Due bambini che… Benedetto Ingrao s.j. |
La più grande si chiama Adriana il più piccolo Alberto, di appena sette mesi; ancora non lo sanno, ma con il loro sorriso approvano quello che papà Attilio e mamma Luisa stanno facendo a nome loro.
In occasione della nascita o del compleanno, quanti regali amici e parenti fanno ai loro cari nipotini e amici? Collanine, braccialetti, orecchini… e poi bambole e giocattoli d’ogni genere, tanto che a volte ci vogliono interi scaffali per contenerli… salvo poi ad essere distrutti o dimenticati in breve tempo…
Papà Attilio e mamma Luisa non sapevano come rispondere al desiderio, alla volontà della piccola Adriana, lo sapeva però molto bene nonna Nuccia, la quale, convocato il consiglio di famiglia, aiutò la decisione che il desiderio della bambino si potesse accogliere facendo arrivare a parenti e amici il seguente messaggio "Carissimi, non spendete soldi per regali e regalini per la piccola Adriana, perché ci ha fatto sapere che lei non desidera niente: tutto quello che riceverà lo invierà ai bambini poveri per farli felici".
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Il messaggio è stato recepito con gioia da tutti, nonni, zii, parenti ed amici. Sono stati tanti i loro doni in denaro, e così la piccola Adriana ha potuto finanziare una colonia per 250 bambini nel lontano Madagascar. In questo modo la sua nascita non è stata solo un dono per genitori e nonna, ma per tutti questi bambini che potranno usufruire della sua generosità. Un gesto di condivisione che deve fare riflettere noi adulti.
In occasione del compleanno, Adriana ha rinnovato il "messaggio" della nascita, e la risposta è stata di nuovo generosa, preziosa per far gioire tanti bambini bisognosi di tante cose necessarie alla loro vita. Il miracolo dura ancora.
Alberto, il fratellino oggi di appena sette mesi, cosa c’entra in questa storia? E’ anche lui co-protagonista, perché, di fronte all’esempio della sorellina, ne ha condiviso pienamente l’idea, donando tutto ai bambini meno fortunati di lui. Quando sarà grande vorrebbe conoscerli e abbracciare tutti, per condividere la gioia di vivere e dire loro non solo a parole, ma con i fatti, che siamo figli dello stesso Padre celeste, e già qui in terra dobbiamo volerci bene come fratelli.
Adriana e Alberto hanno già inviato il loro dono per l’anno 2003 al Padre Emanuele Bruni, da oltre trent’anni missionario in Madagascar. P.Bruni ci ha fatto sapere che per il mese di agosto ha organizzato una colonia per trecento ragazzi, i quali a loro volta hanno espreso il desiderio di voler conoscere di presenza questi carissimi e particolari amici. Grazie dunque, Adriana e Alberto!
…e gli adulti cosa fanno?
Anche fra gli adulti non mancano anime sensibili, che pur potendosi "godere la vita", hanno scelto di vivere i loro giorni con frugalità, senza sperperare, mettendo a disposizione i frutti del loro lavoro a favore di opere sociali che possano alleviare i disagi di tanti bisognosi.
Pur rispettoso della loro riservatezza, devo dire un grazie di cuore al carissimo Notaio Enrico e alla sua gentilissima signora Vittoria.
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villaggio del Madagascar dove opera il missionario P.Bruni. |
Quest’anno i frutti dei vostri sacrifici andranno a beneficio dei ragazzi bisognosi della parrocchia del P.Antonio Bucoli, missionario a Mananjary – Madagascar - e serviranno in particolare per dotarli di libri di testo, quaderni e quanto altro necessario per la scuola e quindi per la loro formazione umana e cristiana.
Un altro aiuto sarà devoluto al missionario nel Distretto di Ikalamavoni, sempre in Madagascar, per il ripristino dei numerosi acquedotti che il SAM ha realizzato negli anni scorsi, affinché l’acqua possa giungere ai villaggi sempre "pulita", acqua tanto necessaria per la salute dei bambini. Del dono "dell’acqua pulita" i malgasci sono veramente grati ai benefattori, ringraziano e pregano il Signore per loro, affinché li benedica e li ricolmi delle sue grazie.
Conoscete il SAM?
E’ una organizzazione tutta particolare di volontari. Si riunisce quando c’è qualcosa da fare a favore dei paesi in via di sviluppo, e in vista della realizzazione di un progetto, segnalato ordinariamente dai nostri missionari.
Approvato il progetto, si passa alla fase operativa: ricerca dei fondi, preparazione dei materiali necessari, composizione del Gruppo operativo in vista del tipo di progetto da realizzare. Una volta realizzato, "l’Associazione" si scioglie momentaneamente e sembra eclissarsi… fino alla prossima occasione!
Una piccola lampada verde, sempre accesa, segnala la "disponibilità" per una nuova missione. Il SAM è nato come: "Sicilia Amica del Madagascar". Essendo però aperto a tutti i paesi in via di sviluppo, ha un secondo nome: "Solidarietà, Amicizia, Missione", pronto ad andare in qualsiasi parte del mondo.
Nei suoi circa vent’anni di vita, il SAM in Madagascar ha realizzato:
Tutte queste realizzazioni sono state possibili a seguito di aiuti ricevuti in parte dalla CEI (Conferenza Episcopale Italiana, mediante l’ "otto per mille"), e in maggior parte da privati benefattori, che intendo qui ringraziare: Dott.Enrico Chiari e Sig,ra Vittoria; P.Giuseppe Badami s.j.; Ing.Franco Perrotta; Ing.Giuseppe Campagna; Geom. Franco Verazzo; Ing. Rosa Maiorino; Sig.ne La Manna; Sig.Santo Tumino e Sig.ra Martina; P.Mario Casolaro s.j.; P.Vittorio Pirro s.j.; P.Gioacchino Santoro s.j.; P.Ermanno Giannetto s.j.; Signori Giovanni e Margherita Marchisio; Sig.na Tilli Vanzina e… tanti altri ancora, fra i quali i "Volontari" che hanno partecipato ai Gruppi operativi SAM recandosi in Madagascar per attuare concretamente i progetti.
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