Festa di S.Chiara ad Arameras
Benedizione del nuovo affresco che rappresenta un
miracolo di S.Chiara

Ernesto Santucci s.j.

La festa di Santa Chiara

L'11 agosto 2001, festa di Santa Chiara, a cui la nostra chiesa di Arameras è dedicata, alle 10 è stata celebrata una S.Messa solenne. Presiedeva il Nunzio Apostolico in Albania, Mons.Giovanni Bulaitis. Concelebravano P.Robert, sacerdote lituano, Don Henry, Cancelliere arcivescovile, P.Ignazio Buffa s.j. - nuovo Superiore dei Gesuiti di Tirana - il cappuccino P.Emilio, che è Cappellano Militare delle forze NATO, Don Thoma, del Kosovo, che è Parroco a Gramza, P.Dario, polacco e Parroco di Bilay e il sottoscritto come Parroco di S.Chiara ad Arameras.

La liturgia della festa di Santa Chiara,
titolare della Parrocchia di Arameras

I canti sono stati eseguiti dai militari italiani, i Granatieri di Sardegna di stanza nella base di Ure e Limuthit (Vora). Erano presenti il Generale Antonino Cecconi e il Ten.Colonnello Nanni.

Prima della Messa il Nunzio ha benedetto i locali dove avrà sede un Centro giovanile. Sono due stanze: la prima sarà adibita a sala per Catechesi, con un videoregistratore per la proiezione di videocassette formative. Il secondo locale sarà una piccola Scuola di Informatica con una decina di computer. Mediante una fotocopiatrice, già disponibile, avremo la possibilità di far uscire un "foglio mensile" a sfondo catechistico, da diffondere nelle famiglie.

Benedizione dell'affresco del miracolo di Santa Chiara

Entrando in chiesa il Nunzio ha benedetto l'affresco - eseguito da poco tempo - del pittore albanese Sokol Sinani. La benedizione è stata presieduta da una mia presentazione. Il dipinto (2 metri e mezzo per 4 metri) rappresenta un miracolo di Santa Chiara avvenuto nel giugno del 1241, quando Assisi era assediata dalle truppe dell'Imperatore Federico II.

La gente impaurita se ne stava rinchiusa dentro le mura della città. All'esterno delle mura restarono solo S.Chiara con le sue Suore, nonostante il grave pericolo cui si esponevano.

La Santa invitava le suore ad avere fiducia nel Signore: "Sorelle e figlie mie, non vogliate temere, perché se Dio sarà con noi, nessuno potrà farci del male!"

Particolare dell'affresco di S.Chiara, opera del pittore albanese Sokol Sinani

Ma un giorno i soldati mercenari turchi, guidati da un italiano rinnegato, Vitale di Aversa. Tentarono la scalata delle mura del convento. S.Chiara allora, aiutata dalle consorelle, si alzò dal letto, dove da molto tempo giaceva ammalata, prese la teca con il Santissimo Sacramento e - tenendola alta - si affacciò alla grande finestra che dava sul sagrato della chiesa. Si mise a pregare dicendo: "Signore, ti prego, difendi le tue povere serve!"

Si udì allora una voce come quella di un bambino: "Io vi difenderò sempre!" I soldati atterriti fuggirono, e il mattino seguente tolsero anche l'assedio dalla città di Assisi.

Il pittore Sokol Sinani, diplomato presso l'Accademia di Belle Arti di Tirana, ha rappresentato l'episodio dando corpo alla voce udita da Santa Chiara, nella persona di Gesù Bambino che si identifica con l'Ostia consacrata, dandoci un esempio concreto della presenza reale di Gesù nell'Eucarestia. Nell'affresco Santa Chiara fissa con profonda intensità l'ostensorio, che riverbera la luce sul suo volto. Le consorelle, timorose, tengono in mano delle candele accese, simbolo della fede. Sotto la Santa, alcuni mercenari fuggono pieni di spavento…

Tutta la scena, pur nella sua drammaticità, rivela uno stato d'animo di fondo pieno di serenità e pace interiore. I coloro sono volutamente mantenuti su toni chiari e sfumati, e tutta la composizione da un lato riecheggia lo stile delle antiche miniature medievali, dall'altro ha richiami ai grandi maestri del '400 umbro toscano. Nel complesso un'opera che rivela grande originalità per lo stile e una profonda spiritualità.

Le parole scritte in alto, quelle rivolte dal Signore a Santa Chiara, possono certamente essere interpretate anche come dette dalla Santa a tutti quelli che anche oggi chiedono la sua intercessione: "Io vi proteggerò sempre!"


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