Progetto "Lavoro ai meritevoli": Massimo Rastrelli s.j. |
![]() |
Il 3 agosto 2000, alle ore 19, nella Parrocchia di Preganziol (Treviso), Carlo D'Alessio e Letizia Basile, due ragazzi provenienti dalla Campania e inseriti nel progetto "Lavoro ai meritevoli", si sono uniti nel Sacramento del Matrimonio, celebrato in piena consapevolezza dopo un'opportuna preparazione.
|
Il loro è certamente un matrimonio significativo, perché l'avvenuta celebrazione é la felice conclusione di quanto il loro cuore sperava, ma è stata possibile anche grazie al sostegno caloroso di molti altri, senza i quali questo matrimonio avrebbe avuto molte difficoltà ad andare in porto.
Carlo e Letizia da tre mesi risiedono nelle "Case-famiglia S.Giuseppe Moscati", costituite come parte del progetto di inserimento nel lavoro che ha preso avvio il 29 ottobre 1999 in Provincia di Treviso.
Il Progetto - come abbiamo illustrato negli altri articoli in merito - tende a venire incontro alla domanda di mano d'opera che è molto avvertita in questo periodo dagli imprenditori del Nord-Est, preparando con una apposita "scuola etico-psico-pedagogica" molti giovani che in Campania non riescono, malgrado la loro buona volontà, a trovare un lavoro, dando loro invece la concreta possibilità di un inserimento lavorativo nella Provincia di Treviso, per un lavoro legale e definitivo.
L'allestimento delle "case-famiglia", arredate dignitosamente e con uno stile comportamentale che richiede la cooperazione di tutti, porta a una migliore qualità di vita.
Grazie a questa libera collaborazione il costo di sussistenza si mantiene molto basso nonostante la buona qualità, si assicura a ciascun giovane la completa sistemazione logistica che rende conveniente il trasferimento al Nord e il conseguente inserimento in una delle tante fabbriche e aziende medio piccole del posto.
Il risparmio consentito consente ad ognuno la possibilità di un risparmio personale per pianificare il proprio futuro in laboriosa stabilità e sicurezza, rendendo prevedibile e possibile anche il matrimonio.
Infatti il Progetto é nato ed é stato fortemente voluto non solo in vista del grave problema occupazionale, ma più ancora in vista della dignità della persona, mortificata se costretta a vivere senza un reddito, e conseguentemente impossibilitata a costituire responsabilmente una famiglia, dove poi potranno essere accolti dei bambini, naturale coronamento di vita, come supremo dono dì Dio, una vita vissuta come donazione e amore.
|
nella Parrocchia di Preganziol (Treviso) |
Il Matrimonio di Carlo e di Letizia, il primo che si é celebrato di giovani inseriti nel Progetto, ha cominciato a realizzare concretamente tutto questo.
Crediamo di poter sottolineare quanto questo favorisca - per dei giovani che emigrano dal Sud - il "trasferimento" del loro "polo affettivo", cosa che favorisce il loro inserimento e garantisce gli imprenditori, che cercano operai affidabili.
Carlo e Letizia hanno voluto contrarre proprio a Preganziol il loro matrimonio, e questo dice tanto.
Carlo é un infermiere, e come tale ha trovato una piena e soddisfacente occupazione, tanto che in soli tre mesi ha potuto superare una situazione personale che si protraeva da anni senza speranza. E questo é certamente un significativo incoraggiamento per molti altri giovani.
Letizia, dalla infanzia trascorsa tra i Testimoni di Geova, ha fatto ritorno alla fede cattolica, avendo potuto vedere in atto l'amore di Gesù vissuto da persone di fede, sia del Sud come del Nord.
L'età non più giovanissima degli sposi aveva fatto sì che questi, già fidanzati da anni, fossero ora in attesa di un bambino, che però desideravano fortemente far nascere in una regolare famiglia. Tra il quinto e l'ottavo mese di gestazione questo desiderio si è potuto concretizzare, perché si sono create le premesse per il matrimonio.
Tutto questo é stato possibile grazie a una grande e fattiva volontà di amore: anzitutto da parte di Carlo e di Letizia, oggi finalmente sposi, ma anche da parte degli altri giovani inseriti nel progetto, 38 a tutt'oggi, che hanno condiviso le loro aspirazioni, che sono poi anche i giusti desideri di ognuno di loro.
Un impegno costruttivo che a sua volta si è fuso con quello - non meno importante - di quanti collaborano al progetto aiutando questi giovani con ogni dedizione possibile: sono persone, sono famiglie, sono la "S.Vincenzo", sono i gruppi di preghiera, sono le autorità Comunali, gli impiegati di tutti gli uffici che hanno collaborato, sono gli imprenditori di tutte le imprese che hanno assunto i giovani del Progetto, sono - e più ancora - i Parroci e la stessa Diocesi di Treviso, che hanno voluto collaborare in tutto e per tutto, condividendo la validità del progetto e favorendone la concretizzazione a vari livelli.
|
Nell'ambito generale della collaborazione al nostro progetto, sentiamo qui il bisogno di sottolineare il ruolo dei Parroci: Don Gianni di Preganziol, ora in particolare per questo matrimonio di Carlo e Letizia, ma ringraziamo il Signore anche per i Parroci di Roncade, di Biancade, di S.Biagio, di S.Maria della Rovere in Treviso, di Rovarè, il Parroco di Cendon. Tutti ci sono vicini per l'aiuto e l'assistenza spirituale degli altri giovani.
Nel territorio di queste parrocchie abbiamo aperto le nostre "case-famiglia", ma ringraziamo anche Don Luigi di Fragarè e Don Giuseppe di Sagareta; il Parroco di Ponte di Piave, Don Giuseppe Mosseno, Presidente dell'Istituto del Clero e Mons. Marcuzzo esponente della Diocesi per i settori dell'apostolato sociale.
Un ultimo particolare: il bambino di Carlo e Letizia è nato il 30 luglio alle ore 3,08, al nono mese dall'apertura della prima "casa-famiglia": questo è stato visto da tutti noi come un segno concreto e molto eloquente, per questo periodo che in nove mesi ha prodotto una nuova vita e allo stesso tempo il fiorire di questo Progetto per una vita più sana e bella, consona alla dignità dell'uomo secondo il disegno di Dio, al quale va la nostra preghiera, il nostro ringraziamento, la nostra speranza per altri promettenti sviluppi.
Grazie allora di cuore al Signore e a tutti voi !
|
Home Page
|
moscati@gesuiti.it |