P.Massimo Rastrelli all'Assemblea annuale della
Consulta Nazionale antiusura - Roma, 2 aprile 2004

Articoli di Michela Gambillara e di Pier Vincenzo Rosiello

Chiesa e Stato: insieme contro l'usura
Michela Gambillara
[pubblicato su Avvenire del 2 aprile 2001]

Dall'assemblea annuale della Consulta nazionale anti-usura una sfida comune: sconfiggere il racket dell'indebitamento, vera piaga sociale del nostro Paese.

Fondazioni Antiusura in Italia

Insieme, Chiesa e Stato, con uno scopo comune: sconfiggere l'usura e il racket, piaghe sociali del nostro Paese e motivo di destabilizzazione delle famiglie e del lavoro. È l'appello rivolto da monsignor Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, all'assemblea annuale della Consulta nazionale antiusura che si è riunita ieri alla Domus Mariae con un tema di lavoro - "Il sovraindebitamento e l'usura interpellano la Chiesa e lo Stato" - assolutamente esplicito su questo punto cruciale. Cruciale quanto quello - sottolineato da monsignor Giancarlo Bregantini, presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace - di dar vita urgentemente a un "pool altamente specializzato" per vincere davvero la battaglia contro strozzinaggio e "pizzo".

"Gli usurai - spiega Bregantini - lasciano tracce evidenti. Ma spesso mancano la capacità e la decisione "politica" di perseguirle. Bisogna quindi investire di più contro l'usura e la mafia, che puntano non solo al denaro e al potere, ma anche all'assoggettamento di persone che diventano ricattabili".

In che modo si può intervenire praticamente? Il vescovo di Locri indica una strada che metta comunque al centro la dignità della persona, prima dei soldi da restituire o del negozio da salvare. E segnala tra le principali cause questo femomeno: "l'impoverimento crescente dei ceti medi, il culto del guadagno facile, le banche sempre meno all'altezza del loro scopo sociale primario e la difficoltà di denuncia da parte delle persone lese".

Di strada, comunque, la Consulta nazionale (che il prossimo anno celebra il decimo anniversario dall'istituzione), ne ha fatta molta. Oltre trenta sono, infatti, le Fondazioni regionali o provinciali, (riconosciute dalla Consulta stessa) che operano in settanta centri d' ascolto su tutto il territorio nazionale, riuscendo a sottrarre migliaia di famiglie al giogo dello strozzinaggio.

"Dovremo sollecitare le Regioni - dichiara padre Massimo Rastrelli, presidente della struttura - a costituire un Osservatorio sull'usura e sulle estorsioni e a varare leggi regionali che prevedano interventi di tutela per le famiglie in difficoltà".

"La rete antiusura può essere ancora potenziata -insistee monsignor Alberto D'Urso, segretario nazionale della Consulta - e devono migliorare ulteriormente i rapporti con le realtà istituzionali, come i ministeri dell'Interno e dell'Economia, le istituzioni bancarie e il Cnel". "Ma per realizzare tutto questo è fondamentale - riprende padre Rastrelli - il rifinanziamento delle Fondazioni, attraverso i fondi previsti dall'articolo 15 della legge 108/1996". Adempimenti che, secondo il ministero dell'Economia, dovrebbero avvenire in tempi brevi.

E lo Stato? S'impegna per fare la propria parte, dice il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano. E ricorda sia "la legge di settore, la 44/99, funziona bene" sia che "sono aumentate le denunce e sono stati inclusi nel programma di protezione sessanta testimoni di giustizia". Nonché il lavoro di coordinamento condotto dal Commissariato governativo per la prevenzione e il ristoro dei danni delle vittime dell'usura e del racket, guidato da Carlo Ferrigno".

"Quello che serve-ammette Mantovano - è una maggiore omogeneità nell'azione di contrasto degli uffici giudiziari". Ma la denuncia da parte della vittima resta comunque indispensabile per dare efficacia alla lotta conto gli usurai.

Come agire

Ecco 10 indicazioni operative fornite da mons. Bregantini.

1. Ascolto dei drammi e delle tragedie che spingono le persone a ricorrere agli usurai.

2. Solidarietà vera, cioè condivisione dei "nodi" che strozzano una famiglia o un'attività commerciale.

3. Verità, smascherando chi si approfitta delle situazioni, cioè le "persone false", che fingono di dare aiuto.

4. Cultura antidebito, diffondere una basilare saggezza finanziaria, fatta di "giusti passi".

5. Dignità della persona al primo posto, anche spingendo alla denuncia, ma mai pretendendola.

6. Unità della famiglia, da sostenere come occasione di crescita e d'affetto per chi si trova nel bisogno.

7. Valori secondo i giusti parametri, ritrovando la "vera" scala etica.

8. Credito: premere sulle Banche per una diversa politica, in grado di creare più fiducia nei clienti.

9. Comprensione per chi non riesce a collaborare. Non scoraggiarsi dei piccoli numeri di chi denuncia.

10. Aiuto, mobilitazione anti-usura, a fianco dei giovani che vogliono investire.


La terza assemblea della Consulta delle Fondazioni antiusura
Difendere la dignità dell'uomo schiacciato dal bisogno

Pier Vincenzo Rosiello
[Pubblicato sull'Osservatore Romano del 3 aprile 2004]

L'Assemblea della Consulta Nazionale delle Fondazioni Antiusura, tenutasi ieri alla Domus Mariae, è il terzo appuntamento degli operatori e volontari delle Fondazioni antiusura diocesane, che dal 16 maggio 1995 si sono riunite nella Consulta, riconosciuta dalla CEI come organismo socio-assistenziale. L'incontro, intitolato "Il sovraindebitamento e l'usura interpellano la Chiesa e lo Stato", si è aperto con la Santa Messa celebrata dal Vescovo di Locri-Gerace Giancarlo Bregantini, presidente della Commissione Episcopale per i problemi sociali e del lavoro, la giustizia e la pace. Quindi, nell'Aula Magna "Bachelet", mons. Guerino Di Tora, presidente della Fondazione Salus Populi Romani e direttore della Caritas diocesana, ha avviato i lavori. Tra gli intervenuti mons. Giancarlo Bregantini, padre Massimo Rastrelli, presidente della Consulta Nazionale Antiusura, mons. Alberto D'Urso, segretario della Consulta, il diacono Paolo Giusto, coordinatore della Consulta, l'on. Alfredo Mantovano, sottosegretario al Ministero dell'Interno con delega per la lotta all'usura, il dott. Carlo Ferrigno, Commissario governativo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, il dott. Giuseppe Maresca, Dirigente Generale del Dipartimento del Tesoro presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze, e il prof. Maurizio Fiasco, sociologo della Sapienza.

Celebrazione nella Basilica di S.Pietro.
A sinistra Mons.Alberto D'Urso, al centro il Card.Camillo Ruini, a destra P.Massimo Rastrelli.

"Parto dalla severa condanna - ha affermato mons. Bregantini durante la sua relazione - che la Bibbia fa dell'usura, in molte pagine dell'Antico Testamento e del Nuovo. Si tratta di difendere la dignità del povero, che l'usuraio schiaccia con violenza e cattiveria. Per questo, la Bibbia prende le difese del povero e lo pone come centro e cuore dell'attività sociale. La realtà del ricorso all'usura è oggi in crescita. Per tante cause: la minor disponibilità di denaro liquido; una cultura che accresce il mito dell'immagine e delle apparenze; le restrizioni al sistema del credito; una pericolosa assuefazione che diminuisce e rallenta la coscienza e la nostra capacità di rispondere al fenomeno; la poca considerazione che viene di fatto attribuita ai testimoni di "giustizia"; la presenza della mafia, che si serve dell'usura per ricattare le sue vittime. Occorre creare attorno a tutto il problema un clima di sicurezza per chi denuncia, un clima di forza per chi soffre, una rete di appoggio per chi sta per cadere o è caduto e vuole uscirne".

"L'usura si può eliminare dalla convivenza civile ed umana - ha sostenuto padre Rastrelli - ma a condizione che ognuno faccia il suo. Sono migliaia le persone e le famiglie che ogni anno vengono effettivamente sottratte al rapporto usuraio. Le Fondazioni regionali o provinciali, che si riconoscono nella Consulta Nazionale, sono oltre 30 ed operano in 71 centri di ascolto su tutto il territorio nazionale. I nostri operatori nei centri sono diverse centinaia e si avvicinano ai tremila. Molto proficua è la collaborazione con i responsabili delle sedi governative e ministeriali. Resta, tuttavia, gravemente disatteso da parte del Governo il rifinanziamento della legge 108/96".

Secondo mons. D'Urso "la lotta all'usura non deve dimenticare la sua ispirazione pastorale". In tale quadro s'inserisce la richiesta di udienza al Santo Padre per l'anno venturo in occasione del 10' anniversario della nascita della Consulta e di una riflessione pastorale al presidente della Cei. In ambito civile invece si sollecitano le Regioni a provvedersi di un Osservatorio sull'usura e sulle estorsioni e di una legge regionale che preveda interventi di maggiore tutela allefamiglie in difficoltà.

Anche secondo l'on. Mantovano esiste una correlazione tra il sovraindebitamento e l'usura. Certo arginare il fenomeno non è semplice, ma il Ministero dell'Interno, dietro suo stesso sollecito, ha sottoscritto un protocollo il 16 dicembre 2003 volto ad aumentare la forza contrattuale degli operatori economici vittime di usura e racket nei rapporti con il mondo creditizio. Mantovano ha voluto poi dare alcune cifre sull'applicazione delle leggi 108/96 e 44/99 per stilare un bilancio quantitativo del lavoro svolto dall'Ufficio del Commissario antiracket. "L'erogazione complessiva delle somme concesse dal Comitato di solidarietà dal dicembre 1999 a oggi - ha precisato - è pari, in totale, a 58.447.000,00 euro. Fino a oggi sono state presentate 2.059 istanze di accesso al fondo, di cui 1.058 per estorsione e 1.001 per usura. Le somme più cospicue sono state erogate in Sicilia, seguita dalla Calabria, dalla Puglia, dalla Campania, dal Lazio, dalla Lombardia e dal Piemonte".

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S.Giuseppe Moscati


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