Fushë-Derwen, perché si apre il cantiere per la costruzione della chiesa parrocchiale, che sarà il tempio del Signore in mezzo alla gente di questo villaggio, la casa di preghiera per tutti voi".

Un momento gioioso della liturgia che ha accompagnato la posa della prima pietra. Per ora i fedeli si riuniscono in quella provvisoria, con pareti di teloni di plastica!

E, continuando: "Questa chiesa sarà dedicata a San Giuseppe Moscati, un santo medico italiano di cui Padre Santucci è molto devoto e che anche voi, pian piano, imparerete a conoscere e ad amare".

Mons. Mirdita ha ricordato che la libertà religiosa in Albania è stata riconquistata da 15 anni, dopo che la Chiesa era stata distrutta non solo fisicamente, ma anche spiritualmente in molte persone, a causa della feroce propaganda anticristiana e anticlericale che non ha risparmiato nessuno.

"Nonostante questo - ha soggiunto l'Arcivescovo - bisogna ringraziare il Signore, perché molti di voi hanno conservato nel profondo del cuore la luce della fede nel Signore. Oggi, dopo 15 anni, vediamo la Chiesa risorta principalmente nei vostri cuori e dopo, pian piano, anche materialmente, in questo luogo dove stiamo benedicendo la prima pietra".

Mons. Mirdita ha ricordato che la Chiesa è prima di tutto e soprattutto un "edificio spirituale" ed ha citato San Paolo nella prima lettera ai Corinzi : " Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio che siete voi" (I Corinzi 3, 16-17).

Continuando ha detto : "Non dimenticate che il Signore chiede di abitare nei vostri cuori, prima ancora di abitare nella chiesa che verrà costruita. E il Signore abita in voi tramite la fede, che ci riempie di amore per Lui e per i fratelli. In forza di questa fede e dell'amore dovete scacciare dai vostri cuori ogni invidia, liti, spirito di vendette e ogni cattiveria, che vogliono distruggere il "tempio del Signore" che è in voi". In questo modo ha voluto accennare a recenti episodi di vendette che ancora pesano sulla comunità.

Ma poi ha proseguito: "Come vostro Vescovo e Pastore desidero salutare tutti coloro che si sforzano di essere vicini a Cristo e ad amarlo con tutto il cuore, nonostante le difficoltà della vita e gli ostacoli che si possono trovare nella strada della fede". E' passato quindi ai ringraziamenti: "Desidero ringraziare in modo particolare P. Ernesto Santucci s.j. - ha detto - che con grande amore, dedizione e generosità si è impegnato in modo continuato per la ricostruzione di tante chiese nella nostra Diocesi. Nelle chiese ricostruite possiamo riconoscere il grande amore che egli ha nel cuore per la Chiesa di Cristo e per il nostro popolo albanese. Dobbiamo pregare perché il Signore gli dia la forza necessaria per continuare la sua missione in Albania, da lui tanto amata".

S.Ecc. Mons. Rrok Mirdita benedice la Prima Pietra
della nuova chiesa che sarà dedicata a
San Giuseppe Moscati.

Ha ringraziato anche il Parroco, Don Carmine Leuzzi, "Fidei donum", che da quasi dieci anni lavora in una missione non sempre facile, ma con la convinzione che nella parrocchia c'è tanta gente che ama Cristo e ama vivere con la grazia dei Sacramenti e con la luce della Parola di Dio.

Concludendo, così ha detto "Carissimi, durante la costruzione di questa chiesa che sarà dedicata a San Giuseppe Moscati, ricordatevi sempre che la Chiesa siete voi e che Cristo chiede di abitare in voi. Chiedete a Lui la pace del cuore e la forza dell'amore cristiano, che oltrepassa tutti gli ostacoli del maligno che si sforza di seminare discordia. Dovete essere una sola famiglia dove regni la comprensione e il perdono. Il Signore ci benedica tutti e la Vergine Santa, Madre di Cristo e Madre nostra, vi dia la grazia del cuore per attendere in purezza e santità la nascita del Signore, che Essa darà al mondo la notte di Natale".

Ci si è recati quindi accanto allo scavo delle fondamenta. Qui l'Arcivescovo ha benedetto la prima pietra, che poi è stata posta sul terreno accanto ad un recipiente di vetro in cui è stata sigillata una pergamena ricordo.

Durante la cerimonia è stato letto il seguente messaggio dal Vaticano, datato 30 Novembre 2006 e indirizzato a Mons. Bulaitis, Nunzio Apostolico in Albania:

"Eccellenza, La prego di voler trasmettere a P.Ernesto Santucci s.j., in occasione della posa della prima pietra della Chiesa dedicata a San Giuseppe Moscati, presso il centro di Derwen, con la presenza del venerato Arcivescovo di Tirana-Durazzo, S.E. Mons. Rrok Mirdita, l'assicurazione, a Lei e alla comunità locale, della mia vicinanza nella preghiera, e che in merito riferirò al Santo Padre Benedetto XVI, con l'augurio che presto possa sorgere a Derwen una nuova casa del Signore.
Cordiali saluti. Card. Angelo Sodano".

Ritrovamento di una antica chiesa

Qualche giorno dopo, e precisamente il 13 dicembre 2006, mentre gli operai scavavano per le fondamenta dell'abitazione attigua alla chiesa, hanno ritrovato le mura di un'antica chiesa.

Questo fatto imprevisto ha fatto tornare in mente come tre o quattro secoli fa il villaggio fosse stato sommerso dal fango di una grande alluvione. In seguito a ciò il villaggio si era trasferito in una collina a pochi chilometri di distanza, e il fiume che aveva provocato danni e distruzione era stato deviato.

Praticamente questa antica chiesa si trova a più di due metri sotto l'attuale livello del terreno, ricoperta dal fango e dal terriccio. Si è in attesa di un sopralluogo da parte dei responsabili della Sovraintendenza Albanese ai Monumenti, che hanno avanzato l'ipotesi di una chiesa paleocristiana che si sapeva trovarsi in quei pressi e che forse era dedicata a San Giovanni Battista. Su questo argomento vedi l'articolo: "Tempio paleocristiano scoperto all'inizio dei lavori per la nuova chiesa di S.Giuseppe Moscati"

Panorama della regione di Derven, in Albania.

Continua il cammino missionario...

Come gli altri anni, il breve periodo di riposo che trascorro alla fine dell'estate mi porta a Napoli, al Gesù Nuovo, in cordiale contatto con tanti miei confratelli, e in preghiera davanti all'urna di San Giuseppe Moscati, che già ho ringraziato qualche anno fa, dalle pagine della "sua" rivista, per avermi aiutato durante un delicato intervento chirurgico ad una gamba.

Ho modo così di riflettere sul mio lavoro missionario, formulando progetti e contattando e ringraziando tanti benefattori, senza i quali non avrei potuto realizzare quanto per grazia di Dio è stato fatto finora. A loro l'assicurazione della mia costante preghiera.

La gente d'Albania è aperta alla fede, e basta rendersi disponibili per avere una "risposta" generosa, dove si costata come lo Spirito Santo vuole operare nei loro cuori. Un giorno venne in chiesa una donna accompagnata dal suo bambino. "Padre - mi disse - vengo qui a dire una preghiera che mi piace molto". Le chiedo di farmela sentire e lei comincia a recitare l'Ave Maria in latino! "Come l'hai imparata?", le chiedo. E lei: "Ascoltando la Radio Vaticana!". Le ho donato un Rosario, riflettendo che certamente è molto vicina al cuore del Signore...

Un'altra volta venne a trovarmi un mio amico di Tirana. E' pittore ed è divenuto cattolico subito dopo il crollo del regime comunista, che aveva fatto dell'ateismo la sua bandiera. Mi ha sempre detto: "Un artista deve essere per forza cristiano!" Era venuto con un amico musulmano, pittore anche lui. "Vogliamo pregare insieme", mi dice. Ed io, in mezzo a loro due, inizio il "Padre nostro". Tutti e due ripetono con attenzione le parole della preghiera.

Piccoli segni, che ci fanno capire che il Signore opera e che noi siamo piccoli strumenti nelle Sue mani.
Ripensando quindi il mio cammino sulle strade dell'Albania, riprendo con la certezza che il Signore cammina accanto a me, e che benedice l'aiuto di quanti dall'Italia mi sostengono con le loro offerte e con la loro preghiera.


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