Carmelo S.Anna - Carpineto Romano
Un canto di riconoscenza |
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"Tutte le opere del Signore sono buone; Egli provvederà tutto a suo tempo" (Siracide 39, 33). Sì, non posso raccontare la mia vocazione senza proclamare questa verità. Mi chiamo Dorotea (Dorothée Pascaline Ndomo) e sono nata nel 1979. Vengo dal Camerun (Africa) e la mia storia non è niente di più che un canto di riconoscenza per la scelta che il Signore ha compiuto sulla mia povera e piccola anima fin dal seno materno.
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Sin dall’infanzia, il Signore mi ha fatto comprendere quale fosse la mia vocazione: quando vedevo le suore di vita attiva, ne provavo ammirazione, ma la mia anima si sentiva attratta piuttosto ad una vita di maggior intimità con Dio, attraverso il sacrificio di me stessa. E da quando ho iniziato a pormi delle domande a questo proposito, ho capito tramite mio padre – a cui non avevo ancora rivelato nulla delle mie aspirazioni interiori – che i monasteri esistevano veramente.
Così, l’idea che anche io potessi vivere una vita monastica non si allontanò più da me e, tuttavia, preferii non rivelare a nessuno tutto ciò, per non creare attorno a me agitazione e poter fare un discernimento più libero. Nell’adolescenza la chiamata di Dio divenne più profonda in me: il mio innamoramento per Lui cresceva e volevo abbandonare tutto per il Signore, ma…che fare da sola? Il Signore, nella Sua grande Misericordia, mi fece conoscere la Famiglia Missionaria "Donum Dei", di ispirazione carmelitana: un gruppo di laiche consacrate. Feci il mio ingresso in questa realtà come membro del gruppo "Giovani Donum Dei" che le Lavoratrici Missionarie educavano spiritualmente attraverso il modello di vita da seguire, che era S. Teresa di Gesù Bambino, una monaca carmelitana. In Teresa conobbi un’ "amica" che aveva incarnato pienamente la vocazione che era già nel mio cuore!
Così ho cominciato a camminare verso il Carmelo; infatti, poiché avevo fatto conoscere il mio desiderio alle Lavoratrici Missionarie, esse mi aiutarono molto e mi affidarono ai padri carmelitani per essere guidata meglio. Così dunque, attraverso queste buone guide, fui orientata verso un paese lontano dalla mia patria: l’Italia, precisamente al Carmelo S.Anna di Carpineto Romano.
Ho parlato della mia vocazione alla mia famiglia solo quando fui certa di tutto, perché allora si rese necessario pensare alla mia ormai prossima partenza e tutto ciò fu naturalmente una grande prova per me. Dopo avere pregato intensamente, il Signore mi fece la grazia di fortificare ciascuno dei miei cari, perché si trattava di una notizia molto penosa da dover dare e da ricevere.
I miei cari genitori, malgrado la loro sofferenza, mi dissero: "Non possiamo fare altro che accettare la scelta del Signore. E’ difficile per noi, ma diciamo con tutto il cuore il nostro "sì", perché bisogna compiere sempre la Volontà del Signore ed essa dev’essere fatta". Così, dunque, tutto avvenne nella pace, proprio come avevo domandato al Buon Dio durante tanti anni nel segreto del silenzio.
Ho lasciato tutti coloro che mi erano cari solo per Gesù, con una gioia inesprimibile e una grande forza e il 23 marzo 2004 sono arrivata alla mia nuova dimora. E in questa mia nuova vita Gesù mi mostra fino a che punto Egli sa colmare delle Sue grazie tutti coloro che, per il dono di sé, sono docili alla Sua chiamata piena di fascino. Ma per me la più grande di tutte le grazie concessami è il profondo desiderio di amarLo senza riserva e di farLo amare senza posa per tutta la mia vita, in questo cammino fatto di preghiera e di piccoli sacrifici.
Il Signore dal grembo materno ha avuto cura di me, mi ha custodita, mi ha fatto scoprire il Suo Volto con tenerezza. Così, da sempre, ho avuto nell'anima mia il desiderio di ripetermi: "Sono un dono di Dio; però un dono che si realizza donandosi".
Ora mi trovo al Carmelo, il luogo meraviglioso che il Signore ha preparato per me, e ogni giorno, nelle mani piene di dolcezza della Santa Vergine del Carmelo, sento gioire il mio cuore ed esultare la mia anima.
Nel tempo che ha preceduto la mia Professione Temporanea (24 settembre 2006), il Signore mi ha presentato il vero "miele dalla rupe e olio dai ciottoli della roccia", e mi ha ripetuto: "Apri la tua bocca, la voglio riempire". E perché, dunque, esitare a dire sì?
Voglio salire sulle alture del Monte Carmelo e passare ogni giorno a pregare il Signore per tutti, per il mondo intero...
• per amore, il Signore mi ha creato;
• per amore, Egli mi ha dato tutto;
• per amore, mi sorregge continuamente e senza distrazione.
Ed io, per amore, voglio continuare con Lui la Sua opera redentrice, per amore gli voglio restituire tutto.
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