Padre Rastrelli
boccia il Bingo e gli sponsor

Giuseppe Crimaldi
(articolo pubblicato sul Mattino del 2 dicembre 2000)

Bingo? No grazie. Nell'entusiasmo collettivo di una nazione che riscopre il gusto per il gioco d'azzardo, c'è una voce che esce dal coro. E' una voce autorevole, che invita a riflettere sui rischi dell'inaugurazione di una nuova lotteria: quella della Consulta nazionale delle Fondazioni antiusura, che attraverso padre Massimo Rastrelli denuncia "l'ipocrisia di uno Stato che prevede come reato il gioco d'azzardo e poi lo gestisce in proprio in regime di monopolio".

Parole dure e disco rosso, dunque, per il gioco che è la versione anglosassone della Tombola. Nei giorni scorsi era stato lo stesso ministro delle Finanze, Ottaviano Del Turco, ad anticipare che saranno aperte 420 sale. L'attivazione delle concessioni dovrebbe poi consentire di creare circa 13 mila nuovi posti di lavoro.

"L'orientamento delle nostre istituzioni - spiega don Rastrelli - appare ipocrita perché prevede come reato il gioco d'azzardo nei Casinò e poi lo gestisce in proprio in regime di Monopolio (Lotterie nazionali, totocalcio, lotto, enalotto... ), giustificando il suo operato con il fine di costituire nuovi posti di lavoro. Istituirà per questo 420 sale sul territorio nazionale per il gioco del Bingo, autentici casinò di quartiere, destinandole allo svago di pensionati e casalinghe, con la previsione di introito per il primo anno di 1000 miliardi solo per il fisco".

"E questo Stato ipocrita - prosegue la Consulta - attende ora i ringraziamenti dei nuovi occupati e, soprattutto, dei pensionati e delle casalinghe che distrarranno dal magro reddito, appena sufficiente a soddisfare le primarie esigenze di vita, la somma da impiegare nel gioco, con immensa soddisfazione di albergatori, titolari di sale gioco e altri imprenditori pronti a beneficiare di entrate per miliardi".

Il sasso nello stagno è stato lanciato. E la perplessità che don Rastrelli - il sacerdote napoletano che conosce molto bene la piaga dell'usura, che da anni combatte - continua a evidenziare, è in fondo molto semplice: questo nuovo gioco finirà col ridurre sul lastrico migliaia di persone, soprattutto quelle più deboli, più esposte alle lusinghe del facile guadagno. "Penso al pensionati - dice don Rastrelli - ai quali verrà tolto anche quel poco che hanno per vivere".

Le società candidate dalla gestione del Bingo replicano alla Consulta affermando che il nuovo gioco è uno sprone a socializzare, ad uscire di casa, a non chiudersi nell'isolamento. "Una cartella per partecipare al gioco - spiega Aldo Migliaccio, amministratore delegato della New Bet, società collegata alla Cirsa, leader mondiale del Bingo, costa solo 3 mila lire.

Ci si può divertire e stare insieme con pochi soldi. Il bingo non è una slot-machine". Migliaccio oltre ad evidenziare i risvolti occupazionali (ogni sala-giochi occuperà almeno 35 persone), precisa anche che il bingo legale e quindi controllato, così come è accaduto per il Totoscommesse, renderà più efficienti i controlli contro il gioco clandestino.

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S.Giuseppe Moscati


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