La positiva esperienza di Treviso
per inserire i giovani nel mondo del lavoro

Massimo Rastrelli s.j.

Queste comunicazioni fanno seguito ai due articoli apparsi negli ultimi numeri del Gesù Nuovo, nei quali davamo notizia della nuova iniziativa della Fondazione Antiusura S.Giuseppe Moscati per aiutare i giovani a inserirsi concretamente nel mondo del lavoro. Per prevenire l'usura niente è più necessario ed efficace, che dare lavoro ai giovani, con il quale possano avere un reddito sicuro e pienamente legale.

In provincia di Treviso 750.000 persone hanno avviato circa 93.000 imprese, a diversa dirnensione, ma tutte all'avanguardia per adeguamento tecnologico. Sono imprese tutte a carattere familiare, nelle quali la famiglia cura gli interessi della fabbrica e la fabbrica tiene unita la famiglia negli interessi e negli affetti. Un popolo straordinariamente onesto e civile, che in cinquant'anni ha creato una forza produttiva straordinaria.

P.Rastrelli con alcuni collaboratori e giovani ospiti
di una "casa-famiglia", a Treviso

E' una realtà che mostra come la famiglia può essere alla base di una società sana e che valorizza la solidarietà. Ho visto una fabbrica messa su da genitori che l'hanno trasmessa ai tredici figli, e che prospera perché portata avanti dalla concordia reciproca.

I giovani che da Napoli inseriamo in queste aziende industriali possono toccare con mano quanto bene apporti alla società civile la serietà dell'impegno e la perseveranza nel lavoro onesto. E viceversa si rendono conto quale male comporti, non solo per il singolo ma per la società, il disimpegno e l'infedeltà.

Il guadagno si costruisce con il lavoro in fabbrica, producendo prodotti utili e di qualità soddisfacente. Questo comporta e valorizza la capacità personale di tenere dietro ad un ritmo sostenuto di produzione, che non consente soste immotivate. Anche la deconcentrazione squalifica. Non si può andare al lavoro come si va al bar.

L'esperienza delle "Case-famiglia" ci mostra anche come la scuola psicopedagogica, da noi costituita per preparare i giovani al progetto e al lavoro, abbia trovato la sua palestra adatta. E questo è di capitale importanza. In questa scuola i giovani, prima di partire per il Nord, apprendono molte cose: la serietà e l'impegno nel lavoro; la necessità di saper lavorare con gli altri; l'importanza di sapersi rispettare e aiutare reciprocamente.

Di conseguenza l'individualismo di moda resta svalutato sul piano di una valutazione non solo morale, ma di utilità comune. Anzi si rafforza e si dà consistenza tangibile al valore morale, destinato a qualificare spiritualmente la vita dell'uomo e a renderla piena e felice.

Vivendo nella "casa-famiglia " i giovani apprendono a vivere insieme riducendo così i costi del loro mantenimento. Infatti, essendo in nove in una casa, e dando 100.000 lire al mese come contributo vitto, costituiscono un capitale mensile di 900.000 lire, che amministrato saggiamente di fatto si è rivelato più che sufficiente, dal momento che a fine mese, a conti fatti, si è visto che per la spesa vitto è stata sufficiente la somma di 3.000 lire al giorno, e mangiando bene.

Questo corregge la diffusa mentalità consumistica, e ne forma una contraria e costruttiva. I giovani passano concretamente dal disorientamento all'orientamento, e questo li consolida. Finora nelle "case-famiglia" si sono creati ottimi rapporti, e si fa esperienza dell'importanza e del valore dell'amicizia degli altri. Amicizia che è un tesoro da scoprire, da stimare, da costruire e acquistare con atteggiamenti positivi e intelligenti. La personalità degli ospiti è stimolata ad evolversi molto positivamente e si evolve di fatto.

Nel comunicare questi dati sull'andamento del progetto, ci rendiamo conto del grande valore che essi hanno in sede di concreta analisi sociologica, e non solo in vista del problema occupazionale.

Ma al di là dell'aspetto sociologico, c'è come fondamento l'aspetto religioso e cristiano. In Gesù e nei Santi, come S.Giuseppe Moscati a cui le case-famiglia sono dedicate, i giovani riconoscono i modelli viventi della cultura dell'aggregazione e dell'amore. Comprendono che il non andare a Messa è rottura dei rapporti. Quindi, è necessario farsi conoscere dai cristiani e farsi stimare come cristiani.

L'essere cristiani - anche nella manifestazione esterna dell'adempimento degli impegni, è essenziale. Di fatto nelle case-famiglia S.Giuseppe Moscati è figura ispiratrice e riferimento importante, e la presenza della sua immagine non è solo una moda.

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S.Giuseppe Moscati


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