Il progetto "Lavoro ai meritevoli"
della Fondazione Antiusura

in provincia di Treviso

Massimo Rastrelli s.j.

Come i Lettori del Gesù Nuovo ricorderanno, la Fondazione Antiusura S.Giuseppe Moscati ha allargato l'operatività avviando il progetto: "Lavoro ai meritevoli", per incrementare nel modo migliore la vasta azione di prevenzione già in atto.

Uno degli incontri di preparazione per i ragazzi,
prima della partenza per Treviso

A questo proposito è bene ricordare che se è certamente necessario salvare dall'usura coloro che vi sono caduti, più ancora bisogna evitare che persone, famiglie e piccole imprese cadano nel baratro del prestito usuraio.

Il progetto ha preso avvio nel giugno scorso favorendo l’inserimento lavorativo di disoccupati nel Triveneto, dove c'è forte richiesta di lavoro. La disoccupazione umilia la dignità personale dei giovani, li rende fragili e produce spesso tragedie nelle famiglie.

Si è pensato che tra i moltissimi giovani disoccupati si possono certamente trovare ragazzi e ragazze tra i 18 e i 32 anni, volenterosi e coraggiosi, che volessero affrontare i sacrifici e le sofferenze di un definitivo trasferimento a Nord.

Per questo si stanno realizzando le "Residenze S.Giuseppe Moscati", cioè Case-famiglie-comunità nelle quali assicurare ai giovani, non soltanto un supporto logistico dignitoso e sicuro, ma anche un più complesso supporto culturale psico-pedagogico e socio-affettivo, che rendesse più semplice e gradevole la lontananza dalla famiglia.

Da giugno ad agosto 1999 si è portata avanti la necessaria fase di studio e si cercarono i fondi da Benefattori. Ma nei primi tempi, quando si cominciò a cercare le case, fu difficile ottenerle tra quelle disponibili, per pregiudizi nei riguardi dei napoletani. Ora però i proprietari, vedendo come le case sono state arredate e come vengono curate, sono contenti di averle rese disponibili. Presto possiamo averne altre, dal momento che si "autofinanziano", appena avviate, grazie ai redditi di lavoro. Dobbiamo avere disponibilità di fondi soltanto per avviarle e per possibili emergenze.

Certo non è facile riuscire a far abitare più persone in una stessa casa. L'individualismo e la cultura della rivalità possono creare gravi ostacoli. Per questo abbiamo avviato una "scuola psico-pedagogica", per far maturare convinzioni opposte a quelle dei luoghi comuni correnti.

Oggi, a febbraio 2000, le due comunità-famiglia già avviate procedono molto bene, con la convivenza regolata da semplici norme mirate a rendere solidale e cooperativo il vivere insieme, con risultati sorprendenti di socializzazione e di mutuo supporto.

L'effetto riscontrato è una forte condivisione di responsabilità, e i giovani hanno cominciato a prendere gusto per il risparmio. Pensano al futuro, e riescono a evitare il richiamo della discoteca o di altri ritrovi costosi e alla prova dei fatti alienanti. Preferiscono conservare il frutto del loro lavoro e si applicano ad inventare la gioia dello stare insieme. Sono riusciti a sostenersi con una spesa pro-capite quotidiana di 3.500 lire al giorno, anche utilizzando i doni degli amici, che non sono mancati.

Questo – che è senza dubbio un risultato promettente - li aiuta anche sul lavoro. Hanno imparato per esperienza a sentirsi voluti bene. Certo, tre mesi sono pochi, e per un consolidamento dei risultati ci vuole molto tempo. Ma l'inizio è il momento più difficile e - come si dice – "chi ben comincia è a metà dell'opera". Prevale in tutti la volontà e l'impegno a voler riuscire.

Come accennato, per tutto questo molto hanno aiutato gli amici, benefattori e collaboratori che portano avanti il progetto. Un grazie particolare va ad Angelo e Maria Ancona, ad Orfeo e Gerarda Lorenzon, a Giovanna e Guido Fantin, ad Antonella Commissari, ad Italina De Lazzari e alla sua mamma Pierina, a Piero ed Elena Schiavon, a Giancarlo ed Ebe Albanese, e a quanti altri, imprenditori e fornitori, che hanno voluto darci il necessario e hanno sostenuto il progetto.

Le cifre parlano da se stesse: ogni ospite paga 20.000 lire al giorno per la casa e per tutto il resto, a raffronto di un guadagno generalmente non inferiore alle 50.000 lire quotidiane, o alle 37.000 per gli apprendisti.

Nelle vacanze natalizie tutti i giovani - ritornati presso le loro famiglie - hanno riportato l'entusiamo della loro esperienza e sono venuti nella sede della nostra Fondazione per comunicare quanto hanno vissuto, sia sul piano occupazionale sia umano.

Ospiti e collaboratori,
nella seconda "casa-famiglia" di Treviso

Ci hanno riferito che si aiutano l'un l'altro volentieri, sia nei servizi di casa che per ogni altro problema, consigliandosi l'un l'altro in merito alle varie questioni personali e di lavoro. Anche il pasto serale e la Messa domenicale sono momenti di gioia condivisa. I parenti e gli amici di Napoli ci hanno riferito di averli rivisti cambiati in meglio. Due ragazzi che dopo qualche giorno al Nord avevano scelto di tornare indietro, ora pentiti hanno voluto far ritorno e sono oggi inseriti in maniera promettente.

Importante e bella anche la loro esperienza religiosa, da noi sostenuta e spiegata. La Messa della domenica precede le gite organizzate di gruppo, utili anche per conoscere la nuova regione nella quale si trovano a vivere. Un particolare significativo: tutti recitano il Padre nostro al mattino e alla sera, e prima di ogni pasto. Hanno preso anche l'abitudine di dare un bacio al crocifisso, prima di uscire e ad ogni rientro. Dobbiamo decisamente dire che questi inizi superano le attese e sono promettenti.

E’ questo infatti il nostro "segreto": memori dell'insegnamento biblico: «Se Dio non costruisce la casa, invano lavorano i costruttori», abbiamo messo Dio a fondamento della costruzione e del nostro progetto. Lo abbiamo invocato con l'intercessione di S.Giuseppe Moscati. L'immagine del Santo Medico è stata messa in tutte le case, ed abbiamo chiesto a Dio di "essere con noi" nella nostra impresa.

Infine, ci facciamo una domanda. Abbiamo dato solo una risposta sul piano sociale, o abbiamo immerso i giovani in una esperienza di Dio che vive negli uomini e che fa del bene agli uomini attraverso altri uomini? Basti pensare a due "principi" che reggono le Residenze S.Giuseppe Moscati. Il primo principio: "La gratuità del dare arricchisce, mentre la gratuità dell'avere immiserisce". Secondo principio: "Se valorizzo l'altro, acquisto valore, se disprezzo l'altro degrado me stesso nel disprezzo, e ricevo disprezzo."

Abbiamo avuto la gioia di vedere vissuto quanto abbiamo letto nel primo capitolo degli Atti degli Apostoli. Tutto questo se non è un miracolo è certo una grazia. Per questa grazia ricevuta ringraziamo Dio, la Madonna e S.Giuseppe Moscati.

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