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Kruja: Ernesto Santucci s.j. |
Il villaggio di Larushk
Talvolta, assieme alle Suore Camilliane, vado a visitare gli abitanti di Larushk. Questo villaggio è formato da case disseminate in mezzo ai campi, unite da stradine piene di fango. Le famiglie che abitano il villaggio sono comprese in due "fis" (tribù), con i rispettivi cognomi Lata e Zogu.
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dove manca la chiesa... |
Sono tutti cattolici, ma non tutti frequentano la chiesa, un po’ per la lontananza e un po’ per incuria. Però sono felicissimi di vedere il sacerdote e le suore.
Mentre una suora porta le medicine e misura la pressione degli anziani, che scoprono un braccio quasi sempre scheletrito, io parlo con le donne, le ragazze e i bambini. Raramente infatti troviamo gli uomini, perché sono al lavoro oppure sono in qualche caffè di Fush Kruja.
Le case sono molto povere. La tensione della corrente elettrica (le poche ore al giorno che c’è) è molto bassa. Ogni casa ha un piccolo pozzo artesiano nel cortile antistante. L’arredamento delle abitazioni è essenziale: divani che durante la notte si trasformano in letti, un tavolino basso, qualche sedia, un armadio. Il pavimento è quasi sempre di cemento.
Mi sforzo di dire una parola buona e li invito a partecipare alla Messa della Domenica. Prima di andare via recito con loro il Padre nostro e l’Ave Maria, e mi accorgo che alcuni non ricordano più queste fondamentali preghiere. Alla fine dò loro la benedizione.
Quando c’è maltempo neanche l'auto fuoristrada delle Suore riesce a raggiungere alcune case che sono un po’ più isolate, a causa del fango…
Venendo a contatto con queste persone, in un ambiente così difficile, penso che sono particolarmente amate dal Signore per la loro semplicità, per il modo con cui affrontano dignitosamente la loro vita di povertà. Sono certo i primi destinatari del Vangelo…
Alcune famiglie mi hanno chiesto un aiuto finanziario per sistemare in qualche modo queste loro "strade" che molto spesso sono piuttosto dei sentieri impraticabili. A loro basterebbe rimediare mettendo del brecciolino, il che penso comporta una spesa di un paio di milioni.
Riuscirò a soddisfare questi giusti desideri? E penso ogni tanto come in Italia, per fare un esempio, una borsetta firmata "Valentino" può costare anche tre milioni!
Il primo matrimonio cattolico a Kruja
Il 14 gennaio 2001 ho celebrato a Kruja il primo matrimonio cattolico dopo qualche secolo! Nella piccola Cappella delle Suore Canossiane era convenuti gli sposi con i loro parenti e praticamente tutta la comunità cattolica di Kruja.
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nella Cappella delle Suore Canossiane |
Gli sposi, insegnante lei, veterinario lui, arano già uniti civilmente e avevano un bambino di pochi mesi. In Albania infatti, dopo il lungo periodo della dittatura comunista che imponeva l’ateismo, aveva distrutto le chiese e praticamente eliminato, o incarcerato, i sacerdoti, era praticamente impossibile celebrare matrimoni religiosi. Questo spiega perché tanti cattolici albanesi sono uniti solo civilmente.
Perciò è stato importante questo primo matrimonio, che pur senza tanti apparati esteriori, ma con tanta partecipazione di fede, è stato celebrato con solennità, come il primo di una sperata lunga nuova serie!
Il villaggio di Burizana
A Burizana c’è la chiesa per i cattolici, che sono una minoranza, circa 60 famiglie. I musulmani invece, nonostante siano la maggioranza, non hanno la moschea. Un signore musulmano, dopo aver costatato questa realtà, ha deciso di diventare cattolico, perché ha visto che i cattolici sono assistiti religiosamente, mentre nessuno si prende cura dei musulmani.
Ecco un motivo in più per sottolineare l’importanza della presenza - o della ricostruzione - delle chiese cattoliche ovunque, anche nei villaggi dove i cattolici sono una minoranza!
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santucci.e@gesuiti.it |
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