- Carmelo S.Anna - Carpineto Romano -

Brevi appunti di un viaggio in Romania

"In pellegrinaggio da te, Maria..."

Sr Maria Aurora

"Fino a che non si mette in atto ciò in cui si crede, non si sa se ci si crede o no", scriveva Leone Tolstoj. Spinte da questo "imput" siamo partite, scegliendo comunitariamente di donare un mese del nostro pregare, del nostro agire, in modo particolare per il progetto Romania, che la provincia italiana carmelitana ha avviato da alcuni anni a Luncani.

Un modo concreto di credere nella fraternità e volerla vivere, non solo nel circolo della comunità, ma come testimonianza di una fraternità allargata, un’appartenenza ad una grande Famiglia: il Carmelo.

Viaggio – pellegrinaggio, nel quale Maria ci è stata guida: siamo partite lasciando nella nostra chiesa l’affresco della "Mater Misericordiae", per ritrovarci ai piedi del luminosissimo mosaico della Madre del Monte Carmelo.

Il nostro piccolo gruppo di Carpineto in Romania

La Madre dell’Oriente e dell’Occidente ci ha fatto dunque sentire a casa! E la disponibilità di padre Tiberio Scorrano, Priore, e di tutta la comunità di Luncani, ci ha permesso di accostarci alle realtà religiose più importanti del popolo rumeno, Vladimireşti, Vratec, Voronet, Lentrin, Tropli: monasteri ortodossi, segni di croce diversi, ma la Trinità è una per tutti! E la via dell’ecumenismo, oltre che passare attraverso gli studi teologici e storici, a livello cioè di "alti" confronti, si snoda anche attraverso i sentieri semplici ma diretti - forse sconosciuti ai più - di una reciproca conoscenza e confronto anche sulle "diversità".

Una visita fraterna come questa in Romania, nel silenzio della non-ufficialità, può dunque rivelarsi quella "cooperazione di tutti i cristiani" sollecitata dal decreto conciliare Unitatis Redintegratio, n. 12, "che esprime vivamente l’unione già esistente tra di loro, e pone in più piena luce il volto di Cristo servo".

Luncani stesso si presenta come centro di comunione, di accoglienza; un luogo dove il cammino di avvicinamento tra ortodossi e cattolici avviene quasi con spontaneità, ma una spontaneità pregata, pensata, studiata. Concretizzazione di questo è stato per esempio un particolare momento di preghiera, guidato dal sacerdote ortodosso e dai padri della comunità carmelitana, ricordando alcuni fedeli ortodossi defunti, celebrazione animata anche da un caratteristico coro, ma la stessa celebrazione eucaristica della domenica a Luncani vede riunita, nel rispetto reciproco, un’assemblea ecumenica, fedeli ortodossi e cattolici: la chiesa, "pulita" dei troppi orpelli devozionali, fa sentire a casa sia gli uni che gli altri.

Luncani, luogo dell’incontro con Dio e con i fratelli: il primo anno di apertura del centro di accoglienza è stato per la comunità delle suore e dei frati intenso di lavoro: Esercizi guidati, ritiri, semplice ristoro dell’anima e del corpo insieme. E tutto questo nonostante le difficoltà delle comunicazioni, dovute alle strade non ancora del tutto asfaltate.

Abbiamo visto anche noi avvicendarsi suore, religiosi, pellegrini, in una bella armonia fraterna di "ecumenismo" religioso: ognuno dona all’altro quanto il proprio carisma suscita, per una collaborazione a servizio di tutta la chiesa locale. Questa chiesa appartiene alla Diocesi di Iaşi, e abbiamo scoperto - con stupore e un certo "orgoglio" - che è stata istituita da Papa Leone XIII, il "nostro" papa, nativo di Carpineto Romano.

La graziosa casetta in stile rumeno ("Cabana") che ci ha ospitato
per un mese...

Cacica, Camplung, Stinceni, Ripa Ipei: i lunghi viaggi in macchina o a piedi non sono mancati, e questo perché le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce del popolo rumeno potessero entrarci nel cuore, potessero diventare le nostre.

Lavoro ecumenico è anche promuovere il bene della pace, applicare socialmente il Vangelo, far progredire con spirito cristiano le scienze e le arti: significativa è stata la scelta della comunità di Luncani di ospitare nella chiesa la Filarmonica "Mihail Jora" di Bacu, per un concerto di musica polifonica: Requiem in Re Minor di Mozart. Platea di ascoltatori arrivati con i mezzi più svariati, dalla macchina al carretto o a piedi: la diversità "sociale" si fa unione nell’ascolto di una musica che eleva l’anima.

Il 3 ottobre, ultimo sguardo al cielo stellato, chiudiamo la "cabana" che ci ha ospitato in questo mese… e nel fermo silenzio dell’alba ci prepariamo a partire.

Cosa riportare con noi di questa esperienza? Una valigia pesante, carica di "pietre": prima fra tutte la pietra che è Cristo Gesù, la sua essenzialità, al di là di ogni sovrastruttura optional che spesso ricerchiamo nel nostro occidente esagitato. E poi le "pietre" della fraternità e della comunione da ricercare e vivere con coerenza, come segno profetico, per essere credibili, le "pietre" del dialogo sempre aperto con le "diversità" e dell’accettazione reciproca.

Maria, Signora del luogo ed Elia, il profeta ardente di zelo, facciano di ciascuno di noi testimoni credibili e gioiosi delle meraviglie di Dio.

Questo può accadere a Luncani…

Se il silenzio ti spaventa,
se il freddo ti congestiona,
se il soffiare del vento tra gli alberi ti infastidisce,
se le ghiande che cadono sui tetti di lamiera
ti fanno sobbalzare il sistema nervoso,
se la vista del prato verde
ti fa venire in mente solo insetti "infetti":
non pensare neanche di poterti muovere da dove ti trovi.

Se invece, spinto dallo Spirito, senza troppo razionalizzare, staccata la spina della "occidente-dipendenza" con il più economico volo Carpatair, riuscirai ad arrivare a Luncani…

Allora ascolterai il canto del silenzio… e nelle fredde serate il passeggiare lungo i fioriti viali, sotto un cielo luminoso di stelle, porterà il tuo cuore su sentieri sconosciuti.

…Lì dove essenzialità e povertà sofferta si abbracciano.
…Lì dove l’unità del gregge sotto un solo pastore viene costruita quotidianamente in un ecumenismo pratico di incontri fraterni.
…Lì dove Maria si fa Madre di tutte le genti.

Il soffio dello Spirito è come quel vento che scuote gli alberi: ti infastidisce forse, ma è nello "scomodarci" che Lui ci "accomoda" come vuole!

Su un "prato verde" Gesù sedette per dichiarare beati i miti, i poveri, gli operatori di pace… Ogni "ghianda" che cade è un richiamo alla realtà di una fraternità carmelitana, cattolica, universale, che è già se pur non ancora.

Questo può accadere a Luncani…
è una proposta, una sfida, un suggerimento: parola di chi ci è stato!


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