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20° Anniversario di Fondazione Suor Maria Elvira del SS.mo Sacramento - Priora |
Il 22 aprile 1979 a Carpineto Romano, dove nacque il Pontefice Leone XIII, si apriva il Monastero "Sant'Anna" delle Monache carmelitane di vita contemplativa - con clausura - provenienti dal Carmelo di Jesi (Ancona) e "reduci" da un'esperienza in Sutri (Viterbo) durata due anni.
Una realtà quasi sconosciuta in questo paese montano di Carpineto e forse, proprio per questo, la curiosità "attrasse" dai paesini limitrofi una viva partecipazione al loro arrivo: sei monache accompagnate anche dalla Priora del Monastero di provenienza di Jesi e da una consorella del Carmelo di Ostuni (Brindisi) che era partita di là per rimanere con le cinque "jesine".
Ma è doveroso, a questo punto, ricordare il percorso di arrivo - quantomai "strano" - prima di giungere al luogo che ci avrebbe viste diventare parte integrante di esso.
Il p. Pasquale Mariani O.Carm. ci accompagnò dalla Curia Provincializia con un vecchio pulmino "scassato"…ma solo per un primo tratto di strada; poi, spaventato per il "traballamento" del mezzo e il cattivo tempo ( da "lupi"!), scese e "consegnò" le chiavi al p.Enrico Pinci O.Carm., il quale, per distogliere il "resto della compagnia" dalla paura e riportare un clima di serenità, disse: "S.Teresa, quando andava a fondare, pregava: 'Deus in adiutorium meum…'" e l’ "allegra brigata" cominciò a pregare davvero fino a quando giunse al paesino di Carpineto.
Grande emozione prese il cuore dei partecipanti e delle monache mentre raggiungevano la Collegiata per la solenne celebrazione, e poi quando si giunse a quello che sarebbe stato il futuro monastero, al canto-preghiera del "Flos Carmeli".
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Ed ecco, gradini in salita e gradini in discesa ci portavano al Carmelo (la cui facciata dista dalle case di fronte forse cinque o sei metri!) dove ci attendeva una calda accoglienza nella chiesa di San Giovanni Evangelista, attigua al monastero (casa canonica del parroco). Poi, d'improvviso, cade il silenzio attorno allo sparuto gruppo, e le quattro mura imbiancate di fresco suscitano pensieri di "fare" e di speranza.
Per una settimana assistemmo al "via vai" della gente "curiosa" che vuol sapere, vuol capire, vuol conoscere. Ed ecco la preghiera, il lavoro e l'assestamento cominciano a dare vita e calore e gusto al ritorno proprio dello stile di vita al Carmelo.
La vita intensa, il pieno ritmo di vita, fa quasi per incanto dimenticare che qualche cosa di nuovo è nato e che deve trovare sviluppo. Poi un risveglio dal sogno incantato riporta gli animi a una realtà nuova tutta da creare e da inventare. La strada, il paese "fuori dal mondo", "confinato" tra i monti...
"Chi busserà? Come ci troveranno? Chi saprà della nostra esistenza?" Invece, ecco le meraviglie di Dio nell'umile Sua opera si delineano. Chiare, luminose, incoraggianti davanti agli occhi nostri e di tutti.
"Neppure un gatto ci troverà!" - si diceva l'una con l'altra - Ma il sole di Dio dava una risonanza vibrante alla piccola "luce posta sul monte", quasi una ripercussione di onde magnetiche che si diffondevano da sud a nord, con il "guizzo di un lampo". Si toccava con mano, giorno dopo giorno, la benevolenza del Padre, la presenza del Figlio, il soffio dello Spirito e la materna assistenza di Maria che attirava sguardi innamorati di anime desiderose di entrare a far parte del suo minuscolo, bellissimo giardino…tra i monti Lepini, arricchito di un panorama che è un vero spettacolo invitante alla più pura contemplazione delle grandezze di Dio, dell’amore del Figlio e del soffio vivificante dello Spirito che crea e ricrea l’universo.
Questo sparuto "drappello" nelle mani di Dio, guidato dalla Sua Sapienza, benedetto e amato dal Suo amore infinito, è ora diventato "albero fecondo", per accogliere sotto la sua ombra - "ombra benefica di Dio e di Maria!" - chiunque voglia partecipare alla ricca mensa dell’Amore sempre imbandita.
Un 20° anniversario celebrato nell’anno dedicato da Giovanni Paolo II al Padre è oltremodo significativo per noi. Infatti, il Suo Amore provvidente e previdente ha accompagnato con tenerezza e misericordia le sue cinque carmelitane e - meraviglia delle meraviglie! - ha moltiplicato con la Sua Acqua pura… in numero e in spazio - benché sempre stretto! - il suo delizioso giardino, ove sosta volentieri con Maria. Troppo lungo sarebbe rileggere-raccontare i "nuovi fioretti" carmelitani vissuti e "stilati" nel cuore e nella mente più che sui libri, avvenuti in questi 20 anni di vita".
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