La "Madonna Pellegrina"
nelle case del progetto
"Lavoro ai meritevoli"

Massimo Rastrelli s.j.

I giovani ospiti delle case del progetto "Lavoro ai meritevoli" non solo condividono una proficua esperienza di inserimento nel mondo del lavoro legale, ma stanno sempre più sperimentando come il vivere insieme sia un grande valore.

In questa esperienza dei vari aspetti del relazionarsi umano un ruolo fondamentale è svolto dall'esperienza religiosa. A questo concorre la libera frequenza nelle parrocchie dei luoghi in cui la "Case-famiglia S.Giuseppe Moscati" si trovano, e gli incontri più intensi dei momenti formativi, che sempre accompagnano le visite di P.Rastrelli alle case almeno una volta al mese, momenti che stanno avendo un riscontro molto positivo, che porta con sé un'apertura dei giovani agli elementi fondamentali del vivere.

La "Madonna Pellegrina"
in una delle Case-famiglia

Così, uomini e donne che prima di trasferirsi a Treviso consideravano il rapporto religioso in modo superficiale, se non addirittura estraneo, ritenendolo non adatto a loro, hanno visto che conoscere e avvicinarsi alla Chiesa, frequentarla, è loro non solo possibile ma congeniale: costituisce un arricchimento della coscienza che "motiva la vita" ed aiuta molto nel concretizzare aggregazioni di profonda amicizia, sia in casa come in città e in fabbrica.

Ottimo il riflesso di questo incontro col sacro, di ciascuno e di tutti. La Messa domenicale è ormai per molti, specie quelli che all'inizio erano più lontani dall'esperienza religiosa, il momento più bello della domenica.

Il sentire ed il fare della domenica "il giorno del Signore" fa del Signore stesso una Persona conosciuta, rispettata, cercata e amata, con la quale si vuole intrattenere un rapporto più frequente e di conseguenza più arricchente.

Nel tempo di quaresima abbiamo celebrato una intensa "Via crucis", che diffondendo la sua luce di verità e di salvezza sul quotidiano - anche drammatico - che ogni giorno viviamo, ha impressionato fortemente tutti.

La successiva celebrazione della Pasqua è valsa a mettere sotto gli occhi non più distratti la realtà delle "resurrezione" come risposta di Dio ai mali dell'uomo e come futuro personale aperto sulla eternità.

Per persone che non ci avevano mai pensato, questo ha significato il passaggio interiore da una visuale "senza attese" a un orizzonte nuovo di promettenti speranze.

Incontro di preghiera dei giovani con P.Rastrelli
e uno dei Parroci del luogo

Alcuni giovani hanno anche potuto partecipare - in un santuario regionale - ad una grande celebrazione di Gesù Misericordioso, nella prima domenica dopo Pasqua, e in questo caso sono stati colpiti non solo dalla forza dell'evento, ma anche dalla sentita partecipazione di tanta gente.

Certamente queste esperienze religiose hanno inciso profondamente, inducendo un mutamento interiore che ha dato frutti significativi: chi non frequentava ora incontra i parroci e partecipa alle celebrazioni: otto giovani frequentano gruppi di preghiera e movimenti ecclesiali, sette hanno percepito la mancanza in se stessi di una desiderata "pienezza religiosa", e si sono presentati alle Parrocchie per chiedere di prepararsi alla Cresima: altri ancora frequentano momenti liturgici e di preghiera.

Infine i bambini in età giusta si stanno preparando per fare a fine maggio la Prima Comunione. Anche i fidanzati si mostrano impegnati a vivere con dignità cristiana questa fase importante che li porterà al matrimonio. Per tutto questo le famiglie rimaste in Campania, da cui i giovani provengono, non finiscono di rallegrarsi e di ringraziare.

Si può così capire perché mai, in un ambiente finalizzato al lavoro, col sopraggiungere del mese di maggio è stato possibile proporre e realizzare il passaggio delle "Madonna pellegrina" nelle case del Progetto.

Il Rosario recitato insieme in una delle
"Case-famiglia S.Giuseppe Moscati"

Dalla casa di Italina De Lazzari, dai nostri ospiti ben conosciuta come forte e provvida ispiratrice del Progetto, e oggi nostra protettrice dal Cielo, è stata prelevata la piccola statua della Madonna di Fatima, e il turno del passaggio nelle "case-famiglia" è stato disposto secondo il loro ordine di apertura.

A tutti è stata donata la corona del Rosario e - anche con l'ausilio di un libretto - è stato spiegato il Rosario come fondamentale e universale preghiera cristiana. A tutti si è mostrato il modo degno di effettuarne la recita ed il modo di effettuare la meditazione dei misteri, come sentieri di vita da vivere nel quotidiano, in tutte le situazioni che giorno per giorno la vita ci presenta.

La Madonna pellegrina di Fatima si ferma in ciascuna casa due o tre giorni, durante i quali si riflette sul messaggio di Fatima e si recita insieme il Rosario. Poi i residenti nella casa portano la statua della Madonna Pellegrina nella casa successiva. Collaboratori del Progetto affiancano come guide spirituali i momenti di questa peregrinazione.

Fatima è un grande dono di Dio alla Chiesa, alle Nazioni e alla Storia. Il nostro Papa Giovanni Paolo II deve a Fatima la vita, e ne ha reso solenne testimonianza. Fatima illumina il cammino dell'umanità che si inoltra nel terzo millennio cristiano. Ai nostri ospiti queste luci di consolazione e di sicura speranza sono state donate.

[Maggio 2001]

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S.Giuseppe Moscati


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