Corso Prematrimoniale
2 - La Rivelazione divina nel Matrimonio

Massimo Rastrelli s.j.
Rubrica a cura di Delia Colonnello

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Dovendo approfondire la realtà sacramentale del matrimonio tra battezzati, ci dobbiamo mettere sul piano delle capacità soprannaturali e prendere razionalmente atto di ciò che Dio ha rivelato di se stesso, di noi, dei coniugi e del matrimonio.

Di se stesso, Dio ha rivelato che nel suo Essere sussistente (cioè non creato da altro essere), Infinito, Eterno, Onnipotente, Egli vive nelle relazioni di tre Persone: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.

Di noi, Dio ha rivelato che siamo personalmente, cioè uno per uno, "progettati", creati, conservati nell’esistenza, chiamati a corrispondere liberamente all'amore con cui le Persone Divine ci amano.

Del Matrimonio, Dio ha rivelato che questo sacramento abilita gli sposi ad "amarsi in Gesù", cioè ad amare Gesù nel coniuge e nei figli. In questa luce non si può parlare più solamente di una "scelta del coniuge", ma è molto di più, perché il coniuge costituisce un dono che si riceve dal Signore. E questo è infinitamente di più!. Questa unione infatti non poggia più solamente nelle limitate capacità umane, ma si fonda nell'unione reale e profonda con Gesù.

Dio stesso vive dunque nella persona dei coniugi, e questa vita divina i coniugi se la comunicano reciprocamente e la comunicano ai figli, in una crescita di stima e di amore che supera i limiti del tempo e si apre verso l’eternità.

I coniugi uniti da Dio non possono più separarsi, né possono essere separati da volere umano, né personale, né statale. I coniugi, nel generare, si pongono come strumenti attivi di Dio, e sanno di non essere i padroni della vita. La Legge di Dio non può essere mutata, o disattesa nell'incombere di situazioni dolorose. Sappiamo che il dolore invita ad abbracciare la "Croce", amando di più, anche attraverso il dolore e a costo del dolore.

Gli sposi cristiani chiedono nella preghiera di fare, in terra, la Volontà di Dio, quella che i Santi in Cielo perfettamente compiono. Sanno che la Legge della Chiesa è tale perché è Legge di Dio. La "salvezza" è nell'osservarla, non nel cambiarla!

Matrimonio al Gesù Nuovo
di una coppia dello Sri Lanka.
Il sacerdote è P.Peter Christopher s.j.

Il coniuge come dono di Dio

La persona umana può collocarsi o a livello naturale, o a livello soprannaturale. Nel primo caso ogni efficienza della persona è limitata alle capacità naturali; nel secondo caso, per azione gratuita di Dio, l'essere personale è elevato alla capacità di relazionarsi con Dio, partecipando alla vita divina.

Chi accede alla "realtà" attraverso la fede, spazia oltre la realtà percepita dall’esperienza sensoriale, e comprende che è Dio l'origine di tutta la realtà. E' assolutamente "razionale" assumere come "reale" quanto Dio attesta "essere reale". Anche la scienza assume come "reale" quanto è attestato da suoi strumenti idonei. Dio si è rivelato ed ha rivelato "realtà soprannaturali" destinate all'uomo.

Se si nega la Rivelazione ci si chiude in un pregiudizio soggettivo di incredulità. Per questo l’ incredulità è irragionevole. Dice S.Pietro nella sua lettera: "Negano ciò che ignorano".

Per essere capaci di comprendere il "Matrimonio Sacramento", bisogna riconoscersi "ministri", cioè strumenti, canali degli effetti sacramentali.

Se la persona si crede "autore" del matrimonio, nega l'azione di Dio, mentre se si riconosce "ministro" del Sacramento, domanderà a Dio quali sono i contenuti reali del matrimonio, e quali impegni e comportamenti ne scaturiscono.

Nella giusta visione del Matrimonio Sacramento la persona comprende di essere amata, creata e generata da Dio, e sa di essere unita in matrimonio da Dio stesso. Questo le fa valutare il coniuge da lei scelto come "dono di Dio".

Corso Prematrimoniale: 3 - L'eticità nel Matrimonio

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