Ritrovamenti nell'antica chiesetta
di S.Chiara, ad Arameras
durante gli scavi per la ricostruzione

Ernesto Santucci s.j.

Il 21 marzo 2001, tre giorni dopo la benedizione della lapide sulla facciata della chiesetta del XIII sec. dedicata a S.Chiara, che sto ricostruendo com’era e dove era, a un certo punto della mattina mi sento chiamare da un operaio che stava scavando intorno al perimetro delle mura, al fine di realizzare un marciapiede.

L'antica chiesetta di S.Chiara ricostruita
e tornata ad essere luogo di preghiera

A 50 centimetri di profondità vediamo chiaramente riaffiorare una croce in pietra, lunga e larga circa 30 centimetri. Su ambedue i lati della croce è scolpita un’altra croce più piccola, da una parte in rilievo, dall’altra in incavo.

Grande è naturalmente la gioia e l’emozione, sia mia come degli operai! E pensavo come una settimana prima avevo chiesto agli scalpellini proprio di farmi una croce da inserire sul davanti dell’altare...

Ma ecco ora che la croce desiderata viene da sottoterra, tornata alla luce durante lo scavo, ed è difficile non pensare a un segno della Provvidenza! Gli scalpellini la osservano minuziosamente, e mi dicono che questa croce in pietra avrà almeno cinque secoli.

Potrebbe anche essere una croce tombale, dato che nella zona c’era un antico cimitero cattolico, croce poi spezzata e gettata a terra dagli uomini del passato regime comunista, quando distrussero il cimitero e poi ricoprirono il tutto con detriti e terra.

Ora questa croce ritrovata l'ho inserita nel nuovo altare ricostruito, a ricordo della passata persecuzione e a segnare il "passaggio", la continuità tra il passato e il futuro nel segno della tradizione religiosa di questo popolo.

E qualche giorno dopo un’altra scoperta: a pochi metri da dove era affiorata la croce, ecco un vaso in terracotta, quasi integro. Mi dicono che serviva per bere e che potrà avere un centinaio di anni. Non sappiamo per quale motivo era stato lasciato accanto al muro della chiesa.

Questo della croce e del vaso in terracotta rappresentano ai nostri occhi due simboli beneauguranti per la Fede che rinasce e si dilata… Fede che è acqua di vita che rinnova le anime.

Ora in quest'antica chiesa ricostruita di S.Chiara, qui ad Arameras, assisto ora ad un continuo succedersi di gruppi di persone che vengono per pregare e per accendere candele votive.

L'antica croce in pietra
tornata alla luce

Non c'è ancora il soffitto, solo le mura perimetrali, le finestre ad archi e l'altare con dietro due piccole nicchie per le icone. Quando il tempo lo permette ho approntato alcune panche in legno, collocate al centro e ai lati della piccola costruzione.

La presenza contemporanea, a pochi metri di distanza, dell’antica chiesa ricostruita e della moderna chiesa di Arameras, anche questa dedicata a S.Chiara, rende ancora più evidente, visibile, il corso degli eventi storici che si sono succeduti in Albania dai secoli passati fino all'avvento del passato regime e poi alla fine della dittatura comunista, che rase al suolo l’antica chiesa.

L'intenzione dichiarata era estirpare ad ogni costo ogni sentimento religioso dal popolo albanese, una aperta persecuzione che come sappiamo ha fatto i suoi martiri, ma anche qui il martirio è stato il seme per una più rigogliosa rinascita del cristianesimo, che ora comincia ad avere nuovi sacerdoti e religiosi albanesi, in una ritrovata libera professione della fede di questo popolo.


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