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Treviso - Progetto "Lavoro ai meritevoli" L'anniversario della prima Massimo Rastrelli s.j. |
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Il 30 ottobre 2000, nella chiesa di Rovaré, si è festeggiato il primo anniversario dell'apertura della prima "Casa-famiglia S.Giuseppe Moscati" del progetto "Lavoro ai meritevoli".
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"Case-famiglia" di Treviso |
E' stata una grande festa, partecipata e sentita da tutti gli intervenuti: anzitutto le famiglie e i giovani inseriti nel progetto che hanno trovato lavoro stabile e legale, con molti amici, poi i proprietari che hanno reso disponibili le loro case e gli imprenditori che hanno beneficiato dei nostri lavoratori. Presenti pure i Parroci ed il Sindaco di S. Biagio, l'associazione S.Vincenzo di Roncade e le Guide dei Gruppi di preghiera che ci aiutano.
Tutti si sono ritrovati nella chiesa parrocchiale di Rovaré, e hanno vissuto un forte momento di ringraziamento e di preghiera, nel prendere atto delle molte grazie ricevute e delle grazie che ci sono ancora necessarie.
Nella nostra riflessione abbiamo preso atto che le persone che entrano nel progetto "Lavoro ai meritevoli" devono non solo difendersi dai vizi, ma devono cercare di acquistare le virtù importanti delle sapienza, intelletto, consiglio, e scienza.
Questo si riscontra nelle 11 case pienamente funzionanti ed autogestite, dove vivono 41 persone tra uomini e donne, di età tra i 23 e i 45 anni, inseriti in un promettente lavoro. Intanto altre quattro case sono in allestimento e consentiranno disponibilità di alloggio e lavoro per altri 25 giovani.
Le mie visite alle case consentono incontri personalizzati e comunitari, che permettono a me, ai miei collaboratori, ai giovani stessi, di realizzare un proficuo confronto, per consolidare l'esperienza che si vive e operare per un miglioramento delle linee guida che ispirano il nostro progetto e le nostre azioni.
Un episodio significativo
Potrà essere interessante tratteggiare la storia di qualcuno dei giovani protagonisti, anche se per discrezione indichiamo le persone con le loro iniziali. Questa volta cominciamo dai primi.
La prima casa che è stata aperta è quella di Preganziol (Treviso), dove inviammo i primi tre giovani. Di questi, ne è rimasto uno, che ora è ben inserito nella convivenza comunitaria e nel nuovo ambiente.
Due giorni dopo, provenienti da Napoli, giunsero a Preganziol due giovani sposi, che nella loro giovane vita familiare avevano vissuto esperienze distruttive. In rapida sintesi, si erano da poco sposati quando sopravvenne, improvvisamente e non prevedibile, la perdita di lavoro per R.A. La giovane famiglia si ritrovò così privata del reddito, e con questa era in pericolo la sopravvivenza.
La casa che da poco avevano arredata fu chiusa e si fece un prestito di 17 milioni. Non avendo potuto pagare la prima rata, il prestito, nato come prestito commerciale, si trasformò in prestito usuraio, che cominciò a lievitare in modo irrecuperabile, mentre i giovani sposi si videro costretti a dividersi, per tornare ciascuno presso i propri genitori. E intanto ogni ricerca di un nuovo lavoro risultava vana.
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inseriti nel Progetto Lavoro |
Nel perdurare di questa situazione, R.A. e C.R. incontrarono la nostra Fondazione Antiusura S.Giuseppe Moscati, e vennero a conoscenza del progetto "Lavoro ai meritevoli". Lo valutarono, lo ritennero valido e capace di risolvere ogni loro problema, e decisero di partire.
Provvedemmo a sostenerli negli inizi per le spese di avvio. Arrivarono a Treviso la mattina del 30 ottobre 1999.
L'amico Lino Ancona, che andò alle 6,45 del mattino ad accoglierli alla stazione di Treviso, fece loro un'affettuosa accoglienza e li portò nella casa di Preganziol.
Invitati a scendere, la giovane coppia credette di essere stata invitata ad entrare in casa del Signor Lino, ma subito, con loro grande gioia, fu detto che quella era la casa che li avrebbe ospitati!
Entro due giorni i due sposi furono assunti in lavori legali, il che voleva dire che mensilmente avrebbero goduto di un reddito certo e sicuro. D'altra parte, il bassissimo costo della spesa mensile pro capite delle case-famiglia facenti parte del nostro progetto, faceva sperare di poter presto chiudere il baratro debitorio che si erano lasciati alle spalle.
La Fondazione Antiusura proovvide a far rateizzare il prestito da oltre un milione e mezzo al mese a 300.000 lire mensili. R.A. e C.R. poterono quindi sentirsi sollevati e messi in grado di esprimere le loro migliori capacità e virtù. Di fatto si sono rivelati capaci di organizzare la convivenza familiare, con la mutua collaborazione tra i sei o sette ospiti della casa-famiglia.
Ora sanno farsi apprezzare non solo nel provvedere a tutto l'andamento logistico della casa, ma anche nel portare avanti con autorevolezza le linee civili, morali e religiose del nostro progetto.
R.A. si è acquistata "sul campo" una squisita stima di signorilità, mentre C.R. ha mostrato di assicurare un provvido tenore di vita, pur senza sprechi e anzi con margini notevoli di risparmio.
E sento di non poter chiudere questa testimonianza, senza esprimere un ringraziamento al Signore, a Dio che è il vero Ispiratore e Autore del progetto; un ringraziamento a tutti i molti miei collaboratori, che danno tutto quello che hanno; un ringraziamento soprattutto a tutti e a ciascuno, uomini e donne, che hanno deciso non solo di far vivere, ma anche di fare onore a questo progetto nato per ridare dignità di vita a tanti giovani meritevoli.
[Gennaio 2001]
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moscati@gesuiti.it |