25° di Fondazione del Carmelo S.Anna
Lettera di Mons. Luigi Belloli, |
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Madre e sorelle carissime del Carmelo di Carpineto!
Il vostro monastero ha venticinque anni. E’ stato un dono di Dio e di don Goffredo: siano ringraziati. Resta un dono per Carpineto, per la Diocesi di Anagni-Alatri e per tutta la Chiesa: ve ne siamo grati.
Alla vostra deliziosa comunità monastica ripetiamo le parole, che furono rivolte a Giuditta: "Tu splendido onore della nostra gente" (Giuditta 15, 9), in particolare io, che molte volte ho ascoltato il canto della vostra contemplazione, ho assaporato la dolcezza della vostra spiritualità, ho goduto della vostra gioia, ho avuto il conforto della vostra preghiera, ho condiviso le vostre speranze, ho partecipato ai vostri dolori, sofferti con inalterata serenità.
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Lo scapolare carmelitano, che voi onorate, è tra l’altro, simbolo della splendida veste di Maria "donna vestita di sole" (Apocalisse 12, 1), "tutta splendore, gemme e tessuto d’oro il suo vestito" (Salmo 14, 14), bellissima nell’anima e nel corpo, "piena di grazia" (Luca 1, 28).
Nel vostro Carmelo si respira questa bellezza soprannaturale, la bellezza che salverà il mondo. Sul vostro monastero è riapparsa quella "nuvoletta", che dopo tanta siccità annunciò la pioggia (I Libro dei Re 18, 44). Voi venite incontro alla sete e all’inquietudine di oggi: stiamo perdendo il gusto della vita.
La vostra tenerezza spirituale e materna ci richiama quella di Dio e della Chiesa, che pure essa è madre di Cristo, poiché "se, secondo la carne, una sola è la madre di Cristo, secondo le fede tutte le anime generano Cristo; ognuna infatti accoglie in sé il Verbo di Dio, purchè, serbandosi senza macchia e libera dal peccato, custodisca con intemerato pudore la castità" (S.Ambrogio, "Esposizione del Vangelo secondo Luca", II, 26).
Infine vorrei mettere in rilievo la vitalità stupenda del Carmelo di Carpineto, che significa piantagione di carpini. Fiorito da un piccolo seme, sta diventando sempre più un grande albero, "tanto che vengono gli uccelli del cielo e si annidano fra i suoi rami" (Matteo 13, 32).
Ne sono venuti così numerosi, che si è dovuto allargare altrove. E’ un auspicio promettente ed è il mio affettuoso ed orante augurio.
Mons. Luigi Belloli, Vescovo Emerito di Anagni-Alatri
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