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"Piccola storia di una grande anima..." |
Tra le montagne attorno a Subiaco…
"Piccola storia di una grande anima..." Così si intitolava un piccolo "blocco" di storia, appunti, foto e immagini varie, che il 27 dicembre del 1990 – giorno della mia professione solenne - le mie consorelle più piccole della formazione mi fecero trovare, descrivendo la mia storia vocazionale.
Sono nata nel "lontano" febbraio del 1966 – il 9 - freddo e gelido - di mercoledì, alle ore 13.10, in casa. Dopo dieci giorni – sabato 19 - fui battezzata nel mio paesino nativo a 830 metri nell'Appennino laziale: Arcinazzo Romano – detto "Ponza" perché fino al 1892 si chiamava così - della diocesi di Subiaco.
Mi chiamarono Franca. Ho trascorso la mia infanzia e adolescenza abbastanza tranquillamente, con mio fratello maggiore, Giorgio, e mia sorella minore, Sonia. A dire dei miei sono stata la più irrequieta e "tremenda" dei tre!... e posso solo confermare che era vero.
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6 agosto 1984... non sembro molto allegra! |
Finite le scuole medie nel mio paese, per le superiori facevo – come tutti - la pendolare a Subiaco, dove mi iscrissi all’Istituto Tecnico Commerciale, "ragioneria". Già dal primo anno capii che avevo sbagliato indirizzo... ma "coriacea" come sono sempre stata, non mi sono voluta tirare indietro, e ho perseverato pur tra mille difficoltà e ostacoli.
Andando a Subiaco cominciai a frequentare i Monaci Benedettini e a pregare con la Liturgia delle Ore; sempre lì a Subiaco cominciai a partecipare a ritiri mensili che si tenevano alla Casa di Preghiera "San Biagio", tenuta allora - e ancora oggi - dalle Salesiane, in particolare da Suor Maria Pia Giudici, zia di uno degli attuali vicari generali della diocesi di Milano, Sua Ecc. Mons. Giudici.
In paese invece frequentavo il gruppo giovanile della parrocchia... e tutte queste cose non senza il parere contrario soprattutto del mio papà, che non vedeva di buon occhio questa mia partecipazione attiva alla chiesa.
Oltre a questi miei impegni cristiani... facevo parte della banda musicale del mio paese e suonavo il clarino già da quando avevo dieci anni... e l’ho fatto fino al mio ingresso al Carmelo.
A dire il vero il clarino è ancora qui... ma da quando sono stata operata di osteotomia mascellare multipla – mandibola e mascella - e anche prima, non lo suono più e mi limito a guardarlo! In compenso però qui al Carmelo ho imparato a suonare l’armonium… e ora sto provando a imparare a suonare l’organo… ma ancora con scarsi risultati!
Una "grande amicizia" e un "nonno speciale"…
Tornando a prima, gli anni dell’adolescenza sono trascorsi abbastanza normali, con gli alti e bassi tipici dell’età, ma senza tanti sbandamenti, certo anche per questi impegni cristiani che avevo, e anche grazie a una "grande" amicizia che ho avuto.
Non posso fare a meno di parlarne, perché è un'amicizia e un grande amore che in quegli anni mi ha accompagnata e sostenuta: Maurizio. Questa amicizia incominciò sui banchi di scuola in prima media... e ha segnato profondamente la mia vita, evitandomi inoltre crisi, esperienze negative, deviazioni.
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Ci confrontavamo, vedendoci tutti i giorni, ci raccontavamo le esperienze spirituali fatte... fino a pochi giorni prima della sua morte, nel dicembre ’83, lui aveva 18 anni ed io ne avevo 17. Di lui e della sua vera amicizia ricordo l’affetto, la stima, le cose dette, i segreti scritti sul cuore... le promesse che ci siamo fatte e che finora io ho mantenuto.
Grande è stato il mio dispiacere alla sua morte, un dolore atroce sia per lui che per me, e neanche la gioia di poterlo rivedere, perché sua madre e mio padre – che sono fratelli- si opposero. E così lo ricordo vivo, sempre a me vicino, sempre presente nella mia vita...
Quando cominciai a capire che la sua fine era prossima il mio rendimento scolastico subì un calo progressivo... fino alla bocciatura al terzo anno di ragioneria, con mia grande sorpresa, nonostante tutto.
Con la sua morte la mia vita cambiò radicalmente e nel giro di poco intensificai i miei impegni cristiani fino al mio ingresso al Carmelo il 13 luglio ’84.
Un’altra figura che ha segnato la mia vita è stata quella del mio nonno paterno, Felice: un montanaro schietto, pastore di una mandria di mucche che non superava mai le 20/25, con cani, asino... Mi ricordo questo nonno sempre "vecchio"... essendo io nata quando lui aveva già superato i 55 anni.
Lo vedevo tornare dalla montagna e lo aspettavo sempre con gioia, la sera quasi sempre cenavo con lui, che era vedovo da quando io avevo sei anni. D’inverno, quando "svernava" in paese perché in alta montagna c’era la neve e le mucche non potevano starci... andavo sempre con lui alla stalla... e sulla porta osservavo quello che faceva: avevo paura delle mucche, delle loro lunghe e affilate corna! Ma crescendo mi abituai a loro e cominciai a legarle, accarezzarle, ci correvo dietro o loro correvano dietro di me per giocare... e mi divertivo da morire.
Da adolescente mi facevo grosse scorribande in montagna per raggiungere questo nonno sempre taciturno, ma sereno, simpatico, che mi raccontava le storie e mi insegnava le preghiere, mi insegnava a riconoscere i venti, le ore del giorno dall’altezza del sole.
E tra quei monti mi facevo ore di cammino leggendo libri spirituali e pregando. Andare in montagna mi piaceva, ma ero "ossessionata" dai serpenti e dai cani degli altri pastori che appena mi avvistavano cominciavano a ringhiare... ed io più veloce di una lepre mi arrampicavo su alberi altissimi per la paura... Poi fischiavo al pastore e cominciavo a scendere!... Mi abituai poi anche ai serpenti... e mentre all’inizio ne avevo paura e mi mettevo le "gambe in spalla" correndo come un siluro... poi mi abituai a "ripulire" la montagna... e li ammazzavo! Crudele, ma lo facevo.
Questo vecchio nonno è morto quando io ormai ero al Carmelo, il 17 febbraio del 1990 e aveva quasi 89 anni... Sempre uguale a se stesso, sempre lucido fino alla fine, sempre tenero e buono con me.
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Il Signore mi conduce al Carmelo…
Tornando alla mia storia vocazionale, la frequenza ai miei ritiri mensili mi fece capire che dovevo cominciare a "stringere" per la mia scelta vocazionale, che si delineava sempre più chiaramente nella mia mente e nel mio cuore: la consacrazione al Signore.
L’idea dell’università... si allontanava sempre più dal mio cuore, e fu così che venni al Carmelo, senza dire niente a nessuno, nemmeno ai miei di casa, per un’esperienza di vita monastica, prima di decidere diversamente, ma soprattutto prima di orientarmi per la vita attiva tra le Salesiane, o tra le Sorelle della Misericordia del mio paese, o altrove.
Approfittai dell’assenza di mio padre, che era in ospedale, per farmi questa "prova" al Carmelo. I primi giorni sentivo una stanchezza tremenda "da scuola"… e non riuscivo a stare al passo con le monache... che all’epoca erano solo sette, cinque di voti solenni, e due juniores...
Poi - quando si trattò di ripartire - cominciarono i "dolori"... perché sentivo che il Signore si aspettava da me una risposta ed io non mi sentivo di darla, sia per i miei soli 18 anni, sia anche per tanti impegni che avevo fuori... proprio come quelli della parabola del Vangelo, che dovevano andare chi a provare i buoi, chi a vedere il campo, chi si doveva sposare... Le mie scuse non erano così, ma ci provavo!
Cominciai dunque il mio grande travaglio, con lacrime a non finire... secchi e fiumi... in pochissime ore... e alla fine dissi: "Sì, Signore, resto!". E non tornai più a casa.
…e Franca diventa "Suor Noemi"…
Iniziai il postulandato il 6 agosto '84, dopo il quale iniziai il noviziato il 10 dicembre 1984. Il 27 dicembre dell’85 emisi i voti temporanei, festa di San Giovanni Apostolo ed Evangelista, che io scelsi anche come cognome religioso al Carmelo.
Fin da ragazzina avevo sempre avuto un debole per questo discepolo... e fui ben lieta di vedere - arrivata al Carmelo - che la chiesa era dedicata proprio a questo Santo... E' stato quindi naturale, per continuare questo mio amore al "discepolo che Gesù amava" sceglierlo come cognome. Il 27 dicembre del 1990 emisi i voti solenni.
Questa - in sintesi o in largo - la piccola storia della mia vita, "piccola storia di una grande anima"... che non è certo la mia.
Nel blocco che mi diedero le sorelle più piccole del mio noviziato... c’erano anche alcuni "dettagli" della mia vita: "Dal Vangelo ha preso il Cuore e l’Amore (in riferimento a Gesù e a San Giovanni evangelista); le mie "amicizie particolari" sono S. Gregorio Nazianzeno, S.Anselmo, S. Bernardo, Guglielmo di S. Thierry, Paolo VI, e altri... In generale la patristica antica.
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emessi il 27 dicembre 1990 |
Amo i fiori – e gli amici per le mie ricorrenze mi sommergono! - e non passo sotto silenzio la mia grande passione per la musica, penso succhiata dal seno materno… e coltivata per quello che ho potuto e posso. Infine amo coltivare le amicizie, che oltre ad essere un dono del Signore, mi arricchiscono non poco.
Da allora – dal mio ingresso al Carmelo - sono trascorsi quasi diciassette anni – cioè quasi metà della mia vita...18 al mondo, e ora già 17 al Signore. Che mistero grande! Non posso non ringraziare di tutto il Signore, per prima cosa del dono della vita, e poi per avermi chiamata a seguirlo...
In questi ultimi anni ho avuto qualche problema di salute, non ancora risolto… ma - come mi dico sempre - evidentemente per me questo ci voleva… e "di coccio" come sono il Signore ha trovato il modo per "ammollarmi" un po’ e per farmi ridimensionare. Una preghiera e un grazie per me al Signore, che nonostante tutto... mi ha amato – mi ama - e mi ha chiamato a seguirlo.
Un grazie a quanti mi hanno preceduto nel Signore "e dormono il sonno della pace", mio cugino Maurizio, mio nonno Felicetto, il mio padre spirituale don Luigi, la mia compagna di banco di ragioneria Giacomina… che in una settimana mi scomparve dagli occhi e dalla vita.
Un grazie a tutti i "vivi" che mi hanno aiutato, mi aiutano e mi seguono... ognuno metta il suo nome. A tutti il mio ringraziamento e la preghiera al Signore. Amen.
Suor Maria Noemi di San Giovanni Apostolo ed Evangelista, O. Carm.
"Nemo" per gli amici…
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