25° di Fondazione del Carmelo S.Anna
22 Aprile 1979 - 2004

Lettera del Sindaco Quirino Briganti

Il Carmelo di Carpineto

La testimonianza di un percorso spirituale e storico che le Monache Carmelitane hanno portato a Carpineto Romano ci appare particolarmente significativa e densa di contenuti. In questa nostra antica terra lepina da secoli sono presenti diverse famiglie religiose che hanno caratterizzato con la loro opera la nostra Comunità contribuendo a farla crescere.

Questa nostra città ha conosciuto l’apostolato dei Francescani fin dal ‘600, quando nel loro convento visse per più di un decennio S.Carlo da Sezze, che ci ricorda nei suoi scritti la sua triste esperienza, soprattutto nel periodo della pestilenza.

La Chiesa di San Giovanni, alla quale dal 1979 č annesso il Carmelo S.Anna.

Prima ancora furono gli Agostiniani a segnare con una presenza fortemente radicata nella nostra Comunità la vita di un paese che è legato al culto di S.Agostino sin dal XIV secolo.

Più recentemente – siamo alla fine del XIX secolo – giunsero a Carpineto, per volere del nostro cittadino più illustre, il papa Leone XIII, le Suore del Santissimo Sacramento chiamate a custodia del Santuario di S.Maria del Popolo ed a reggere la Casa di Riposo di S.Pietro.

Le famiglie religiose si sono ulteriormente accresciute in questa città con l’arrivo dell’Istituto Missionario San Giovanni Eudes che ha portato una sensibilità ed una carica nuova venuta dall’America Latina. Oggi i Missionari di S. Giovanni Eudes abitano nella prestigiosa casa che fu dei frati minori francescani.

Nel quadro degli Ordini religiosi certamente originale è il contributo che in questi venticinque anni hanno portato le monache del Carmelo. Forse conoscendo la particolare devozione che Leone XIII aveva verso la Madonna del Carmine (egli indossava, infatti, lo scapolare del Terz’Ordine Carmelitano) si sarebbe potuto predire che un giorno anche il Carmelo sarebbe giunto in questa terra, che una volta fu dei Volsci.

Antica è la nostra città così come antico è l’ordine religioso dei Carmelitani, costituito alla fine del XII secolo appunto, sulle pendici del monte Carmelo, ad opera di eremiti. Varie sono state le tappe dell’Ordine Carmelitano: dall’esperienza dei primi eremiti, riuniti insieme dal patriarca Alberto di Gerusalemme, alla prima regola approvata da Innocenzo IV nel 1247, alla tradizione che lega l’origine dello Scapolare a un santo generale dell’Ordine, Simone Stock, vissuto nel sec. XIII. Dopo qualche secolo fu fondato nel 1452 dal Beato Giovanni Soreth il ramo femminile dell’Ordine, le Carmelitane, in seguito approvato da papa Nicolò IV, e che noi carpinetani abbiamo l’onore di ospitare nella nostra Comunità fin dal 1979.

E’ certamente suggestiva l’idea di un ordine che fu particolarmente legato alla tradizione dei discepoli di Elia (X sec. a.C.), tradizione alla quale si riallacciano i Carmelitani che proprio sul Carmelo ebbero la loro prima sede. Allo stesso modo mi appare come un dono la presenza di una Comunità, che ci ricorda due sante Carmelitane, S.Teresa di Gesù e Santa Teresina di Gesù Bambino, che rappresentano per l’umanità intera un punto di riferimento oltre che spirituale anche culturale, teologico e solidaristico.

Entrambe le sante carmelitane sopra citate, infatti, sono state dichiarate "dottori della Chiesa" e mentre la prima – di origine spagnola – propugnò nella sua vita monastica l’esperienza ascetica e mistica, la seconda – francese – visse secondo una spiritualità che ella definì "infanzia spirituale".

A me sembra - ogni volta che varco la porta della chiesa di S. Giovanni con annesso Monastero di entrare nella storia secolare del Carmelo. Così è stato anche in occasione delle celebrazioni del 550° Anniversario della Bolla Cum Nulla.

Le Monache rappresentano un punto di riferimento irrinunciabile per chiunque voglia entrare in contatto con la contemplazione e la spiritualità più profonda. Personalmente resto molto ammirato dalla serenità d’animo che traspare negli occhi e nell’animo gentile delle Monache.

Credo che la loro testimonianza di fede sia utile ad ogni cittadino credente e non credente, così come il loro coraggio nella sperimentazione e nella ricerca ha permesso recentemente un percorso ecumenico con la locale Comunità ortodossa romena.

Il sentimento di affetto che molti carpinetani hanno nei confronti delle Monache non deve farci dimenticare che questo Monastero appartiene non solo alla nostra Comunità ma ad una dimensione nazionale, come dimostrano le migliaia di visite annuali al Carmelo.

Alle Monache va il mio più sincero augurio affinché possano continuare a vivere nella contemplazione in una città che ormai è anche la loro e che vuole loro bene per il bene che fanno.

IL SINDACO
Quirino Briganti


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