Scavi archeologici di ripristino della chiesa appena scoperta nel villaggio di Derven (Kruja)

Prof. Muzafer Korkuti

Il territorio tra i fiumi Mat e Shkumbin accanto all'Arcidiocesi di Durazzo, anche se ha avuto un ruolo fondamentale durante i periodi storici del passato, dal punto di vista archeologico è stato studiato poco.

Da questa carenza non si sono salvate neanche le ricerche per l'identificazione e lo studio dei monumenti del culto cristiano, dai suoi inizi fino alla fine del XVII° secolo, quando la maggior parte della popolazione si era convertita all'Islam e, quindi, non si parla più di nuove costruzioni.

Le ricerche e gli studi appena avviati dai dipendenti del Dipartimento della Tarda antichità e del Medioevo nel territorio del distretto di Tirana, hanno dimostrato che in questa zona c'è un grande numero di chiese e monasteri, dalla fine dell' XI° sino alla fine del XIV° secolo.

"In questo stesso luogo si trova un platano secolare, come conferma dell'antichità del culto
nella zona circostante".

La zona di Kurbin (Vescovato di Kruja), alquanto ricca come quella di Tirana, è rimasta fino ad ora fuori campo da questo progetto. La scoperta e lo scavo della chiesa di Derven sarà una spinta per esplorare ulteriormente anche questa zona.

Dopo la secessione da Bisanzio nel 1071, ed il passaggio dei Crociati nel 1096, questo territorio è stato sottomesso dagli occidentali non solo con intenti militari, ma si è trovato anche sotto il controllo della Chiesa cattolica, che ha cercato di fare in modo che queste zone restassero sotto la sua giurisdizione.

Aiutato da benedettini, domenicani e francescani, il cattolicesimo ha influenzato le chiese di questa zona anche quando l'Arcivescovado di Durazzo era di liturgia ortodossa. Tutto ciò si riflette nell'architettura del monastero di Santa Maria a Shërmi di Tirana, nella chiesa di Santa Maria a Shërmi di Kruja, di San Nicola di Prisco minore, San Luca Maggiore in Herraj, nel monastero di Prisco maggiore con le cappelle attorno, nella chiesa di San Teodoro a Kug (Tirana), etc.

Ricerche, studi e scavi fatti fino ad ora

Nella zona di Kurbin, la chiesa di Santa Maria, nel villaggio di Shëmri, la chiesa di S. Antonio a Lac, la chiesa di San Michele tra i villaggi di Delbinisht e Milot sono state oggetto di osservazioni superficiali e di studi fatti da Ippen, così come più tardi la chiesa di Santa Maria a Shermi e la chiesa nel castello di Zgërdheshit sono state studiate da A. Meksi.

Non molto lontano, a sud-est di Derven è stata riportata alla luce anche una basilica paleocristiana nel villaggio di Gjurice, nella zona di Ishëm. Invece nella storia delle chiese di questa zona si sono impegnati un gran numero di studiosi (Marin Barleti, il Padre Fulvio Cordignano s.j., Farlati, Ignazio Zamputi ed altri).

Primi dati relativi alla chiesa di Derven

I lavori per la costruzione della nuova chiesa cattolica nel villaggio di Derven hanno portato alla luce, casualmente, le tracce di una chiesa più antica, la quale non era neanche conosciuta dagli attuali abitanti del villaggio.

"Le tracce della chiesa indicano una muratura in mattoni mescolati a pietra arenaria,
levigata negli angoli delle mura".

Dalla visita effettuata il 26 dicembre 2006, possiamo stabilire questi dati circa questo antico monumento.

Le tracce della chiesa indicano una muratura in mattoni mescolati a pietra arenaria, levigata negli angoli delle mura. Il muro, spesso 50/52 cm, è stato legato con malta di calce di qualità media. La grandezza dei mattoni sembra di misura standard (22 x 24 x 5 cm). Si può indovinare anche la lunghezza della chiesa: circa 5,50 metri. Questo vuol dire che abbiamo a che fare con una chiesa piccola con spazio interno largo solo 4,50 metri.

Nella parte est della chiesa si notano chiaramente le tracce della sua unica abside. L'orientamento del tempio si presenta, con un po’ di deviazione, in direzione sud-est e nord-ovest. Le mura della chiesa erano intonacate con malta di calce, con una superficie lavorata senza un'attenzione speciale. Questo intonaco sembra essersi conservato meglio nella parte interna della chiesa.

Da quello che ci hanno detto gli abitanti della zona, tutti ricordano che c'era una chiesa antica parzialmente costruita in muratura e parzialmente in legno. Affermano pure che i riti religiosi si sono svolti fino al 1967, quando la chiesa fu definitivamente distrutta, e ricordano che era dedicata a San Giovanni Battista.

In questo stesso luogo si trova un platano secolare, come conferma dell'antichità che deve essere verificata da scavi archeologici di quanto apparso alla luce e da ricerche nella zona circostante.

Scopo degli scavi e delle ricerche archeologiche

Gli scavi sono indispensabili per portare alla luce totalmente la chiesa, ed altri possibili reperti archeologici per datarla e valorizzarla dal punto di vista storico e dei suoi valori archeologici ed architettonici.

Prevediamo che, durante il tempo degli scavi, si compia anche un "survey" nella zona circostante, ciò che arricchirebbe molto l'informazione circa il clima storico di quanto è stato costruito, utilizzando il monumento di cui si parla.

La ricerca "survey" verrà combinata con chiarimenti nel terreno e ricerche nelle fonti e nella letteratura storica della toponomia ecclesiastica di questa zona, ancora non bene studiata. Un altro aspetto alquanto particolare del progetto sarà la concentrazione delle ricerche storiche su questa zona, che aiuteranno ad avere risultati migliori nel complesso degli scavi archeologici.

A cosa si può arrivare con la realizzazione di questo progetto di scavi e di studi?

Lo scavo sistematico completo e le ricerche, creeranno possibilità ottimali per gli interventi immediati di consolidamento e di ristrutturazione, e per valorizzare il tutto dal punto di vista del valore storico e monumentale. Dopo questi procedimenti, si potrà arrivare ad avere un monumento nuovo come testimonianza storica ed architettonica di particolare valore per la zona dove si trova e per la storia stessa della Chiesa cattolica in questa regione.

Avendo un monumento storico accanto alla nuova chiesa (attualmente in costruzione), crescerà effettivamente la sensibilità degli abitanti per i monumenti di valore storico presenti nel loro territorio;

Alla fine di questo iter ci potrà essere la possibilità di avere documenti precisi per lo studio dettagliato del monumento e, successivamente, per una pubblicazione nelle riviste scientifiche, facendoli conoscere attraverso i media sia scritti che audiovisivi.

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Ultimi aggiornamenti

Sono stati recentemente trovati reperti di terracotta insieme a monete curde ed ossa umane, ma la scoperta più interessante è che l'abside interna ha le pareti interamente dipinte... Finora sono venute alla luce immagini che lasciano intravedere una "mano maestra"...

Per queste ragioni la datazione della chiesa è da spostarsi verso il 1300! Potrebbe dunque essere la prima chiesa cristiana cattolica in Albania che viene scavata perchè sommersa dal fango causato dalle alluvioni... Inoltre è stato trovato l'altare (attaccato al muro) e alla sua sinistra una nicchia che una volta doveva avere una porticina rivestita di legno... forse era il tabernacolo...!


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