Combattere l'usura Massimo Rastrelli s.j. |
Dio ha amato il volto di ogni persona umana: il volto delluomo e il volto della donna. Per questo ogni volto umano è fatto per risplendere di bellezza. La bellezza risplende sul volto umano a seguito della interiore esperienza dellessere amati e del potere amare. Senza amore non cè sorriso né serenità.
Dietro un volto triste cè lesperienza del male subito, del tradimento progettato e perpetrato, contro la propria persone e contro la persona dei propri cari.
Abbiamo creduto di dover combattere la usura per salvare la bellezza del volto umano, in cui deve risplendere limmagine e la somiglianza di Dio. Lusura, quella subita e sofferta, ma anche quella voluta ed inferta, segna di tristezza e di morte il volto delluomo.
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Il volto di chi è irretito nellusura è come allucinato e delirante: non vede il sole, non vede né la bellezza, né la bontà di tutte le cose e di tanti uomini. Vede soltanto il debito da pagare e le inesorabili scadenze degli impegni finanziari sempre in crescita.
Lusurato si sente fortemente in colpa specialmente verso il coniuge, verso i figli. Si sente "fuggito" da tutti, anche dai parenti e dagli amici. Vive isolato. Non vede neppure Dio e la sua eternità. Crede che neppure Dio lo ami.
Nella mia esperienza di Sacerdote e di Parroco, proprio nel volto degli usurati ho visto il volto del popolo di Dio schiavo del Faraone. Il volto triste delluomo ha rattristato il mio volto.
Mai come in questa esperienza ho capito lesperienza di Dio con luomo. E mi si è imposta la decisione di Dio verso il popolo schiavo in Egitto. Dio, per essere buono verso il suo popolo, doveva essere anche e soprattutto il "Liberatore".
Dio dovette uscire dalla sua invisibilità; dovette farsi coinvolgere dalla storia degli uomini, dalla debolezza e dalla fragilità del popolo. Dovette educare, perdonare e liberare; dovette stendere il braccio con i prodigi dellonnipotenza, che mai sarebbero stati tali, se non fossero stati prima i prodigi del suo cuore innamorato delluomo. Il dono della redenzione è stato soprattutto un dono di liberazione.
Ma la liberazione di una persona non può avvenire dal di fuori, come dal di fuori si pone, nelle mani di un povero, il denaro dellelemosina. E necessario donare da fuori ed attivare dal di dentro. E questa seconda cosa è più difficile: richiede che si agisca nelle radici della libertà, aprendola a quellamore che responsabilizza verso laltro.
Lusurato è un uomo demolito dallumiliazione, frantumato dalla sofferta schiavitù, annientato dal suo sentirsi inadeguato nei confronti anzitutto della propria famiglia. Non pensa di poter contare neppure su Dio, di cui non sente più né la voce né il comandamento.
Gesù ha comandato ai suoi seguaci: "Risuscitate i morti". Morto psicologicamente e moralmente è quelluomo e quella donna che sono stati raggirati dalla truffa e si sono visti traditi nel loro senso di giustizia dalle leggi, dai tribunali e dagli avvocati.
Morto psicologicamente è quelluomo o quella donna che hanno creduto di aver incontrato un amico solidale, e si sono invece trovati intrappolati nella vessazione impietosa ed inesorabile dellusura.
Morto psicologicamente è quelluomo o quella donna che, trovandosi nelle strette di una necessità incombente, come fitti di casa, bollette scadute, tasse o multe impreviste, minaccia di sequestri umilianti, disoccupazione imprevista e anche non colpevole, hanno fatto ricorso ad un prestito privato, senza formalità e con modesti interessi mensili. Qui sta la trappola! Gli interessi non possono e non devono mai essere mensili. Vivono da allora in poi costretti ad affamare i figli, per dare tutto quello che guadagnano allusura e alla malavita.
Morto psicologicamente e moralmente è quelluomo o quella donna che hanno creduto che il denaro fosse assolutamente necessario, e che in mancanza di reddito si dovesse comunque reperire, e hanno contratto prestiti spesso allinsaputa del coniuge e dei figli, e poi, non avendo di che pagare a ravvicinate scadenze il debito, e non volendo dire di essersi indebitati, si sono avviati alla catastrofe, pagando debiti con debiti, sempre più grandi e più esigenti.
Morto psicologicamente e moralmente è quelluomo o quella donna che, gestendo la piccola e prospera impresa familiare, si sono trovati con fornitori da pagare e con crediti ingenti da riscuotere. Incombendo la necessità di pagare le cambiali, per non essere protestati, si sono trovati nella iniqua situazione di non poter riscuotere i crediti, non solo dai privati, ma anche dalle pubbliche amministrazioni e dallo stesso Stato, e hanno fatto lerrore di ricorrere al prestito facile, contratto magari con lamico del socio in affari.
Morto psicologicamente e moralmente è quelluomo o quella donna, che hanno bussato ad ogni porta ed hanno fatto la terribile esperienza di trovarle tutte chiuse.
Molto spesso hanno trovate chiuse anche le porte della Chiesa, che nei suoi cristiani concreti si è mostrata incapace non solo di soccorrere, ma anche di capire. La Chiesa da oltre un secolo non ha più avvertito i fedeli sulle responsabilità del debito e sul male dellusura.
Tutti questi uomini e queste donne si sono trovati nel risucchio di un vortice, e questo ha assunto le proporzioni di una ecatombe: 24.000 famiglie nel 1994; 636.000 negli ultimi anni, secondo stime autorevoli della Banca dItalia.
Dinanzi a questa ecatombe economica luomo "sociale" della nostra democrazia o quello "umanitario" del neo paganesimo dilagante, lamenta il fatto, ne dichiara lo scandalo, ma non muove un dito. La sequenza dei suicidi anche collettivi continua, viene riportata nei mass media, dando origine anche a sequenze di proteste, che approdano però solo a vuote dichiarazioni di principio.
Su questo scenario di desolante squallore irrompe Gesù, che è "resurrezione e vita". Gesù ci fa pregare così: "Padre nostro! ... rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori."
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P.Massimo Rastrelli nella sede della Fondazione Antiusura |
Gesù apre dinanzi agli uomini una via nuova, quella "via stretta" che è alla portata di tutti, ma che senza Gesù nessuno imbocca. Anche la redenzione degli schiavi dellusura non può avvenire senza che chi può e deve soccorrere non si fa carico della croce altrui: proprio come Gesù si è fatto carico della nostra croce, ed il Cireneo della sua.
Anche la resurrezione dalla morte dellusura non può avvenire se ogni Cristiano non dà se stesso, per ridare la vita a chi lha stupidamente venduta e poi crudelmente perduta.
Noi, per conto nostro, fattici attenti al passare fugace del tempo e alle responsabilità che il Vangelo ci addita, nel nome del Signore, ci siamo messi insieme, ci siamo uniti, e "col poco di molti, abbiamo fatto molto per molti". Nei nove anni di vita della Fondazione Antiusura S.Giuseppe Moscati abbiamo liberato dallusura oltre 1.100 famiglie, mettendo a frutto i circa 6 miliardi donati da oltre 10.000 oblatori, per prestiti che ammontano a 14 miliardi. E anche nel futuro contiamo di proseguire per questa strada.
Per ogni persona, famiglia o impresa liberate dallusura, la disperazione è svanita e la notte della morte ha visto il prodigio di un alba nuova: e questo è accaduto perché lAmore, nella Grazia di Gesù e del Vangelo, nel seno della Chiesa, li ha accolti, tramite il cuore di uomini e donne credenti che hanno preso sul serio la presenza del Signore e la sua Parola.
E per questo chiediamo, a tutti quelli che hanno, di unirsi a noi per continuare a salvare, rendendoli cooperatori attivi della "risurrezione" di tante altre persone. Perché Gesù risusciti i morti, cè bisogno solo che ciascuno colga la Grazia di viverLo in se stesso, perché in noi stessi e negli altri Gesù continui ad operare i prodigi della sua Parola a salvezza degli uomini.
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