Dall'Albania a Medjugorje... Ernesto Santucci s.j. |
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E così la Madonna mi ha chiamato a Medjugorie!
Bisogna tornare indietro di diversi anni... Avevo conosciuto, già in Albania, alcuni italiani che facevano parte di un movimento mariano, sorto in seguito ad alcune presunte apparizioni della Vergine a Carpi, in provincia di Modena. Erano venuti con un camion diverse volte e mi avevano regalato statue della Madonna "Regina della Pace", vestiario e piastrelle per pavimenti. Poi, alcuni anni di silenzio. Ma ecco che una coppia facente capo del movimento si reca a Medjugorie. L'ultimo giorno della loro permanenza notano un gruppo di suore, le avvicinano e chiedono loro da dove vengono. "Dall'Albania!"... E allora si ricordarono di me e chiesero mie notizie.
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Riuscirono a sapere dove mi trovo e mi telefonarono; il giorno dopo li vedo arrivare ad Arameras: sono Ciro e Gilda Carnevali. Si trattengono un paio di giorni con me e poi, partendo, mi promettono di ritornare al più presto e di condurmi con loro a Medjugorje. La promessa è mantenuta: puntuali, dopo circa un mese, sono di nuovo in Albania con un pulmino a nove posti. Purtroppo, a causa dei "visti" (lasciapassare), alcuni amici albanesi non sono potuti venire... sono venute invece quattro suore, due Salvatoriane, una Camilliana ed una Stimmatina.
Dopo circa otto ore di viaggio, eccoci a Medjugorje! Appare come una visione di Paradiso e sembra di essere immediatamente proiettati in un'altra dimensione: casette linde con giardini curati e pieni di fiori, e tanta, tanta gente...
Si arriva subito in chiesa dove si respira un'aria di preghiera e di raccoglimento. Poi, in confessionile, sono stato a confessare per tre giorni due, tre ore ogni volta... Qui c'è il primo miracolo: persone che si riaccostano al Signore dopo anni e anni di vita sbandata e lontana dai Sacramenti... Alloggiano nella casa di Maria, una veggente che ha sposato un italiano e ora vive a Monza. Sua sorella ci ha accolti fraternamente.
Il giorno seguente abbiamo ascoltato Viska, un'altra veggente, e sono riuscito a parlarle, a raccomandarle le mie intenzioni e ad abbracciarla: ho sentito subito un'onda di calore e di benessere... Sono sorte intorno alla chiesa varie comunità religiose e terapeutiche per il recupero dei tossicodipendenti. Abbiamo ascoltato alcune testimonianza e ci ha colpito come questi giovani abbiano confessato di aver "incontrato" la droga perché si sentivano vuoti dentro, non avevano ideali, ed erano insoddisfatti della loro vita.
Hanno incontrato Cristo ed ora sono felici, lavorano pregano... Trascorrono ore ed ore dinanzi al Tabernacolo. Li vedo e mi sento piccolo nei loro confronti, chiedo alla Madonna di insegnarmi a pregare e mi accorgo di non saperlo ancora fare come vorrei e come dovrei...
A causa delle mie gambe non sono riuscito a salire sulla collina dove la Madonna è apparsa le prime volte, perché non c'è un sentiero e ci si deve arrampicare tra pietre taglienti e lisce... mi sono sentito umiliato mentre i mei compagni di pellegrinaggio si avviavano lentamente, alcuni anche a piedi scalzi...
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Ho pregato il Rosario seduto su di una pietra, poi ho sentito arrivare la Croce Azzurra in un altro luogo vicino dove anche i veggenti hanno avuto la visione di Maria. Ho cercato di camminare anche carponi, ma mi sono accorto di avere dinanzi a me degli ostacoli insuperabili... Ho nutrito una "santa" invidia nel vedere i giovani che saltano come cerbiatti... Mentre retrocedevo ancora carponi, ho notato in una insenatura della roccia, qualcosa di lucente: era una medaglietta piccolissima della Madonna. L'ho presa e l'ho stretta forte nel pugno della mano pensando che qualcuno l'avesse persa, però, non mi spiegavo come mai fosse caduta proprio in quella insenatura della roccia...
Allora mi sono detto: "Non sono riuscito ad arrivare dalla Madonna e allora Lei è arrivata a me". Tante persone mi hanno fermato chiedendomi di benedire i loro rosari ed altri oggetti di devozione che avevano acquistato. Si sentiva un clima di pace e di serenità, e si avvertiva l'unione scaturita da un vincolo di amore e di amicizia. Andammo a pregare accanto al grande Crocifisso che è dietro la chiesa: è di bronzo e dalle ginocchia in giù sembra d'oro per tutte le carezze ed i baci che ha ricevuto. Da una gamba, dietro il ginocchio, trasuda un liquido trasparente che i pellegrini raccolgono direttamente asciugandolo con dei fazzolettini.
Subito dopo il liquido riprende a scorrere ed anche questo fa parte dell'atmosfera sovrannaturale che si respira a Medjugorje.
L'ultima sera partecipammo all'adorazione del SS. Sacramento: la chiesa era gremita e anche fuori si radunavano migliaia di persone. Si alternavano canti, litanie e preghiere dinanzi al grande ostensorio. Quante preghiere salivano al Cielo!. Ho pensato alle folle che si accalcano nelle discoteche, negli stadi, nei concerti dei cantanti alla moda... Lì c'è il vuoto, lo stordimento, qui c'è la pienezza di Dio, c'è la conspevolezza della chiamata ad essere testimoni dell'Assoluto
L'ultima mattina, all'alba, ho celebrato la S. Messa nella cappellina accanto alla casa che ci ha ospitati, dove la veggente Maria ha avuto diverse apparizioni della Santa Vergine. Alla fine abbiamo affrontato il viaggio di ritorno tra i monti brulli e sassosi della Bosnia.
Porto nel cuore tanta gioia e un grande desiderio di ritornare...!
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