L'usura e la comunità Ecclesiale
Interventi di Giovanni Paolo II
e del Card.Camillo Ruini

a cura della Consulta Nazionale Fondazioni Antiusura

1 - Udienza generale di Piazza San Pietro - 10 Settembre 1997

Ricevendo la Consulta Nazionale delle Fondazioni Antiusura, guidata dall'Arcivescovo di Bari, Mons.Mariano Magrassi, presenti il Presidente P.Massimo Rastrelli s.j. e il Segretario Nazionale Mons.Alberto D'Urso, alcuni Vescovi, Sindaci e Parlamentari, il Papa ha rivolto il messaggio seguente:

"Mi rivolgo ora ai Membri della Consulta Nazionale delle Fondazioni Antiusura, qui presente insieme ad alcuni Vescovi e a Responsabili delle Pubbliche Amministrazioni.

So quanto sia preoccupante il fenomeno dell'usura, che purtroppo è diffuso in tante città e presenta risvolti drammatici per le famiglie in esso coinvolte.

So anche con quanta tenacia, pur in mezzo a non poche difficoltà, voi cercate di unire gli sforzi al fine di arginare un così ingiusto sistema, che interpella fortemente le comunità civili ed ecclesiali.

Incoraggio e benedico l'opera altamente meritoria che la vostra Consulta Nazionale sta svolgendo per fermare questo impietoso sfruttamento del bisogno altrui e così dare speranza a chi si trova invischiato nella rete di spregiudicati usurai.

Carissimi fratelli e sorelle, continuate a lottare contro questa tremenda piaga sociale, sorretti dalla consapevolezza che con voi opera il Signore, il quale "libera il povero che lo invoca e il misero che non trova aiuto" ( Sal 71, 12)".

2 – Giornata della Pace 1998

Il tema era: "Dalla giustizia di ciascuno nasce la Pace per tutti". Il Papa ha voluto indicare il male dell'usura e richiamare il dovere di tutti a rendere possibile il credito necessario ai meno abbienti ed ai poveri, e l'ha fatto con queste parole:

"Vi sono altre forme di ingiustizia che mettono a rischio la pace. Desidero ricordare innanzitutto l'assenza di mezzi per accedere equamente al credito. I poveri sono tante volte costretti a restare fuori dai normali circuiti economici o a mettersi nelle mani di trafficanti di denaro senza scrupoli che esigono interessi esorbitanti, con il risultato finale del peggioramento di una situazione già di per sè precaria.

Per questo, è dovere di tutti impegnarsi perché ad essi sia reso possibile l'accesso al credito in termini equi e con interessi favorevoli. Per la verità in diverse parti del mondo già esistono istituzioni finanziarie che praticano il microcredito a condizioni di favore per chi ne ha bisogno. Sono iniziative da incoraggiare, perché è su questa strada che si può giungere a stroncare alle radici la vergognosa piaga dell'usura, facendo in modo che i mezzi economici necessari per lo sviluppo dignitoso delle famiglie e delle comunità siano accessibili a tutti."

3 - Udienza generale - Sala Nervi - 18 Febbraio 1998.

Il Santo Padre ha ricevuto i membri della Consulta Nazionale e i rappresentanti di tutte le Fondazioni Antiusura presenti in Italia (oltre 1.000 presenti). Con P.Massimo Rastrelli s.j., Mons Alberto D'Urso e Mons.Granara del Direttivo, e i Presidenti delle Fondazioni Antiusura, hanno partecipato all'udienza alcuni Vescovi, e numerosi Sindaci.

"Saluto con affetto i membri della Consulta Nazionale Fondazione Antiusura e le delegazioni delle varie Fondazioni Regionali, che attivamente combattono questo preoccupante e deplorevole fenomeno.

Carissimi, mi son ben note le difficoltà che incontrate e, nel ringraziare per il dono della pregevole medaglia coniata per la circostanza, prendo atto con ammirazione della vostra perseveranza e dei vostri benemeriti sforzi per arginare un così grave flagello sociale. Continuate senza sosta in questa vostra generosa opera per fermare ogni impietoso sfruttamento del bisogno altrui, ed infondete speranza in chi si trova coinvolto nella rete dell'usura."

4 - Udienza generale in Piazza San Pietro - 14 Aprile 1999

Giovanni Paolo II con Mons.Magrassi, Mons. D'Urso e P.Massimo Rastrelli s.j. (14 aprile 1999)

Giovanni Paolo II, iniziando i suoi saluti ai pellegrini di lingua italiana presenti all'udienza numerosissimi, ha così parlato ai circa 600 convenuti da tutte le Fondazioni:

"Saluto con affetto i pellegrini di lingua italiana. Rivolgo anzitutto un particolare pensiero ai membri della Consulta Nazionale Fondazioni Antiusura e alle delegazioni delle varie Fondazioni Regionali, venuti per richiamare l'attenzione della pubblica opinione sul preoccupante e, purtroppo, diffuso fenomeno dell'usura, che comporta risvolti sociali talora drammatici. Mi sono ben note, carissimi, le difficoltà che incontrate, ma so che siete determinati e uniti nel combattere questa grave piaga sociale. Continuate a lottare contro l'usura, dando speranza alle persone ed alle famiglie che ne sono vittime. Il Papa vi incoraggia a proseguire la vostra generosa opera per costruire una società più giusta e solidale, più attenta alle esigenze dei bisognosi."

5 - Celebrazione Eucaristica - San Pietro - 14 Aprile 1999

Omelia del Card. Camillo RUINI - Presidente della C.E.I. (Conferenza Episcopale Italiana)

"Il Vangelo che abbiamo ascoltato ci ha portato ancora una volta l'annuncio che l'Amore di Dio è così grande da dare il suo Figlio come dono per noi, dono per il mondo intero, perché attraverso di Lui il mondo intero e ciascuno di noi possa trovare la salvezza.

Così, con la Parola del Signore siamo condotti ad entrare in una logica di gratuità, quindi la logica del dono che abbiamo anzitutto ricevuto. Quel dono che certamente è la nostra vita, quel dono che è il mondo in cui viviamo, ma, in modo particolare, quel dono è Gesù Cristo, il Figlio di Dio, principio per noi di vita viva.

E vogliamo ricordare le parole del Padre Nostro: "Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori". La logica del dono che viene da Dio deve entrare nella nostra vita, […] e questa direi è la linea, questa è la logica, questo è l'orientamento del vostro impegno di Consulta Nazionale delle Fondazioni Antiusura.

E' un cammino breve nel tempo, perchè la vostra Consulta sta per compiere nel prossimo mese i quattro anni di esistenza; ma è una vita intensa, una vita che ha portato già moltissimi frutti in diverse città, province, regioni d'Italia.

I frutti di migliaia di famiglie assistite dalle vostre Fondazioni e - con la grazia del Signore - in non pochi casi liberate da quella piaga tanto terribile e purtroppo tanto diffusa che è l'usura.

L'usura è diffusa, diciamo così, in entrambi i suoi versanti. Sono tantissime le famiglie che sono sotto usura, che patiscono l'usura, e sono però moltissimi anche, e questo è ancor più sorprendente, coloro che praticano l'usura, quelli che vengono chiamati usurai, che per amore del denaro non hanno paura di commettere questo gravissimo delitto contro i loro fratelli, contro il rispetto e l'amore di Dio e del prossimo.

Questa piaga così diffusa dell'usura chiama tutti noi alla conversione. Anzitutto conversione interiore, rinnovamento del cuore, quella conversione che solo Gesù Cristo col Suo Spirito, donato a noi da Dio Padre, può realizzare. Ma poi conversione che dal cuore penetra nelle opere, nei comportamenti concreti e quotidiani.

Questa conversione, dicevo, riguarda tutti: in particolare riguarda anche coloro che o sono stati colpiti o possono essere colpiti dall'usura. Questa conversione ci chiama alla nuova cultura, per così dire, dell'uso responsabile del denaro, con tutto ciò che questa realtà di un uso responsabile del danaro porta con sé e sottintende.

E' chiaro che per usare in maniera responsabile il danaro, bisogna saper resistere alle logiche del consumismo, alle logiche della soddisfazione immediata dei nostri desideri, tanto più alle logiche perverse che sono le logiche delle scommesse, del gioco d'azzardo e di tutto ciò che può portare una persona o una famiglia ad ammalarsi. Ma, contemporaneamente, sull'altro versante, c'è da promuovere la cultura del rispetto dell'uomo e all'amore del prossimo: la cultura, in due parole, della legalità nel rispetto della legge e della solidarietà.

E' questa la cultura per la quale vediamo nell'altro, nelle altre famiglie, non un oggetto da sfruttare ma un "Tu" da cogliere, da rispettare, da amare.

Questo doppio aspetto di un rinnovamento culturale, da una parte porta all'uso responsabile del danaro e dall'altra punta al rispetto e all'amore del prossimo; sono queste due dimensioni della cultura quelle che potranno rendere migliore la vita del nostro paese.

Per poter far fronte a questa piaga così diffusa dell'usura è poi necessaria in concreto un'opera direi sinergica, un'opera fatta in collaborazione di tanti: a cominciare dalle famiglie stesse che soffrono, per passare alle parrocchie, alle varie strutture ecclesiali, in particolare alle Caritas parrocchiali e diocesane, per passare a tutte le varie forme di volontariato di cui è ricca la Chiesa e ricca anche la Società Civile, per passare a tutti gli organi dello Stato, da quelli di livello nazionale, regionale, provinciale e locale.

Ma poi, ancora, in questa opera sinergica noi dobbiamo ricordare coloro che a vario titolo rientrano nelle categorie dei creditori, avendo prestato denaro non essenzialmente a condizione di usura, a persone, famiglie e piccole imprese che sono in difficoltà: dagli Istituti di credito ai privati che hanno prestato, dato aiuto. Anche a loro chiediamo di stare sempre dentro la logica della legalità e della solidarietà.

E poi, qui dentro la Celebrazione Eucaristica, non possiamo non rivolgerci a coloro che praticano l'usura, a coloro che ad un certo punto della loro vita hanno varcato questa soglia e sono diventati usurai. Il Signore chiama tutti alla conversione, il Signore chiama tutti ad un cambiamento interiore e a un cambiamento pratico dei comportamenti. Chiediamo di cuore anche a loro e preghiamo il Signore che dia loro la forza di entrare in questa collaborazione nuova, che possa liberare il nostro Paese, o almeno molte famiglie, dalla piaga dell'usura.

E' certo che le migliaia di casi che voi avete assistito e state assistendo sono numericamente una piccola cosa, purtroppo, di fronte al numero grandissimo di famiglie con persone che provano su di sé il peso e la schiavitù dell'usura. Però sono un segno queste migliaia di famiglie che aiutate, sono un segno di speranza, un segno della possibilità di vincere il male con il bene, un segno della potenza e della presenza della Misericordia di Dio in mezzo a noi.

Celebriamo qui in San Pietro la Messa ormai a otto mesi di distanza dalla grande apertura dell'Anno Santo del 2000. La porta che vedete infondo alla Basilica è la Porta Santa che verrà aperta per iniziare il grande Giubileo. E io penso che il Giubileo sia occasione di grazia perché Cristo è la Fonte della Grazia.

Noi ricordiamo i duemila anni dalla nascita, dal farsi carne per noi del Cristo, del Verbo di Dio, del Figlio di Dio. Ebbene, questo Giubileo, che è occasione di grazia, dev'essere anche una speciale occasione per impegnarci a vincere la schiavitù dell'usura.

Il Papa, come sapete, ha parlato molte volte del debito internazionale e della necessità di fare uno sforzo per rimettere o attenuare il peso del debito internazionale; ma voi sapete, per il vostro impegno diretto, come ci sia anche da noi in Italia un altro debito sommerso, ma non per questo meno pesante che grava sulle persone, sulle famiglie e su tante piccole attività economiche.

Chiediamo al Signore che l'Anno Santo sia anno di Grazia per la liberazione anche da questo debito, anno di remissione, anno di restituzione, anno di riconciliazione, in una parola di liberazione. Il Signore venendo ha liberato gli uomini dalla schiavitù. Ci sono tante schiavitù nel mondo di oggi, e certamente l'usura è una di queste forme di schiavitù; chiediamo al Signore che liberi tante e tante famiglie da questa schiavitù, chiediamo al Signore di dare a noi la forza per operare umilmente, ma coraggiosamente e tenacemente in questo senso.

Vi porto infine il saluto della Conferenza Episcopale Italiana e di tutti i Vescovi italiani. Vorrei dirvi che seguiamo con affetto e con solidarietà concreta, sia personalmente che attraverso l'opera delle Caritas diocesane, il vostro lavoro, che è lavoro benemerito. Vorrei dirvi che potete contare anche in futuro sulla nostra concreta solidarietà.

Il Signore ci sia sempre vicino; Il Signore ci benedica e ci illumini. L'Apostolo Pietro, che ha dato qui il suo sangue per la Fede, dia a tutti noi il coraggio di mettere quotidianamente in pratica la Fede che il Signore ha posto nei nostri cuori!"

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S.Giuseppe Moscati


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