Padre Rastrelli: "Nel Nord-Est
ho trovato lavoro per 75 ragazzi"

Luigi Ferraiuolo
Articolo pubblicato sul Corriere della Sera del 27 novembre 2000

Già 116 ragazzi coinvolti, 75 felicemente assunti ed ormai residenti nel Trevigiano, 8 ritornati a lavorare a Napoli grazie all'esperienza effettuata al Nord, 11 case-comunità coinvolte, dove i giovani trovano vitto e alloggio a prezzi minimi, una prospettiva di mille posti di lavoro disponibili nelle province di Treviso, Pordenone, Udine e Vicenza; un progetto gemellato in diocesi di Bergamo.

Sono i numeri del progetto "Lavoro al meritevoli", nato per combattere la disoccupazione dei giovani napoletani e sostenerli nei loro trasferimenti al Nord, che lo scorso 30 ottobre ha festeggiato un anno di vita.

Un'iniziativa voluta fortemente da padre Massimo Rastrelli, gesuita, settantuno anni, promotore della Fondazione antiusura San Giuseppe Moscati e responsabile nazionale dei centri antiusura dei gesuiti. Parroco, fino a maggio 2000, della chiesa del Gesù Nuovo nel centro antico di Napoli.

"I giovani napoletani spesso non trovano lavoro al Nord a causa delle difficoltà ad affittare un'abitazione a prezzi congrui - spiega padre Massimo - oppure, se lo trovano, sono costretti a lasciarlo dopo poco, perché il costo della vita nelle regioni del Nord-Est è troppo alto per chi ha uno stipendio da apprendista. Si tratta di un limite enorme che costringe anche i ragazzi di buona volontà, spesso, a dover rinunciare ad un sano impiego.

P.Rastrelli, con p.Florio Quercia e alcuni giovani e collaboratori, in una delle case-comunità di Treviso.

Il progetto "Lavoro ai meritevoli" dell'associazione "San Giuseppe Moscati" è un tentativo concreto di invertire questa tendenza. Dopo un anno di vita dell'iniziativa siamo completamente soddisfatti: molti ragazzi napoletani hanno trovato un lavoro stabile e si sono pienamente inseriti nel Trevigiano e, nel contempo, gli imprenditori non fanno che decantare le lodi dei dipendenti campani. I ragazzi campani coinvolti nell'iniziativa, quasi tutti napoletani, lavorano nelle aziende di Nicola Tognana, il vicepresidente di Confindustria e leader degli imprenditori del Nord-Est; della Rugatello, una fabbrica di mobili d'arte; e nelle decine di aziende del miracolo veneto."

- Che cos'è il "Progetto lavoro"?

"Il progetto è un'iniziativa nata nel solco dello spirito sociale cristiano, che punta a fornire ai giovani disposti a trasferirsi al Nord la possibilità di iniziare a lavorare senza dover pagare lo scotto di uno stipendio completamente divorato dal costo della vita delle regioni settentrionali, molto più elevato del nostro".

- Come si articola la sua iniziativa?

"Affittiamo in proprio le case e le offriamo ai ragazzi che riteniamo meritevoli. Ne abbiamo già affittate nel primo anno undici, altre cinque si aggiungeranno nei prossimi giorni. I proprietari si sentono tutelati perché è un sacerdote a prendere in fitto l'immobile ed a gestire per il pagamento delle pigioni e la restituzione senza danni della casa. I ragazzi, invece, hanno la possibilità di trovare un alloggio a buon prezzo e di ottenere anche il vitto.

L'idea delle nostre case-comunità è appunto quella di integrare in comunità più persone, tanto da offrire loro non solo il tetto ma anche il sostentamento. In questo modo riusciamo ad offrire ai ragazzi casa e vitto quotidiano per 550.000 ogni mese, 50mila in meno rispetto alle nostre previsioni iniziali, che erano stimate in 600.000 mensili."

- Come sceglie i ragazzi da sostenere?

"Per capire il vero spirito dei ragazzi che ci contattano utilizziamo il metodo dello 'scandaglio', un questionario di tipo psicologico; la Scuola psicopedagogica, in cui forniamo ai ragazzi degli insegnamenti etici e cerchiamo di capire come la pensano; i colloqui con psicologi e pedagogisti per aiutarli nell'inserimento.

Si sono formate sette famiglie, e durante la festa d'anniversario abbiamo premiato il primo assunto: Michelangelo Palumbo. Se un ragazzo non riesce ad ambientarsi in un'azienda, lo proponiamo ad un'altra impresa, fino a quando non trova il lavoro confacente alle sue capacità."

- In che maniera si sostiene il progetto?

"Finora grazie alle elemosine raccolte in tutta Italia ed all'aiuto di tanti imprenditori che mi hanno offerto gratuitamente mobili e suppellettili per arredare le case che prendevo in fitto."

- Il progetto "Lavoro ai meritevoli" è nato nell'ottobre 1999.

- E' promosso dal padre gesuita Massimo Rastrelli.

- Favorisce l'incontro tra imprenditori della zona e giovani napoletani e meridionali in cerca di lavoro.

- L'iniziativa si accolla anche il reperimento di residenze a buon mercato per i giovani, fornendo anche il vitto.

- Finora sono stati coinvolti 116 ragazzi.

- 75 hanno trovato lavoro e sono rimasti in Alta Italia.

- Altri 8 sono ritornati a Napoli, richiamati dalle aziende dove lavoravano al nero, che li hanno contrattualizzati.

- Si sono costituite dallo scorso ottobre 1999 sette famiglie.

- Il progetto gestisce attualmente 11 case e punta ad arrivare a 16.

- L'iniziativa è stata gemellata dalla diocesi di Bergamo.

- Il progetto dovrebbe espandersi nei prossimi mesi tra Pordenone, Udine e Vicenza.


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