Carmelo S.Anna - Carpineto Romano La bellezza come dimensione "estetica"... |
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Per chi vive nel respiro della Grazia, la Bellezza diventa "luogo di vita". E' Dio che, accolto, si sprigiona dalle fibre dell'umano e traspare spontaneamente nella Sua creatura. L'uomo, abbandonato all'azione benefica della Volontà di Dio, recupera l'immagine iniziale sepolta tra le macerie del suo peccato e comincia a rassomigliare al suo Signore.
Un sorriso di pace naturale affiora così dalla vita ordinaria e crea armonia ovunque, perché diviene riflesso del Volto sereno della Bellezza eterna. Occhi luminosi, cuore quieto, parole miti, gesti semplici, fanno dell'uomo spirituale un nuovo Cristo in terra. Mistico fascino che attrae dal di dentro e trasforma tutto ciò che avvicina "nutrendo" di Dio.
Una tale bellezza, luce di Dio, non è frutto di ardue esercitazioni o di studi particolarmente difficili e approfonditi. La creatura, dopo il peccato, porta in sé interrogativi, sensazioni, pensieri, che "contagiano" intimamente la sua vita e la rendono annoiata, mesta, talvolta "nauseata". E' un'esperienza dolorosa che bisogna fare in sé per capire il mistero del Cristo Crocifisso.
Ma come scrollarsi dal di dentro questo mondo "inquinato"? E' semplice. Si tratta di far "depositare" il tutto nel cuore pian piano, senza pretendere di risolvere. L'acqua, se agitata, è torbida; quando, poi, si ferma, la trasparenza ritorna: così nel cuore umano, non più inquinato dall'ansia e dal tormento di darsi risposte.
Si tratta di far propria la pace dell'umiliazione, acquistare la tranquillità dell'essere stati salvati che è dono gratuito, si tratta di nutrire l'Amore che è partecipazione e dono solo quando non si pensa più a sé.
In un pacato sentire, viene a crollare ogni sicurezza e il cuore comincia a sanguinare, cioè ad essere vivo: macerie di vita che meritano una Presenza di Risurrezione! La noia, è vero, si prova ancora, ma è perché si capisce ora che "chi" non è noia...è solo Lui!
La stanchezza si avverte e pesa quando si tocca per esperienza l'abisso del nulla, ma è un anelito appassionato al tutto che è davvero solo Lui. Guai all'uomo se non sentisse ciò che è! Sarebbe un insoddisfatto, un apparente pacificato a vita. Beato chi può desiderare Dio. DesiderarLo è già possederLo e in Lui l'uomo ferito ritrova finalmente se stesso.
Nell'anima che non si accorge dell'inutilità che ha in sé, Dio non trova spazio... Quanto è bello, invece, essere una "stalla-grotta" fredda: senza senso, non utile: qui viene a nascere Gesù! E' un onore essere un legno non levigato, rozzo, fatto a croce, essere un segno di maledizione: qui viene a dare la vita Gesù.
L'uomo spirituale è contento di esistere, felice di sembrare al suo intimo sguardo un fantasma, un morto: vive questo stato come una grazia e Dio gli è vita; non avverte nulla, ma è proprio questo il segno di riconoscimento di Dio: significa che è oltre il sensibile, è ormai nello spirituale.
Diventare Cristo nel cuore dei fratelli è la ricerca assillante dell'uomo fatto preda dello Spirito. Sente di ricevere tutti da Dio quasi in custodia perché sa di essere, nonostante tutto, a lui la persona più cara.
E' un annientamento profondo l'interiorità così vissuta, ma ridursi ad essere nulla è bellezza che si espande, è preghiera che è vita, è profumo di eternità nel tempo, è umiltà che redime. Una persona così conquista a Dio non con le parole, neppure con la vita... è il fascino della bellezza spirituale che di tutto si fa carico per tralucere la semplice Presenza dell'Amore. La Bellezza è Dio e l'uomo che gli appartiene ne è il volto sensibile, spesso sfigurato.
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