Corso Prematrimoniale Massimo Rastrelli s.j. |
La realtà sacramentale del Matrimonio esige coerenza logica nei giudizi della mente, coerenza morale nelle motivazioni dell’agire, coerenza operativa nelle decisioni della volontà, coerenza sociale nella testimonianza della vita vissuta e coerenza ecclesiale.
Coerenza logica. Alla realtà degli esseri si accede o mediante esperienza diretta, o mediante testimonianza "umana", o testimonianza "divina", oppure umano-divina. Rifiutare l'esperienza è pregiudizio irrazionale, come lo è rifiutare la testimonianza. C’è più irrazionalità anzi nel rifiutare la testimonianza che l’esperienza. Perché mentre la testimonianza è resa da molti, l’esperienza propria è limitatamente personale. La testimonianza di Dio è garantita nella verità, con un valore eterno che supera la dimensione del tempo.
Coerenza morale. E' dovere morale sviluppare il proprio essere personale, le proprie facoltà naturali e soprannaturali, in relazione a tutta la realtà circostante. Questo comporta sviluppare le virtù teologali: la Fede, la Speranza e la Carità; le virtù morali: la Prudenza, la Giustizia la Fortezza e la Temperanza. E' dovere morale accogliere Dio e i suoi doni di vita, rendendo attivi i "germi sacramentali".
Coerenza operativa. Credere significa non solo aderire con la mente ma sopratutto decidere ed operare. Credere significa affermare che Dio c'è. Dio parla ed io ascolto, affidando a Lui passato, presente e avvenire.
Coerenza sociale. Ciò che crediamo deve essere testimoniato con impegno e amore. Se non viviamo la coerenza sociale della testimonianza, perdiamo il valore che rifiutiamo di testimoniare.
Coerenza ecclesiale. Il battezzato è membro di Cristo ed è "chiesa" in forza dei Sacramenti. Riceviamo i Sacramenti attraverso il ministero della Chiesa. Più viviamo in Gesù e nella Chiesa, più viviamo in Dio, sia nel tempo che nell’eternità.
Conclusione: vivere le dimensioni sacramentali del Matrimonio, in forza di una fede cosciente ed operosa, dà la dimensione divina ed eterna all'essere dei coniugi e alla vita matrimoniale. Tutto questo porta ad una reale unione psicologica, intellettiva, volitiva, affettiva, che mette in evidenza il valore divino della persona, e si traduce fino a dare la vita per l'altro, alla fedeltà di tutti rapporti familiari.
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[Bibbia d'Este, XV sec.] |
Morale matrimoniale
Per morale matrimoniale si intende il valore e la valutazione degli atti e dei comportamenti della persona nello stato di vita matrimoniale. La morale matrimoniale si definisce: o come morale etica, o come morale teologica.
La morale etica si basa su questo principio fondamentale: "non fare all'altro quello che non vuoi che sia fatto a te. Fai all'altro quello che vuoi che l'altro faccia a te". La morale etica, considerando la dignità della persona, esige che la persona sia considerata come fine, e non mai come semplice mezzo: "fine" da servire e non "mezzo " da asservire. Ne segue che un rapporto corretto deve rigorosamente evitare l'asservimento sia reciproco, sia di un coniuge "debole" nei confronti del coniuge "forte".
Allo stesso modo e per lo stesso motivo deve essere rigorosamente evitato ogni asservimento dei genitori ai figli, o dei figli ai genitori, come in generale di ogni persona umana nei confronti di un'altra persona umana.
Questo asservimento può essere conseguenza, non sempre cosciente né sempre riconosciuta, di quella diffusa patologia dell'affetto immaturo ed involuto, che si esprime nella possessività egocentrica ed egoista.
La persona umana, che è cosciente e libera, "fine" a se stessa, non deve essere asservita a scopi alienanti che la privino del suo proprio bene obiettivo. Tutto questo in quale tipo di rapporto reciproco si realizza? Non certo nella indifferenza per gli altri. Non certo nell’imporsi e nel sopraffare l'altro. Non certo nel sottomettersi all'imposizione e alla sopraffazione, che producono il male, proprio e degli altri.
L’unico rapporto possibile consiste nel servire ed aiutare l'essere personale proprio ed altrui, nel valorizzare se stessi ed ogni altro nella propria libertà, nello sviluppo del proprio essere personale.
Quindi non consiste nel chiudersi in se stessi, nel proprio piacere ad ogni costo, non consiste nella ricerca ad ogni costo del proprio utile (possessi o denaro), in contrasto con l'utile altrui. Consiste bensì nel "sottomettersi", per amore, al bene obbiettivo degli altri, in una sottomissione non succube, ma creativa, capace cioè di far essere "di più" la persona amata.
La morale teologica è definita dalla Rivelazione che Dio ha storicamente comunicato all’uomo, e che la consapevolezza motivata dei credenti riconosce ed afferma. La morale teologica vede la persona con gli occhi di Dio e come la vede Dio!
Dio unisce nell'essere, prima che nei comportamenti; l'uomo non può dividere ciò che Dio ha unito nell’essere stesso. Perciò il divorzio non può essere concepito, nè voluto nè fatto.
I genitori devono rispettare l'azione creativa di Dio. Per questo i contraccettivi, e più ancora l'aborto, sono peccati gravi contro Dio che genera e contro il figlio generato.
Tutto il vivere personale, matrimoniale, familiare e sociale dei coniugi è chiamato a riflettere non solo sulla dignità umana ma anche sulla "Grazia" che eleva le persone e i loro comportamenti alla partecipazione della natura divina.
Per questo bisogna dare la vita per l'altro: "Chi dà la propria vita, la salva, chi salva la propria vita e non la dà per amore, la perde". Per questo bisogna amare gratuitamente, dal momento che Dio ama gratuitamente, e in suo nome possiamo perdonare il male che si soffre e ringraziare per il bene che si riceve.
Corso Prematrimoniale: 4 - Matrimonio e responsabilità teologale
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