Situazione della Chiesa Cattolica in Albania

P. Ernesto Santucci s.j.

Gli inizi

Dopo quasi 50 anni di persecuzione violenta e spietata da parte del regime marxista ateo (dopo la Cambogia, una delle più crudeli), la chiesa Cattolica Albanese ne usciva decimata e prostrata, ma non doma. Subito dopo i primi segnali di libertà religiosa i pochi sacerdoti superstiti iniziavano a celebrare la Messa nei cimiteri, a battezzare, a riordinare le fila dei fedeli.

La Santa Sede nel maggio del 1991 inviò una commissione composta da Mons. Lupinacci, Vescovo di Lungro, Mons. Paglia (della Comunità di S. Egidio, attualmente Vescovo di Terni) e da P. Pietro Maione, gesuita italiano ma con passaporto brasiliano. Lo scopo era di raggiungere i sacerdoti e i religiosi sopravvissuti al furore del regime comunista e di fare sia pure un sommario censimento. Infatti decine e decine di sacerdoti erano stati uccisi oppure erano morti di stenti e di vecchiaia.

Simbolo dell'Episcopato albanese

Anche se i superstiti avevano iniziato a riorganizzarsi, tuttavia ignoravano quasi completamente il cammino della Chiesa negli anni precedenti. Il Concilio era un evento quasi totamente sconosciuto e così pure c'era molta ignoranza circa i Papi che si erano succeduti da Pio XII a Giovanni Paolo II.

I tre inviati girarono in lungo e in largo l'Albania, riunendo coloro che erano sopravvissuti e aggiornandoli sul percorso della Chiesa e sulle novità della liturgia. Mancavano le guide e i pastori. Un solo vescovo era sopravvissuto, ma malfermo in salute e parzialmente compromesso col precedente regime. Quando lo incontrai, salutava ancora col pugno chiuso!

Il 25 Aprile del 1992, la svolta! Giovanni Paolo II raggiunse questa terra così provata e in una sola giornata molto intensa visitò Scutari e Tirana e consacrò personalmente i nuovi pastori: Mons. Rrok Mirdita per la Diocesi di Tirana - Durazzo, Mons. Frano Illia per Scutari dandogli come Ausiliare Mons. Zef Simoni. A questi si aggiunsero altri due vescovi francescani: Mons. Robert Ashta per l'estremo nord e Mons. Hil Kabashi in qualità di Amministratore Apostolico per il sud.

Qualche mese dopo viene nominato Cardinale (il primo Cardinale albanese nella storia!) il sacerdote Michel Kolici, novantenne, reduce da decine e decine di anni di carcere. Nello stesso periodo arriva anche il Nunzio Apostolico nella persona di Mons. Ivan Dias, indiano di Goa. Completata e ristrutturata la gerarchia, riprende il cammino che per la verità non era mai stato interrotto completamente, anche se costretto a vivere in un regime catacombale.

La situazione attuale

A tutt'oggi le diocesi albanesi sono 5, a cui si aggiunge l'Amministrazione Apostolica che riguarda tutto il territorio meridionale della Nazione. Le Diocesi sono situate tutte al centro nord del Paese dove c'è una maggioranza cattolica.La Diocesi di Scutari - Pult è guidata da Mons. Angelo Massafra, francescano, italiano di origine "arbresh". E' la Diocesi che ha il maggior numero di sacerdoti diocesani 23 di cui 7 "Fidei donum". Anche i religiosi sono numerosi: 10 Francescani e altrettanti Gesuiti.

Sono presenti anche i Salesiani, i Dehohniani, gli Orionini, i Vincenziani e i Rogazionisti. A Scutari c'è il Seminario Interdiocesano, con seminaristi provenienti anche dal Montenegro e dal Kosovo. Le Congregazioni femminili presenti nel territorio sono assai numerose (35). Da segnalare le Stimmatine che erano presenti in Albania fin dal secolo scorso e che hanno dato una martire - Maria Tuci - crudelmente tormentata, e le Clarisse, ordine di clausura, che hanno ricavato il loro monastero nella vecchia sede della "Sicurimi" (la Polizia del passato regime), dove sono state lasciate intatte le celle in cui tanti martiri sono stati torturati ed uccisi.

Cartina delle Diocesi dell'Albania

Limitrofa a Scutari è la Diocesi di Sapa, guidata da Mons. Lucjan Avgustini, il più giovane tra tutti i vescovi albanesi. I sacerdoti sono 9 di cui 4 "Fidei donum". Sono presenti i Cappuccini. Le religiose appartengono a 11 Congregazioni. Da segnalare la presenza di un altro monastero di clausura delle suore Carmelitane nel villaggio di Nënshat.

Scendendo verso il centro incontriamo la Diocesi di Lezha, città dalle origini molto antiche, la "Lissus" romana. Il Vescovo è un italiano, religioso Rogazionista, Mons. Ottavio Vitale. Sacerdoti diocesani e "Fidei donum" sono piuttosto pochi (cinque), ma le Congregazioni religiose maschili danno un buon apporto. Sono presenti i Francescani, i Rogazionisti, i Marianisti e i Fratelli della Misericordia.

Le religiose, di 12 congrgazioni diverse, danno un importante contributo all'evangelizzazione. Anche la Diocesi di Rrëshen a un vescovo religioso italiano, Mons. Cristoforo Palmieri, dei Preti della Missione (Vincenziani). Siamo nel cuore dell'Albania Cattolica, la Mirdita. I sacerdoti diocesani sono cinque di cui tre "Fidei donum". Presenti i Missionari Vincenziani, i Somaschi e i Francescani. Le Congregazioni femminili sono sette.

L'Arcidiocesi di Tirana è presieduta da Mons. Rrok Mirdita e ha come Vescovo Ausiliare Mons. George Frendo, domenicano maltese. I sacerdoti diocesani sono dieci, di cui sei sono "Fidei donum". Sono presenti i Concezionisti, i Gesuiti, i Barnabiti, i Giuseppini, i Dehoniani, i Salesiani, i Salvatoriani, i Francescani e i Domenicani.

Le Congregazioni femminili sono 27! I Padri concezionisti diriggono l'Università dedicata alla Madonna del Buon Consiglio, i Gesuiti hanno una parrocchia molto attiva, presso la quale si trova l'unica libreria cattolica di tutta l'Albania. I Salesiani sono presenti con scuole professionali molto apprezzate e i Francescani, oltre che a Tirana, sono presenti a Lac, dove c'è il Santuario di Sant'Antonio, famoso in tutto il Paese, dove il 13 giugno affluisce una massa enorme di pellegrini.

A questa Arcidiocesi appartiene anche la città di Kruja, famosa perché strenuamente difesa contro i Turchi dall'eroe nazionale Giorgio Skandarbeg, in cui la presenza cattolica è assicurata dalle suore Canossiane. Infine l'Amministrazione Apostolica del Sud, un territorio molto vasto in cui predomina la presenza ortodossa. E' guidata da Mons. Hil Kabashi, francescano.

I sacerdoti sono una decina e le religiose sono rappresentate da circa 30 Congregazioni diverse. E' da segnalare la presenza ad Elbasan delle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thuaret, che dirigono una scuola per infermiere nota in tutta la nazione.

Conclusione

Come si può rilevare da questa serie scarna di numeri e nomi, la Chiesa Cattolica è presente ed attiva in ogni parte dell'Albania. Le opere sono tante e i frutti si vedono. Purtroppo i sacerdoti albanesi sono ancora troppo pochi. Sono tanti i giovani che emigrano in Italia o in Grecia col miraggio di facili guadagni. Ci sono ancora tante cose da fare... "La messe è molta e gli operai sono pochi...".

Il sangue di tanti martiri che ha irrorato questa Terra ci ottenga dal Signore un raccolto sempre più abbondante nonostante tutto!


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