Nel "Progetto lavoro ai meritevoli" Massimo Rastrelli s.j. | ![]() |
Domenica 9 Marzo 2003, Davide e Virginia hanno celebrato il loro matrimonio. La bella Chiesa di Rovaré, in S.Biagio di Calalta, provincia di Treviso, alle ore 11, terminate le messe festive di orario, è tutta per Davide e per Virginia.
Davide De Rosa ha 30 anni: è di Napoli. E' laureato in lettere. Come tanti altri non ha trovato collocazione nella scuola, sebbene si sia ben preparato. Ma diversamente dagli altri, non si è mostrato "abbacinato" dalla sua laurea. Non si è chiuso nella pretesa della sua laurea in attesa di un collocamento adeguato. Si è reso conto che a 30 anni non poteva perdere tempo. Ha maturato la convinzione che era necessario inserirsi nel lavoro legale e redditizio.
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una nuova famiglia frutto del "Progetto" di P.Massimo Rastrelli s.j. |
Così, con la saggezza di chi sa "imparare l'arte per metterla da parte", si è disposto a cercare il lavoro dove il lavoro c'è, e ha imboccato la strada difficile di chi vuole affrontare la fatica che consente di raggiungere la meta. Davide si era subito dato da fare, andando a lavorare, con contratto stagionale, in provincia di Trento, dove era strato assunto in un albergo di montagna come cameriere.
In quello stesso albergo, grazie ad una signora rumena che vi lavorava, aveva trovato lavoro, sempre stagionale, Virginia Suciu, ragazza rumena di 25 anni. L'uno e l'altra tornarono a lavorare in tre stagioni successive. Questo consentì loro di conoscersi e di apprezzarsi. I due si chiarirono e convennero che si trattava di un sentimento serio.
Davide ne parlò con i suoi genitori, che decisero di agevolare questo rapporto, accogliendo in casa la ragazza straniera, che veniva in Italia con visto turistico. I ragazzi si impegnarono a vivere una vicinanza rispettosa e responsabile. Sentirono presto che il sentimento si andava maturando e, di comune accordo, decisero di sposarsi in Comune. Intesero costituire in tal modo la base di un inserimento legale di Virginia in Italia, rimandando al matrimonio religioso l'aspetto più profondo e consequenziale della loro vita.
A questo punto Davide seppe del "Progetto lavoro ai meritevoli", che intanto si avviava al quarto anno di vita e si era ben consolidato. Chiarì la sua posizione di cattolico convinto e praticante, che doveva trovare lavoro per sé e per Virginia, per poter costituire responsabilmente la bella ed onesta famiglia che intendevano costituire, con l'aiuto e la grazia di Dio.
Davide e Virginia si accorsero che nel Progetto avevano incontrato una possibilità unica di realizzarsi: cercarono con serena decisione di fare proprio il "tesoro", come essi stessi lo chiamarono, offerto dal " Progetto".
Virginia, di profonda fede ortodossa, si riconobbe nei valori proposti dal progetto. Sentiva che per crescere bisogna assolutamente vivere i sentimenti che Gesù stesso ha vissuto da "vero uomo", e che nell'amore colui che si ama deve essere amato non come se stessi, ma più di se stessi. Gesù stesso ci ha amato, peccatori, più di se stesso, fino a dare la vita per noi, addirittura in espiazione dei nostri peccati, e affrontando la crudele morte in croce.
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Circa sette mesi fa, Davide prima e Virginia dopo, partirono da Napoli mentre a Treviso erano attesi. Alla stazione la Signora Maria Forlin, che già li conosceva da precedenti contatti telefonici, era ad attenderli. Attendevano Davide anche gli ospiti del progetto e in particolare quelli di Olmi, nella cui casa Davide fu inserito. Trovò buona occasione di lavoro legale nel grande supermercato "Tiziano" e si fece molto apprezzare, per cui la direzione decise di confermarlo in quel lavoro stabilmente.
II "Progetto" permise a Davide di realizzare anche consistenti risparmi. In più, Davide ebbe modo di valorizzare la sua laurea in lettere avviando un lavoro di "accompagnamento" di studenti medi e superiori negli studi. Questo si è rivelato prezioso per le famiglie di questi studenti che dovevano sostenere i figli studenti per un proficuo inserimento nella scuola. La Dirigenza del Tiziano si rivolse poi a Davide per un ulteriore lavoro di saltuaria collaborazione, con relativo incremento di reddito.
Per Virginia si espletarono le pratiche con I' ottima collaborazione della Questura di Napoli. Ottenuto il permesso di soggiorno ed avviata la pratica per ottenere la cittadinanza italiana come sposa di Davide, Virginia raggiunse Davide nel "Progetto" è fu ospite della bella casa di S.Biagio di Calalta, e seppe vivere, in saggia e gioiosa convivenza con le due giovani ospiti, anch'esse, come lei, del "Progetto".
II vivere insieme, in comunione di intenti e di reciproco servizio di amore, è addestramento di virtù e principio di vita fruttuosa. Il "Progetto" consenti a Virginia di inserirsi nella grande fabbrica "3 B", un organizzazione modello dove il rispetto dei rapporto gareggia con la qualità dei prodotti. Virginia si è fatta stimare, non solo per la sua capacità manuale ed operativa, ma perché straordinariamente disponibile ad ogni applicazione. Realizza ora il suo personale reddito mensile, che per l'inserimento nella "economia" del "Progetto, le ha consentito di realizzare i suoi primi risparmi consistenti.
Due mesi fa, i fidanzati decisero che i tempi e gli affetti erano ormai maturi. Avevano imparato che, a fare insieme, si fa meglio e di più. Ebbero fiducia nei responsabili e negli amici del "Progetto" e, d'accordo con le loro famiglie, decisero di sposarsi a Treviso, in seno agli affetti di quel prolungamento della loro famiglia che avevano trovato in quel "tesoro", che ora per loro era il "Progetto", e tanto di più quanto di più parlavano tante felici esperienze di altri "ospiti".
Il 9 Marzo 2003, Domenica, nella bella Chiesa Parrocchiale di Rovere, alle ore 11, si è celebrato un matrimonio splendido: per la bellezza delle persone degli sposi, che hanno voluto acquisire piena coscienza della divina dignità del Sacramento approfondendo gli insegnamenti del Catechismo della Chiesa Cattolica di Giovanni Paolo II, sotto la mia guida.
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i ragazzi del "Progetto", insieme con amici e collaboratori. |
Matrimonio splendido poi per la festa indetta dagli amici tutti del "Progetto", cominciando da tutti gli Ospiti delle 20 case, e più ancora da quanto hanno progettato e fatto la Signora Maria Forlin, Ancona e Fiorenzo Lorenzon, con tutti gli amici del "Progetto".
Per la Sposa il Parroco, Don Gianni di Quarto di Altino ha donato uno splendido vestito, che a sua volta è stato a Lui donato da benefattori a noi ignoti. La grande Ditta "Dal Ben" amica e grande benefattrice del nostro "Progetto" ha voluto donare il vestito allo sposo.
La Signora Diana Lorenzon ha voluto dare in affitto al "Progetto", per gli sposi, la nuova casa, recentemente acquistata e completamente non solo ammobiliata, ma fornita di tutto.
II Ristorante "La Fossetta", amico del "Progetto", ha voluto provvedere al pranzo a prezzi molto contenuti, che sono stati sostenuti molto volentieri dagli stessi convitati.
Un volontariato meraviglioso ha provveduto alla Torta nuziale, alle bomboniere, a tutti i servizi, mentre la bella grande sala di Ponte di Piave, concessa di recente dal Consorzio Agrario in uso al "Progetto", ha ospitato, in tutta intimità e libertà, la festa e i suoi cento invitati. La mamma di Virginia è venuta dalla Romania, i genitori di Davide da Napoli e sono stati ospiti graditi ed onorati dell'affetto di tutti nelle case del "Progetto.
Le sublimi parole del Sacramento del Matrimonio hanno iscritto il tempo e la storia di questo nostro giorno nella eternità, mentre nel nascere della nuova famiglia Dio e l'uomo, gli sposi e gli amici, hanno visto accendersi una luce di promettente pienezza di vita, perché, ancora una volta, e se possibile di più, l'uomo e la donna di questi nostri giorni, siano la gloria di Dio Vivente e letizia della migliore umanità di oggi e di sempre.
Dalla nostra Napoli, dove il lavoro, legale e rispettoso è ancora così difficile, e dal remoto paese della Romania, dove una terribile esperienza di sudditanza alienante e di perseverante povertà fanno tanto soffrire, un "principe" ha trovato la sua "principessa" e una piccola "cenerentola", non della favola, ma della nostra storia, come la stessa sposa ebbe a dire sul concludersi di quel giorno di grande festa.
Virginia ha trovato il suo "principe", ma anche tanti amici e una città ospitale. La Chiesa tutta, unita in concordia nella fede e nell'amore, l'ha collocata in alto, con suo marito, sul candelabro, onde farli risplendere di quella luce e di quella dignità che loro viene da Dio, che li ama.
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