"Essere di Dio..."
Le Carmelitane di Carpineto Romano - 1

a cura di Egidio Ridolfo s.j.

2: Sete di assoluto -- Fondamenta vive di fraternità -- Una comunità accogliente -- "Indirizzare alla Speranza"

La terrazza del Carmelo

Carpineto Romano, un Carmelo intitolato a S.Anna, Carmelo "dell'Antica Osservanza", ma con una "giovane" comunità di clausura, che testimonia la presenza viva e operante di Dio tra noi...

«Nel mio cuore c'era come un fuoco ardente, chiuso nelle mie ossa; mi sforzavo di contenerlo, ma non potevo...» (Geremia 20,9)

Dal sorgere del giorno al suo tramonto, e alla nuova luce del mattino - notte e giorno - la carmelitana vive nella contemplazione del Dio vivente.

Medita la legge del Signore, partecipa, anche nel chiuso della cella, a tutte le vicende della vita dell'uomo...

Come in ogni monastero, la giornata delle monache, ritmata tra preghiera, lavoro e riposo, inizia appena è l'alba...

La comunità riunita nel Coro

- 05.15: Ufficio.d.Letture e Lodi
- 06.30: Meditazione
- 07.30: S.Messa
- 08.15: Ora Terza
- 11.35: Ora Sesta
- 15.00: Ora Nona - Rosario
- 18.00: Vespri
- 18.30: Meditazione
- 21.00: Compieta

...Il giorno si chiude nella pace
immobile e serena della notte, che pure appartiene a Dio...

Una comunità che prega, lavora, ama...

La carmelitana, come Maria, vive in ascolto della Parola di Dio, in atteggiamento di fede.

Come le altre comunità di clausura, il Carmelo S.Anna vive solo con il lavoro: la comunità confeziona gli Scapolari della Madonna del Carmine e realizza quadretti e icone. C'è poi il cucito, specie la confezione di abiti liturgici, ed altri lavori sporadici che vengono loro richiesti.

Anche il lavoro è mezzo di crescita interiore...

"La forza ci viene dalla ferma fiducia che Dio non ci abbandona, e che la sua Provvidenza sarà sempre presente..."

Due-tre volte l'anno, il Carmelo pubblica un bollettino, realizzato in proprio grazie a un computer che in clausura si trova benissimo... Questa piccola rivista, il cui titolo è "Flos Carmeli" (Fiore del Carmelo), tiene viva la comunione spirituale con quanti conoscono e sostengono la comunità, e comunica loro quanto il Signore opera attraverso le loro persone, all'interno della clausura ma con una energia d'amore che si comunica senza sosta all'esterno e che "incrementa la Chiesa con una segreta fecondità apostolica" (Perfectae Caritatis 7).

Da questo bollettino sono tratte le notizie della presente pagina.

Perché la clausura?

"Essere di Dio..." in modo radicale... Come si vive questa particolare scelta di vita?

Non mancano certo le difficoltà, ai periodi di entusiasmo ne succedono altri in cui si deve lottare, in cui la luce interiore sembra nascosta dietro spesse nubi... poi torna il sereno.. ma in questo avvicendarsi di luce e di oscurità l'anima nel profondo conserva una grande pace, perché sente di essere là dove il Signore l'ha voluta...

Per capire meglio tutto questo, niente di meglio che la testimonianza delle stesse carmelitane, come le lettere   pubblicate nel bollettino di questo Carmelo di Carpineto Romano, che danno un'idea delle motivazioni spirituali che anche oggi portano tante giovani a scegliere questa antica forma di vita religiosa.

Cominciamo con due lettere di Suor Maria Eliana del Sacro Costato. Nella prima annuncia la sua Professione temporanea:

Madonna del Carmelo

«Vi scrivo prima di entrare in ritiro, in occasione dell’approssimarsi della Professione. Come sapete, il 22 febbraio, nella nostra chiesa di S.Giovanni Apostolo, si svolgerà la cerimonia della mia "vestizione", ed io emetterò i voti: incredibile ma vero! [...]

Mi avete conosciuta in jeans e maglione (lungo e largo!) ed ora mi ritrovate in tonaca e velo! Mi chiamavo "Lilli"... e adesso sono diventata Suor Maria Eliana! A me stessa fa un po' "impressione" dirlo, ma vi assicuro che sono rimasta sempre io (non vi spaventate!), anche se certamente la Grazia del Signore ha fatto per certi versi veri e propri miracoli in così "breve" tempo! Esteriormente mi sembra di essermi un po' "allungata" e "ristretta" (ma quello che conta è l’interno), e poi forse è solo una mia impressione, visto che qui al Carmelo non c’è una "collezione" di specchi!!...

Comunque io sto bene, e questa mia lettera vuole essere una semplice condivisione di tutta la pace che provo in attesa di donarmi completamente a Gesù: gli restituirò la mia giovane vita, aderendo al suo disegno d’Amore, e sull’altare della Sua Volontà deporrò con gioia i miei voti. Ora sono veramente felice e desidero esserlo insieme a voi. Vi aspetto, e in attesa di poter offrire la mia vita per voi, vi accompagno con la preghiera».

Il Carmelo di Carpineto Romano

La stessa carmelitana, cinque anni dopo, comunica la data della Professione solenne:

«Sono già trascorsi cinque anni... [...] ed eccomi ora a voi per invitarvi nuovamente a prendere parte alla mia gioia: Sabato 22 febbraio emetterò la Professione Solenne nella Famiglia Carmelitana. [...]

I consigli evangelici che vengono definitivamente "abbracciati" durante il rito della Professione Solenne sono i medesimi che già avevo promesso cinque anni fa: la "differenza" è che adesso saranno pronunciati definitivamente e non più rinnovati annualmente. [...]

Così, se durante la Professione mi vedrete prostrata a terra... non vi spaventate! non sono svenuta; l’atteggiamento esterno rivela quello interiore e profondo di disponibilità al Signore con un dono "fino alla morte". Anche su di me "la Potenza dell’Altissimo stenderà la sua ombra" (Lc 1,35),e sarà "Lui a portare a compimento quest’opera iniziata fino al giorno di Cristo Signore" (Fil 1,6).

Crocifisso miracoloso del sec.XVI (Carpineto Romano)

La frase poi che troverete scritta sul ricordino che vi invio: "Questo è il mio riposo per sempre, qui abiterò perché l’ho desiderato" (Sal 131, 14), l’ho scelta per due motivi. Per prima cosa perché ben spiega la mia intenzione, e poi perché chiarisce la motivazione della mia decisione, per cui si potrebbe anche dire: "Il mio bene è stare vicino a Dio: è Dio la mia sorte per sempre" (Sal 72, 26.28)».

"Grazie, Signore, per il dono della vocazione!"

Preghiera di Suor Maria Emanuela dell'Eucaristia e S.Agnese, scritta per ricordare i dieci anni di Professione:

"Grazie per la vocazione, per averla portata a compimento nel Carmelo, nella tua casa.

Grazie per la fiducia che deponi in me, ponendo nelle mie mani doni stupendi: il dono della fede, il dono della preghiera, il dono della sofferenza, il dono dell'amore... [...]

Niente può superare quella pienezza spirituale che mi doni ad ogni istante, che mi fa prendere coscienza, anche dinanzi ad ostacoli insormontabili per la natura umana, che Tu sei al di sopra di tutto e di tutti... [...] che con te posso uscire vittoriosa da ogni impedimento umano.

In forza di quel dono di fede che fa vedere ogni avvenimento solo con gli occhi dell'anima, in virtù di questa fede ho visto nella mia vita le opere meravigliose che hai compiuto in me, grazie spirituali che sono nel più profondo dell'anima... [...]

Non esistono parole umane per descrivere l'ineffabile tua presenza e ciò che operi nella mia anima, è un linguaggio spirituale che non si può trasmettere, è vita soprannaturale che palpita in me.

Sei Tu che vivi in me, con me piccola povera creatura... che rendi grande con il tuo Amore..."

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