Carmelo S.Anna - Carpineto Romano

Clausura e vita apostolica

Clausura: perché? | La presenza di Maria | Il nostro orario... | Il nostro apostolato

Clausura: perché?

Spesso ci si domanda il perché di questa nostra scelta così radicale, rara, o meglio "originale", e si potrebbe dire subito con poche parole: "Dio ci ha chiamate"!... Ecco alcune "testimonianze"...

La chiamata del Signore
dà un nuovo senso alla vita...

"Ho sperimentato nella mia vita quanto è grande l'Amore di Dio. Nel fiore dell'adolescenza mi arresi al Signore. Come ad Elia sul Monte, Egli si rivelò all'anima mia. Pareva un sogno... ma ero sveglia, in piena coscienza...
Come "dardo di fuoco" toccò la lira della mia anima ed io non resistetti più. L'anima mia amava e cantava l'Amore che mi si era rivelato con forza e con ardore. L'anima "bruciata" non poteva più resistere. Mi affacciai al Carmelo... mi attrasse con fascino, nella sua austerità.
La mia entrata fu semplice. Dopo il canto dei Vespri, l'Amore Crocifisso l'avevo abbracciato con l'entusiasmo dei miei anni. Tutto di me schiacciai. Egli fu il mio "tutto". In Lui trovai una pace infinita. La gioia di Lui che è pienezza di tutto quanto potevo desiderare.
Apritevi al suo Amore, Egli non vi deluderà. Si manifesterà a voi come si è manifestato a me.

La chiamata di Dio "è più forte della morte" e il suo amore è per me una fiamma ardente, impossibile spegnerla. Voi tutti siete per me più che amici, più che sorelle e fratelli. E posso assicurarti che nulla è cambiato in me nei vostri confronti. Solo che, d’ora in poi, io voglio essere una "lampada" che arde splendente davanti ai vostri occhi…

Chi può vivere senza amore? la Chiesa non ha vitalità, né fecondità né vita se non attraverso la preghiera. Abbiamo un compito di responsabilità non facile e non semplice. E a tutti i costi vogliamo osservarlo bene, perché la Chiesa non è altro che la Madre di ogni uomo, e pertanto, ha assoluto bisogno dell’aiuto orante che siamo noi.

Avevo sempre cercato l’amore vero, assoluto, totale, senza limite né misura; l’amore che sa andare oltre l’apparenza fino a penetrare nell’intimo, l’amore che sa soffrire per l’amato, che vive dell’amato. Non sapevo che il nome di questo Amore era Dio... e perciò "idealizzavo" le creature che mi nascondevano l’unico, vero ideale. Così ho scoperto il Signore, ho scoperto che Gesù non era una favola, né un sogno per ingenui, ho scoperto che Gesù mi chiamava a seguirlo. Dove?
Ho pregato, ho cercato, ho pianto, ho sofferto…ma alla fine ho capito:
"Offrite i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio, è questo il vostro culto spirituale" (Rm 12,1), culto "vivente" perché scelto, perché consapevole, perché ogni giorno rinnovato sull’Altare di Cristo... e insieme all’Ostia senza macchia il mio nulla diventa "fonte di acqua che zampilla per la vita eterna"(Gv 4).

Io che ti scrivo ho scelto Cristo. Sì, ho scelto di seguire Cristo povero, casto, obbediente. In un’epoca dove la ricchezza, il consumismo, il benessere... sono gli "idoli" supremi, io con gioia e nella pienezza di tutte le mie facoltà ho voluto lasciare tutto questo per seguire Cristo. Egli si è presentato alla mia mente e al mio cuore come l’unica realtà veramente degna di essere seguita, vissuta, amata".

La comunità nel piccolo giardino
del monastero

"Ti ha dato tutto!" mi disse un mio amico. Risposi tra innervosita e risentita: Mi ha dato tutto? A me sembra piuttosto che si sia preso tutto!... anzi, ti dirò di più: mi ha preso tutto illudendomi di potermi dare tutto…la mia dolce casa…sigh!... la mia promettente carriera manageriale…sigh!... la mia macchina - appena finita di pagare -…sigh! Lo so, erano, sono, solo "quattro cipolle" rinsecchite, le famose cipolle di Egitto (cfr. Es 16,2-3; Nm 11,5), ma erano mie, capisci? Erano parte di me e ora cosa sono io senza…queste cipolle!?"
L’esodo continua e mi inoltro nel deserto. Il Signore mi ha dato veramente tutto e voglio arrivare a scoprire questo tutto, voglio possederlo in pienezza, viverlo nella mia vita. Tutto era troppo mio e poco suo. Così ho fatto spazio, ho buttato via tutta questa "zavorra" piena di inutilità, di illusioni, di sicurezze presunte. Ho capito con il cuore e con la mente che Tu, Gesù, mi hai dato tutto il tuo Amore, tutta la tua ricchezza, tutta la tua misericordia. Hai fatto in me cose grandi, ed io rispondo con la vita a tutto questo che mi hai dato".

A vent’anni dalla mia nascita ho scoperto che tu, Signore, cerchi dei "collaboratori" tra gli uomini. Quando ti ho chiesto che cosa volevi da me, Tu mi hai fatto sentire, intuire, capire che mi chiamavi a essere segno evidente della tua presenza. Mi hai fatto conoscere il Carmelo e mi hai dato la certezza che era lì che dovevo "irradiarti".
Tu mi hai fatto capire che i fratelli, è vero, hanno bisogno di chi dia loro da mangiare, cure sanitarie, affetto, istruzione, lavoro, alloggio; di chi lotti perché cessino le ingiustizie, gli sfruttamenti, di chi assista i malati, recuperi i drogati, segua gli anziani...
Di persone dedicate a questo c’è un gran bisogno, e ti ringrazio con tutto il cuore per i tanti che, chiamati da Te per questi preziosissimi servizi, ti dicono generosamente di sì. Ti ringrazio per i professori che parlano di te, per i medici che curano con amore, per i Sacerdoti che ti testimoniano e ti portano nelle città, nei paesi, nelle campagne… ti ringrazio per tutti.
Ma tu mi hai fatto anche capire che io sono stata chiamata da Te ad un’altra cosa. Tu mi hai chiesto di "allontanarmi" dalla città, dagli impegni, dagli studi, dalla famiglia, dalle mie cose per dedicarmi a Te a tempo pieno. Tu hai pensato questo per me perché io viva alla tua presenza, per tutti. Mi hai chiamato a vivere al Carmelo, a mettermi "accanto" ai fratelli, a camminare con i fratelli , a vivere per loro dinanzi a Te...

La presenza di Maria

La presenza di Maria nella vita dei cristiano ha una grande importanza, specie nella vita dei consacrati. Ella si introduce nella vita semplice, familiare, con una sorprendente facilità. Non sentiamo parole, non cogliamo gesti, ma solo un pacato, dignitoso "aggirarsi" nella casa compiendo i più umili dei lavori, con un cuore pronto ad ogni richiesta, con un'attenzione tenera e gentile a chi le sta intorno…

Chi vive la presenza di Maria interpreta con amore ogni pensiero, ogni richiesta, ogni desiderio del cuore di ciascuno. Delicata, si "impone" con il suo atteggiamento altamente spirituale, e detta in silenzio il cammino e la pratica di ogni virtù. L'"Invisibile" e il visibile si "alternano" nel suo cuore di donna chiamata a compiere una missione che la supera e la trascende. Lei sola la conosce... ma fino in fondo? Non si preoccupa: la volontà di Dio è al di sopra di ogni altro pensiero e preoccupazione. Ripete, con incessante e crescente amore di servizio: "Ecco l'ancella del Signore, si compia in me la tua parola..."

Guardare Maria, "studiare" Maria, è davvero "saggezza", per chi intende superare tutti gli ostacoli che si frappongono al cammino spirituale di un'anima... magari anche consacrata. Maria ha imparato a sue spese e ha condiviso in tutto il cammino dell'umanità: bene e male; travagli, preoccupazioni e contrasti; prove di ogni genere.

Maria del Carmelo, che si ripresenta viva e nuova in ogni celebrazione in suo onore il 16 luglio, diventi lo specchio della nostra vita, il "messaggio dei messaggi" per risolvere tutte le nostre situazioni esistenziali e i nostri interiori conflitti con una serenità illuminata, guidata dalla fede e dall'umile ascolto di Colui che è morto e risorto per noi.

Maria è sempre "attuale" per il cammino di fede e di santità. Maria, "cantautrice" del Magnificat, è una chiara luce per tutti, ma più e più per i consacrati. Per i carmelitani deve essere la Stella risplendente che li guida alla vetta".

Il nostro orario...

La giornata delle monache inizia appena è l'alba...

Ore

5,15

Ufficio delle Letture - Lodi

Ore

6,30

Meditazione

Ore

7,30

Santa Messa

Ore

8,15

Ora Terza

Ore

11,35

Ora Sesta

Ore

15

Ora Nona - Rosario

Ore

18

Vespro

Ore

18,30

Meditazione

Ore

21

Compieta

...il giorno si chiude nella pace immobile e serena della notte, che pure appartiene a Dio.

Il nostro apostolato

"La nostra vita contemplativa di claustrali influisce misteriosamente nella costruzione del Regno di Dio con la stessa ricerca diretta e immediata di Lui, con l’unione a Cristo, la nostra immolazione ed orazione (can.674). Nella sua peculiarità il nostro apostolato si esercita prevalentemente nella linea dell’"essere" più che del "fare" e fluisce dalla nostra stessa vita come irradiazione di ciò che lo Spirito compie in noi. Infatti, un’autentica vita contemplativa è necessariamente apostolica.

La clausura, per quanto sia separazione materiale dal mondo, non può impedire una doverosa solidarietà con esso. Quantunque esteriormente la monaca non sembri servire i suoi contemporanei, li tiene tuttavia presenti in modo più profondo con la tenerezza di Cristo, e con essi collabora spiritualmente affinché l’edificazione della città terrena sia sempre fondata nel Signore e a Lui diretta, né avvenga che lavorino invano quelli che la stanno edificando (Lumen Gentium, 46). Noi partecipiamo così, in modo più universale, ai lavori, dolori e speranze degli uomini".

Le monache partecipano la loro esperienza di claustrali, accogliendo con gioia e benevolenza quanti si avvicinano a loro, e promuovendo nella chiesa locale la preghiera liturgica, l’ascolto orante della Parola e l’approfondimento dei valori dello spirito, nella fedeltà al loro genere di vita e alle norme della clausura.
La monaca presta un inestimabile servizio al popolo di Dio, consumando la vita nella presenza di Dio, nell’ardore della preghiera e nello zelo apostolico. A somiglianza di Elia, ispiratore del Carmelo, assume la linea profetica come caratteristica propria della vita, orientata all’ascolto interiore della Parola di Dio e a una particolare testimonianza del Dio Vivente e delle esigenze supreme del suo Regno.
In intima unione con Maria, "libro nel quale è scritta la Regola nostra perché in lei è scritto il Verbo" (Santa Maria Maddalena del Verbo Incarnato, carmelitana), si propone di vivere il mistero della sua vita interiore e dell’unione intrinseca con Dio in Cristo Gesù. Così i monasteri saranno cenacoli dove, in compagnia di Maria, madre di Gesù, le monache imploreranno con la preghiera l’azione dello Spirito Santo nella Pentecoste permanente della Chiesa" (Costituzioni Monache Carmelitane).


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