Carmelo S.Anna - Spiritualità

Con Maria sulle vie di Dio...

Accogliere Maria come modello
La preghiera del silenzio

Il Monte Carmelo è stato sempre considerato nel mondo biblico come simbolo di grazia, di benedizione e di bellezza, a causa della sua ricca vegetazione (Is 35, 2; Ger 50, 19). Con la presenza di un gruppo di eremiti latini - storicamente accertata verso il 1192-1209 circa - il Carmelo diventa anche luogo di culto verso la Madonna: "Sul fianco del Monte Carmelo vi è un luogo molto bello e delizioso dove abitano gli eremiti latini chiamati frati carmelitani; lì vi è una piccola chiesa di nostra Signora".

Il fatto di dedicare la loro prima chiesa a Maria significava non solo mettersi al servizio della Chiesa medesima (concezione feudale dell’epoca), ma anche porsi completamente a disposizione di Maria con una consacrazione personale, ratificata con giuramento. I primi carmelitani scelsero la Madonna come loro Patrona e, in seguito, furono chiamati "Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo."

Al Carmelo tutta la vita mariana non viene tanto impostata sulla pratica di particolari esercizi di pietà, quanto su di un modo costante di vivere e pensare, su di un orientamento che abbraccia tutto il proprio essere, in modo che niente, nella persona e nella comunità, non appartenga a Maria.

1 - L’Ordine del Carmelo è stato fondato a gloria ed onore di Maria, la "Domina Loci": perciò tutto quello che il carmelitano fa deve avere questo orientamento.
2 - Questa vita di ossequio di Maria esige l’imitazione delle sue virtù, essendo la conformità di vita la devozione più vera.
3 - Maria, come Patrona e Signora, aiuta e protegge l’Ordine (Giovanni di Baconthorp, O.Carm. - sec. XIV).

Vi è, nel Carmelo, non solo l’idea centrale della conformità-imitazione di Maria, ma ugualmente quella della particolare familiarità con Maria come "Sorella", "Vergine Purissima" (Vergine purissima, o Vergine dei vergini), come Madre tenerissima a cui ricorrere nelle necessità della vita, in segno di fiducia nel suo amore materno: "Nessun giorno, nessuna notte, nessuno studio, nessuna conversazione, nessuna gioia, nessuna fatica, nessun riposo devi trascorrere senza il ricordo di Maria. […] Ogni giorno tu diverrai più grande, più interiore, più forte, più illuminato, più puro, diverrai migliore, poiché ella insegna le vie di Dio" (Arnoldo Bostio, O.Carm. - sec. XV).

Maria è Madre e Modello dell’itinerario spirituale del carmelitano e di ogni uomo. Scriveva il Beato Tito Brandsma O.Carm, nel carcere di Dachau (dove morì nel 1942): "Occorre raggiungere la somiglianza con Maria, perché lo scopo della vera devozione a Lei è quello di diventare un’altra Madre di Dio; che Dio sia concepito anche in noi e portato da noi al mondo."

Lo scapolare è richiamo alla nostra consacrazione al Signore
nello spirito di Maria

Accogliere Maria come modello

Non si può trattare della vita mariana, senza far menzione dello Scapolare. Esso è considerato segno di due cose:

1 - Di materna protezione della Madre celeste, che è anche la Madre di Gesù;
2 - di filiale consacrazione a Lei.

"Ci consacriamo a Dio nello spirito di Maria, simbolizzato dallo Scapolare, perché scopo della consacrazione è Dio stesso. Ancora più profondamente, Dio ci consacra donandoci Maria, Madonna del Monte Carmelo, come madre e sorella, e noi siamo consacrati accogliendo questo grande dono". E questo dono deve assumere per ogni membro della famiglia carmelitana lo stesso significato che ebbe per Giovanni sul Calvario: "Noi prendiamo Maria tra le cose che ci appartengono, vale a dire prendiamo sia la persona di Maria che la Comunità concreta che è la Chiesa, il Corpo di Cristo e, in particolare, la nostra famiglia carmelitana".

La consacrazione implica un’accettazione profonda del dono di Sua Madre, fattoci dal Salvatore, e un impegno autentico verso la Comunità che Ella rappresenta.

Lo Scapolare è intimo, abituale, personale e continuo richiamo all’invocazione, alla lode, all’imitazione di Maria, ad offrire tutto a Dio per mezzo di Lei; è espressione concreta di amore e di una volontà decisa a vivere la propria esistenza scegliendo in Maria, Madre e Sorella, il perfetto modello su cui plasmare tutta la propria realtà quotidiana.

La preghiera del silenzio

"Durante il corso dei secoli i Carmelitani hanno sottolineato diversi aspetti della loro relazione con la Madonna: è Patrona, Madre e Sorella. La devozione Mariana nel Carmelo non è solo un modo per ammirare la Madonna, ma anzitutto significa porla come modello davanti agli occhi di tutti i carmelitani. La devozione più autentica è quella di imitare la persona a cui siamo devoti.

I Carmelitani del passato hanno visto in Maria la persona che ha avuto la relazione più intima con Dio... Maria, nostra Madre, ha ascoltato la Parola di Dio e l’ha accolta nel suo grembo. Se vogliamo avere una devozione vera alla Madonna del Carmine, dobbiamo anche noi ascoltare la Parola ed accoglierla nella nostra vita. Questa Parola ci cambierà radicalmente...

Maria è la Madre della vita divina in noi e, come nostra Sorella, ci accompagna nel nostro cammino. E’ il nostro modello. Sì, tutto questo già lo sappiamo, lo abbiamo sentito molte volte. Sappiamo bene che dobbiamo imitare le virtù di Maria, ma come? Com’è possibile essere docili alla volontà di Dio, pazienti, umili, ecc.?

Diventare come la Madre di Dio, fare spazio perché Dio cresca in noi, è opera di Dio solo. Certamente anche noi dobbiamo cooperare, ma il risultato di questa trasformazione rimane esclusivamente opera divina. In che cosa consiste la nostra cooperazione?

Sì, certamente dobbiamo vivere da cristiani secondo il Vangelo, ma quelli che hanno deciso di vivere secondo il Vangelo sanno che è molto più facile da dirsi che da attuarsi. Nel Magnificat Maria ha lodato e ringraziato Dio per aver compiuto grandi cose in Lei. Dio può fare grandi cose anche in noi, se gli lasciamo lo spazio necessario per farlo.

Maria era beata non perché era la madre fisica di Gesù, ma perché ha ascoltato la Parola di Dio e l’ha messa in pratica. Maria è il nostro modello di ascolto della Parola di Dio e di concretizzazione di essa" (In Ossequio di Gesù Cristo, del P.Joseph Chalmers, Priore Generale O.Carm.).


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