Carmelo S.Anna - Carpineto Romano

"Il richiamo alla vita contemplativa"

La testimonianza vocazionale di Alessandra

I sogni di bambina

Ogni Vocazione è una storia d’amore e raccontare la storia della mia Vocazione, per me è una sensazione dolcissima, e vorrei condividerla con voi!

Mi chiamo Alessandra e vengo da Roma, dove sono nata nel 1983. Durante gli anni della mia infanzia non pensavo certamente di farmi monaca, anzi monaca di clausura! Le suore neanche le guardavo, benché la mia famiglia sia sempre stata praticante e mi abbia insegnato tutti i valori cristiani e religiosi.

La mia vita da grande me la immaginavo ben diversa… Il mio sogno nel cassetto (come quello di quasi tutte le bambine del resto), era quello di sfondare nel mondo della TV! Poter fare la top model, l’attrice, o la cosiddetta "letterina", per me era il massimo e non vedevo l’ora di diventare adulta per realizzare tutto questo. Iniziavo già a darmi toni da grande ed avevo anche parecchi fidanzatini. Mia nonna si raccomandava sempre con me dicendomi: "Quando sarai grande, stai attenta a non dare troppa confidenza ai giovanotti!".

Alessandra Carpineto Romano

Il primo "richiamo" del Signore

Ma verso i 12 anni qualcosa in me iniziò a cambiare… Tutto cominciò un giorno in cui, uscendo con le mie amiche, iniziai a notare che in mezzo alla gente c’erano anche delle suore. Queste persone per me così misteriose e strane, se così posso dire, mi attiravano ed incuriosivano. Da quel giorno, quando uscivo, notavo che c’erano anche le suore e non potevo far a meno di conoscerle. Mi chiedevo il "perché" di questa attrazione… era la figura della suora stessa che mi attraeva, ma a causa della mia giovane età, non riuscivo a darmi una risposta. Evidentemente, il seme della Vocazione, che Dio aveva messo nel mio cuore fin dal grembo materno, iniziava a far sentire la sua voce.

Nel frattempo, in me cresceva l’amore per il Signore, per la preghiera, e amavo starmene da sola in Chiesa con la dolce compagnia di Gesù. E proprio in una chiesa, un giorno, vedendo un folto gruppo di suore che cantavano con voci melodiose, "sentii" fortemente che Qualcuno mi chiamava: "Vieni e Seguimi!". Ero talmente presa ed attratta da questa voce interiore, tanto da sentirmi un fuoco ardente nel cuore ed avevo il visino tutto rosso! Non comprendevo bene cosa volesse da me il Signore, solo una cosa mi era chiara: mi stava chiamando ad essere tutta per Lui solo.

Nonostante la Vocazione che sentivo, continuavo a fare la mia vita di sempre, fra scuola e amici. Iniziai a leggere le vite dei santi; quella che mi attirò più fra tutte fu l’ormai celebre, famosa e tanto amata Teresa di Lisieux! Questo libro stupendo: "Storia di un’anima", lo leggevo e rileggevo, poiché in Santa Teresina rivedevo un po’ me stessa perché, come lei, non vedevo l’ora di consacrarmi a Gesù. Anche io avrei voluto fare la "follia" di entrare in Convento a 15 anni, ma dove andare? I miei genitori non l’avrebbero mai permesso e poi ancora dovevo terminare gli studi.

Un giorno per caso, andai ad ascoltare la S. Messa dalle suore del mio quartiere, le quali mi attirarono subito per il loro stile e carisma. Fin dal primo momento mi presero a cuore, e a me piaceva molto stare con loro e vederle con i bimbi della scuola di cui si occupano. Avrei desiderato essere una di loro e fu per questo che dopo le medie scelsi di fare la scuola magistrale. Ovviamente, era impossibile entrare in Convento a 15 anni e le stesse suore mi dicevano che avrei dovuto aspettare almeno di compierne 18. Non vedevo l’ora di crescere per poter rispondere all’invito di Gesù che risuonava costantemente nel mio cuore!

"Gesù bussa alla porta del nostro cuore". Dipinto di S.Teresa di Lisieux,
da lei realizzato nel 1892.

La "confusione" interiore

Gli anni delle scuole superiori passarono in fretta e la mia Vocazione aveva alti e bassi causati dall’età adolescenziale… A volte, avrei voluto realizzare il sogno di quando ero bambina e fare qualche provino televisivo; invece altre volte sentivo come un richiamo che mi spingeva ad interessarmi alla vita contemplativa. Quest’ultimo pensiero lo allontanavo subito, dicendomi: "Suora forse sì, ma monaca di clausura né ora e né mai!" Feci anche tutte le esperienze tipiche di quest’età, ma non troppo esageratamente, perché era la Vocazione che mi teneva a freno, e mi dava la forza di non lasciarmi condizionare in molte cose sulle quali le mie amiche avrebbero voluto coinvolgermi.

Terminati gli studi, chiesi subito alle suore che frequentavo, di fare un’ esperienza fra loro, per potermi "affacciare" in modo concreto al loro tipo di vita. Iniziata questa esperienza, notavo che qualcosa non combaciava con quello che il mio cuore sentiva e per cui era chiamato. La mia anima necessitava di silenzio e dentro sentivo un richiamo forte: la Clausura…la Clausura…

Mi spaventavo all’ascolto di questo richiamo ed ero confusa allo stesso tempo. Una cosa mi era chiara: non era quel tipo di vita che voleva da me il Signore. Avevo paura di abbracciare una vita claustrale, il solo pensiero mi faceva rabbrividire. Sarebbe stata troppo alta per me la vetta…

In questo stato di totale smarrimento, decisi di mettere da parte il tenero fiore della mia Vocazione, ma non di schiacciarlo. Continuai così con i miei studi, certa che prima o poi il Signore mi avrebbe svelato la strada che aveva preparato per me dall’eternità.

In questo periodo le tentazioni che volevano sviarmi dal seguire il mio ideale furono molte, fra attrazioni mondane e corteggiatori… Mi sono tenuta forte, anche se mi sentivo debole in quel periodo, non cedendo a nessuno di essi, poiché comunque, ero sempre convinta che il mio cuore dovevo tenerlo puro ed intatto solo per il Signore.

Ebbi una "simpatia" per un ragazzo, ma fu proprio grazie ad essa che capii che l’amore per un’umana creatura non era paragonabile all’amore infinito di Dio. Decisi di ascoltare i consigli dei miei genitori, i quali puntavano molto su me e desideravano che diventassi un bravo notaio. Mi iscrissi alla facoltà di Giurisprudenza, alla Pontificia Università Lateranense.

Prima di cominciare l’anno accademico, durante il periodo estivo, il richiamo alla clausura non mi dava né pace né tregua! Risuonava sempre più intensamente! Pensai allora che l’unica soluzione, per togliermi questo "pensiero" dalla mente, era solo quella di mettere piede dentro un monastero. Credevo che una semplice visita all’interno di esso, poteva porre fine a questa storia. Ma non sapevo nemmeno dove trovare dei monasteri a Roma e neanche a chi poter chiedere.

Una sera, mentre pregavo contemplando il bel cielo stellato, mi venne certamente un’illuminazione dall’alto: navigare su internet per trovare un monastero da poter visitare. Accesi il mio bel PC e… iniziando la navigazione mi comparve su una pagina una lista di monasteri con i propri indirizzi. Col mouse, andai a cliccare sul primo della lista: Carmelo S. Anna – Carpineto Romano. Entrai nel sito e rimasi "intrappolata"! La storia, la spiritualità del Carmelo, mi affascinava, m’incuriosiva… Nel sito c’era anche l’indirizzo di posta elettronica e benché sentissi un po’ d’imbarazzo a scrivere, mi feci coraggio e lo feci!

La mattina dopo, con grande stupore, trovai nella mia casella di posta la risposta al mio messaggio! Rimasi meravigliata e contenta! Desideravo davvero conoscere queste monachine, le quali fra l’altro portavano lo stesso abito della mia santa preferita, S. Teresina! Ma come arrivare a Carpineto? E poi, come mettere al corrente mamma e papà di questa storia? Non avevo il coraggio di dir nulla, ma sentivo un impulso interiore il quale non veniva da me…

La spinta verso il Carmelo

In internet non andai a cercare altri monasteri perché nel mio cuore ormai sentivo come una calamita che mi spingeva ad andare in quel Carmelo a Carpineto! Ero cosciente che questa non era la mia volontà, ma solo una risposta ad un qualcosa che mi veniva chiesto da Dio. Allora mi misi subito in contatto con le monache e dissi loro che una domenica pomeriggio mi avrebbe fatto piacere andarle a conoscere. Loro molto gentilmente mi dissero di sì, ma restava il problema più grande: quello di farmi portare dai miei genitori. Mi avrebbero detto certamente "no" e così avvenne. Dissi ai miei che si trattava solo di una semplice visita e che poi non avrei più rimesso piede in quel monastero. E così, per farmi contenta, mi portarono, anche se con un po’ d’amaro in bocca!

Giunti a Carpineto, sapevo che per arrivare al monastero, bisognava fare un po’ di strada a piedi, ma non avevo la più pallida idea di dove fosse di preciso! Scesa dall’automobile, sembrava proprio che Gesù mi avesse preso per mano, poiché le mie gambe camminavano da sole!!! Mia mamma mi seguiva sconvolta!
Ad un certo punto mi sono fermata e, voltandomi, chiesi ad un’anziana signora seduta su una panchina dove si trovava il monastero delle monache carmelitane. Lei sorridendo mi rispose: "Lo hai proprio davanti ai tuoi occhi ed accanto a te c’è il campanello!". Rimasi di nuovo meravigliata! Ma la meraviglia più grande la ebbi quando varcai per la prima volta la soglia del portone del Carmelo! Subito calò nel mio cuore una pace profondissima, e vedendo quelle meravigliose grate, capii che solo un’esperienza all’interno di esse poteva farmi capire quanto mi stava a cuore.
Parlando con la Madre, le dissi che volevo trascorrere dei giorni con loro condividendo lo stesso tipo di vita. Lei mi rispose di sì ed io le dissi che dovendo iniziare l’università, sarei venuta a fare questa esperienza durante le vacanze natalizie. Così, cominciai alla grande l’università restando in contatto con le mie care amiche monache!

Suor Maria Noemi insieme con Alessandra
nella terrazza del Carmelo

Arrivate le tanto sospirate vacanze, venni al Carmelo, e baciando terra (bella tradizione che qui si usa praticare), ho oltrepassato queste grate! Nonostante sentissi che quella era la volontà di Dio, tremavo perché ancora avevo paura a rispondere con il mio: Si! Mi domandavo: "Ma cosa ci faccio qui?". Passato l’impatto dei primi giorni, questa paura si trasformò in Amore! Sì! Sentivo forte e chiaro che il Signore chiamava la mia anima al Carmelo! Trascorsi 15 giorni meravigliosi, i quali mi arricchirono spiritualmente e cambiarono il mio modo di pensare la clausura… Il silenzio, la preghiera, la fraternità che vivevo riempivano il mio cuore di soave dolcezza e sentivo che in tutto questo c’era il profumo di Dio!

Il ritorno a casa

Tornata a casa, ripresi il mio tran tran quotidiano, ma in modo diverso. Lo studio e molte cose non m’interessavano più, desideravo il Carmelo più che mai! Nonostante questo forte impulso d’Amore che sentivo battere nel mio cuore, cercavo di rimanere con i piedi per terra, perché comunque la scelta era forte ed ero cosciente di tutti i distacchi che il Signore mi avrebbe chiesto.
Fu per questo che chiesi ancora per una volta un’esperienza, più lunga, durante il periodo estivo. Tornai in quest’oasi di pace… e non sarei più voluta andar via dal mio amato Carmelo, ma pensai che forse il tornare a casa avrebbe fatto bene per il mio discernimento. Mi iscrissi al secondo anno accademico che passai con il Carmelo nel cuore e il riecheggio continuo della chiamata del Signore: " Vieni e Seguimi!".

La decisione di accettare la chiamata del Signore

Mi convinsi: non avevo scelto io, ma Lui, il Signore aveva scelto per me! Capii quindi, che era inutile continuare con gli studi e comunicai ai miei genitori la mia decisione: entrare nel bel giardino di Maria! Non vollero accettare…, per me fu una lotta, perché da una parte li comprendevo... Passai alcuni mesi duri a causa di questo, e mi abbandonai completamente in Dio. E alla fine, Lui che è l’Onnipotente, con la Sua Grazia ha prevalso, dandomi tutta la forza e il coraggio necessario del distacco per venire dove Lui mi vuole!

Sono arrivata al Carmelo il 13 Agosto 2006 con tanta emozione e con la Vocazione "vibrante" nel mio cuore! Sempre fiduciosa di poggiarmi in qualsiasi momento al braccio di Gesù per questa strada tutta in salita… Sono certa che il Signore sarà sempre il mio sostegno, guidando i miei passi!

Mi affido alla Sua dolce Madre, Maria, perché Ella sia la "stella luminosa" sul sentiero del mio cammino!


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