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Immagini del mio primo
Ernesto Santucci s.j. |
Un amico di vecchia data, Rodolf Radovani, mi ha portato alcune fotografie in bianco e nero, da lui scattate nel febbraio del 1992, vale a dire nel periodo della mia prima attività missionaria in Albania. Le foto si riferiscono a una delle prime S.Messe che ho celebrato nel villaggio di Bilaj.
![]() Una delle foto scattate dal Sig.Rodolf Radovani |
Resto meravigliato nel rivedere i tanti volti di uomini, donne e bambini che si accalcano intorno al piccolo altare improvvisato… Per loro la S.Messa era ancora una novità, o per i più anziani un ricordo di lontani anni passati, precedenti il periodo della dittatura comunista… Per quanto mi riguarda non esito a definire "storiche" queste piccole foto in bianco e nero, perché testimoniano il riemergere stupito ma felice dell’antica fede del buon popolo cattolico albanese. |

Un altare improvvisato e una folla entusiasta e attenta: le chiese sono quasi tutte distrutte... ma in Albania si può di nuovo celebrare liberamente la S.Messa!
![]() Una foto dei nostri giorni: nella nuova chiesa di Arameras si celebrano solennemente le Prime Comunioni. La pratica religiosa è di nuovo libera, ma l'impegno più urgente è ora quello di "rievangelizzare", soprattutto le nuove generazioni. |
Siamo ora nel 2002, tanti anziani che rivedo nelle foto – la più parte dei quali ha sofferto la privazione della libertà e il clima di sospetto imposto dal regime, soprattutto nei riguardi dei credenti, sono passati ad una vita migliore, mentre tanti che in queste foto erano bambini o ragazzi ora sono nel pieno della loro giovinezza. Alcuni sono emigrati in Italia, altri lavorano qui in Albania, veramente pochi sono quelli che avendo potuto proseguire gli studi e conseguito una laurea, sono ora in cerca di occupazione, e qualcuno è già inserito nella vita professionale. |
Queste foto inattese, confermando i tanti ricordi di quella mia prima "missione" albanese, testimoniano indubbiamenteil riaccendersi di un fuoco, mai completamente spento nonostante tutte le pressioni del regime.
Oggi forse non ha più l’intensità di quegli anni, ma continua ad ardere, simbolo di una maturazione lenta ma progressiva, frutto dell’azione dello Spirito Santo, che infonde Fede, amore di Cristo e dei fratelli. Un "cammino" che continua in questi anni e che mi sforzo di favorire, confidando nella grazia del Signore Gesù!
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