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Una presenza misteriosa ma reale…
Quando ho saputo che sarei tornato in Albania, dopo una interruzione di tre anni, durante la quale ho svolto il compito di Procuratore delle Missioni per lo Sri Lanka e il Madagascar, sono tornato, in occasione della Pasqua del 2000, a rivedere i luoghi del mio apostolato. Non sapevo ancora dove i Superiori mi avrebbero assegnato per svolgere il mio ministero sacerdotale, e mi trovavo ospite delle Suore Camilliane (Ministre degli Infermi) ad Arameras, dove nel mio primo periodo albanese avevo costruito una nuova chiesa.
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Celebrata la Pasqua, eravamo al martedì successivo, ultimo giorno prima del mio rientro in Italia. Mi intrattenevo a parlare con le Suore nel parco tra la loro casa-ambulatorio e la chiesa, quando mi sembrò di sentire un intenso profumo di rose… Tengo a precisare che non ho mai dato troppo peso a fenomeni del genere, la mia fede si è sempre fondata essenzialmente - come deve essere - sulla Parola di Dio. Per questo spesso sono scettico quando sento parlare di visioni o "doni straordinari". Ma quella volta dovevo costatare che il profumo c'era davvero: andava e veniva, e anche le Suore lo percepivano. Poco prima si era parlato di S.Teresa di Gesù Bambino (Teresa di Lisieux), quindi fui portato ad associare il profumo di rose a una sua misteriosa ma reale presenza… Allora una Suora mi disse: "Vedrai che tornerai qui ad Arameras…" e allora concepii l'idea che - se questo si fosse realizzato - avrei collocato una statua di S.Teresa di Lisieux in quel parco, proprio dove mi trovavo a parlare con le Suore, a pochi metri dalla chiesa. Sarebbe stato per me come un "ex-voto" per il mio ritorno nella terra albanese che tanto amo. | ![]() Teresa sentiva forte il desidero di portare la Parola di Cristo in ogni dove, "fin nelle isole più lontane", e concretamente aveva chiesto di poter partire per il Carmelo di Hanoi, in Estremo Oriente, che era stato fondato pochi anni prima proprio dal Carmelo dove ella si trovava, a Lisieux. |
Il mio ritorno in Albania, ad Arameras
Così è stato. Sono tornato definitivamente in Albania nell'autunno del 2000 e i miei Superiori mi hanno destinato proprio ad Arameras. Mi immersi subito nelle tante cose da fare, nell'evangelizzazione, nel risolvere tanti problemi pratici, nel programmare l'attività apostolica… ma ogni tanto ricordavo quella promessa fatta…
![]() 22 Dicembre 2002: P.Santucci procede alla benedizione solenne della statua di S.Teresa di Gesù Bambino, posta all'aperto nel piccolo parco che circonda la parrocchia di Arameras. |
D'altra parte pensavo alle difficoltà di acquistare una statua della Santa di Lisieux in Italia, e poi di trasportarla fin qui ad Arameras. Così rimandavo la realizzazione della promessa, e pensavo talvolta di sostituirla con un quadro della Santa. Ma ecco giungere un giorno ad Arameras una dottoressa italiana, Cesidia Cedrone, che faceva servizio come medico di bordo sulla nave traghetto Bari-Durazzo. Era venuta dalle Suore Camilliane ad Arameras per trascorrere qualche giorno di ritiro spirituale. Entrando in chiesa vide il quadro di S.Giuseppe Moscati, di cui è grande devota, e trascorse molto tempo in preghiera. |
Parlammo poi a lungo, e tra l'altro venne fuori che era anche molto devota di S.Teresa di Gesù Bambino. Fu così che le parlai del mio voto che stentava a realizzarsi, al che lei, con prontezza e semplicità, si offrì di donare la statua.
Dopo qualche mese ho saputo, tramite un mio confratello del Gesù Nuovo (Napoli), che la Dott.ssa Cedrone - che nel frattempo faceva servizio su un'altra nave, sulla rotta Napoli-Palermo - aveva mantenuto la sua promessa, aveva acquistato una bella statua di S.Teresa di Lisieux, che ora si trovava in deposito appunto al Gesù Nuovo. Ho provveduto allora, alla prima occasione propizia, di farla trasportare in Albania fin qui ad Arameras.
Teresa "Patrona delle Missioni" ad Arameras
In attesa di collocarla all'aperto ho tenuto la statua nella mia stanza, come graditissima "ospite", fino al 19 dicembre, giorno in cui è stata sistemata su una base di un grande tronco d'albero, mentre la domenica seguente, 22 dicembre 2002, ho proceduto alla benedizione solenne, quando ormai Natale era alle porte.
Sappiamo che questa era una festa particolarmente cara a S.Teresa di Lisieux, perché nel Natale del 1886 ricevette una grande grazia, che lei descrive come "la mia conversione completa". Il piccolo Gesù nascente - scrive Teresa nella sua celebre "Storia di un'anima" - operò in un istante "l'opera che non avevo potuto compiere in dieci anni" con la sua sola buona volontà". Teresa sottolinea: "In quella notte di luce cominciò il terzo periodo della mia vita". "Il Dio forte e potente" della mangiatoia, che aveva ricevuto alla Comunione, l'aveva rivestita per sempre della sua forza.
Collocata la statua, resta ancora da sistemare il terreno intorno. Per ora ho piantato diversi cespi di rose attorno al vecchio tronco, e mi aspetto di vederli fiorire nei prossimi anni. La presenza di questa statua è per me particolarmente significativa, ogni giorno le rivolgo una particolare preghiera, in quanto S.Teresa di Lisieux è - insieme al gesuita S.Francesco Saverio - la patrona di tutti le Missioni Cattoliche. A Lei dunque raccomando in modo particolare l'Albania e il territorio di Arameras dove esplico il mio ministero sacerdotale.
![]() Una celebre foto di S.Teresa di Lisieux, fatta all'inizio del 1895. Qui Teresa interpreta la parte di |
Teresa non è ancora molto conosciuta in Albania, ma pochi mesi prima della collocazione della sua statua ad Arameras, è uscita la traduzione albanese della sua celebre "Storia di un'anima", edita a cura della Provincia di Napoli dei Carmelitani Scalzi. Il titolo albanese è "Historia e një Shpirti". La traduzione è stata fatta da una suora albanese, Suor Maria Regina Mirashi. Molti giovani oggi hanno tra le mani questo libro, molte persone si fermano dinanzi alla statua di Teresa per pronunciare una preghiera. Quelli che non conoscono ancora la sua vita restano presi dal suo sorriso e viene spontaneo loro baciare l'immagine e appoggiarle le loro mani al simulacro, con fiducia. E si tratta non solo di cattolici ma anche di musulmani. |
E' da notare - cosa che non molti conoscono - che Madre Teresa di Calcutta, fondatrice delle Missionarie della Carità e prossima ad essere beatificata, ha preso il nome che l'ha resa celebre proprio per la sua particolare devozione alla Santa di Lisieux.
Da allora non ho più percepito quel profumo di rose. Ma quando con i miei occhi incontro lo sguardo di Teresa, sono certo che anche in Albania è cominciata quella "pioggia di rose", cioè di grazie, che la Santa aveva promesso e predetto prima della sua morte, avvenuta a soli 24 anni il 30 settembre 1897.
Certamente anche in Albania tanti, specie i giovani, possono ora camminare verso il Signore attraverso la "piccola via" indicata da Teresa, la via cioè della fiducia nel Signore e nell'impegno a vivere non solo le grandi scelte, ma anche ogni più piccola azione ed evento di vita quotidiana, seguendo la luce del Vangelo.
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