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Catechesi Rubrica a cura di Delia Colonnello |
Gesù, rivelazione del Padre, rivela la nostra vera identità
Considerazioni sul battesimo di Gesù
Col battesimo di Gesù, nel fiume Giordano, Dio ha rivelato se stesso: Il Padre ha aperto i cieli. Dio ha comunicato direttamente con gli uomini, mandando la Sua Voce ed il Suo Spirito. La persona dello Spirito Santo, invisibile agli occhi, si è resa visibile attraverso la traiettoria ben precisa del volo della colomba apparsa. Lo Spirito Santo mostra di colmare la distanza tra il Cielo e la terra.
Questo significa che Dio ha deciso di avvicinarsi all'uomo. Già il Figlio di Dio si era incarnato. Era tra gli uomini, ma non era conosciuto come Dio fatto uomo. Tutto quello che gli uomini potevano vedere, era solo la realtà di un uomo.
Anche oggi Gesù è tra gli uomini, ma non tutti gli uomini lo conoscono come Dio. Perché Gesù sia conosciuto, è necessario che Dio lo riveli, che sia aperto il cielo e che sia mandato lo Spirito.
I Cristiani debbono imparare da Giovanni Battista - la cui funzione continua ad esercitarsi mediante la Chiesa - che cosa significhino quei cieli aperti, e quel volo di colomba che si ferma su Gesù che si fa battezzare. Devono comprendere cosa significhi quel fermarsi dello Spirto Santo - allora su di Lui - e poi, nell'acqua sacramentale del Battesimo, su ognuno di noi. I cristiani debbono imparare a capire che cosa significhi quell’esprimersi di Dio che rivela in Gesù la sua identità sovrumana e propriamente divina di Figlio di Dio.
Bisogna inoltre prendere atto che Dio si rivela nell’identificazione del Figlio. Vari sono i testi della Scrittura che a questo riguardo esprimono verità importanti.
Nel Salmo 33 parla un uomo che attende molto da Dio. Quell'uomo dice: "Ho sperato, ho sperato nel Signore". Quest’uomo ha sperimentato l'esaudimento. Dice: "Dio si è chinato su di me. Dio ha dato ascolto al mio grido".
In questo salmo Dio aiuta l'uomo a fare esperienza di Lui. Dio mette sulle labbra di un uomo una preghiera di riconoscimento e di ringraziamento. Il Padre Celeste insegna all'uomo che le offerte fatte a Lui, i sacrifici stessi, che pur certamente contano nel relazionarsi dell'uomo con Dio, contano soltanto secondariamente.
Più delle offerte e dei sacrifici conta che l’uomo apra gli occhi e gli orecchi, che ascolti la Parola e veda quello che il Padre divino dice: "Questo è il mio Figlio, in lui ripongo tutta la mia compiacenza. Questo Figlio compie tutta la mia volontà e realizza tutto il progetto per cui ho creato l'uomo. Questo mio Figlio, deve essere ascoltato".
Il Padre divino conferisce all'uomo una nuova identità, non soltanto attraverso l'incarnazione del Figlio, ma anche attraverso la Sua rivelazione. Questa identità si realizza in una precisa presa di coscienza, che fa dire all'uomo: "Tu, Dio, non hai chiesto sacrifici e vittime per la colpa, ma hai detto: ‘vieni’, ed ecco, io vengo."
La nuova identità si vive e si ha quando l'uomo dice: "Eccomi", a Dio che lo chiama. Come lo ha detto Mosè, come lo ha detto Davide, come lo ha detto Geremia, Isaia, come lo hanno detto Maria ed i santi. La nuova identità che Dio dà all'uomo è tutta scritta nel libro di Dio. "Nel rotolo del libro è scritto che io faccia, o Dio! il tuo volere. O mio Dio! questo io desidero, la tua legge è nel mio cuore."
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G.David (1460-1523), Bruges |
Il libro di Dio, la Scrittura, è tale che quando lo apriamo e lo leggiamo, dice a noi stessi quello che è già scritto nel nostro cuore. Facciamo allora quell’esperienza gioiosa che già fecero i pastori, che all'annuncio degli Angeli si recarono a Betlemme, e poterono vedere del Bambino Gesù quello che avevano sentito dire dagli Angeli. L’esperienza cristiana documenta che i credenti in Gesù, nella Chiesa, sentono parlare, attraverso le Scritture, della propria realtà, aperta alla realtà dei prodigi che Dio compie.
I Cristiani debbono imparare dai Santi a nutrirsi di rivelazioni divine, che sono state scritte da Dio per illuminare la realtà nel suo valore assoluto ed eterno.
Se il mondo terrestre ed anche politico si oscura, questo dipende dal fatto che è influenzato da uomini che si sono oscurati dentro, nella loro coscienza. Gli uomini che non cercano Dio, spengono in se stessi il lume naturale della causalità ultima ed assoluta ed il lume soprannaturale della Fede. Vedono soltanto il mondo esterno, le cose, gli affari, diventano prede d’inganno ed ingannatori essi stessi.
Noi cristiani, chiamati a vivere questa nuova identità, dobbiamo quotidianamente cercare di trovare la "luce vera" nella Bibbia, la luce che illumina ogni uomo. Dobbiamo davvero imparare ad identificarci nella Parola del Libro di Dio, e non solo nella parola degli psicologi, non solo nella parola dei medici, e tanto meno nella parola dei maghi.
A questo punto è importante capire che ogni altra voce può al più dare un aspetto di verità. Soltanto il libro di Dio rivela all'uomo tutta intera la verità. Ed è proprio l'intera verità quella che soprattutto, ed oltretutto, interessa, e consente la totale realizzazione della persona.
Ora tutto questo, che deve accadere in noi cristiani, è già avvenuto in Gesù. Nel Vangelo si dice: "Il Verbo si è fatto carne". La Rivelazione ci fa sapere che in Dio, uno per Natura. ci sono tre Persone. Di queste tre Persone, il Verbo, la seconda, si è fatta carne, cioè si è fatta uomo.
Dio ha scelto per Suo Figlio il meglio, qualcosa degna di Dio stesso: e questa cosa è il renderlo partecipe della natura umana. Dio ha voluto fare acquistare alla persona del Figlio la nostra umanità, come natura umana e come condizione umana. E l'una e l'altra le ha volute ricevere da generazione umana e dalle generazioni umane.
Tutto questo deve farci almeno intravedere la grandezza di Dio e di Maria, che si sono alleati ed uniti in totale alleanza, per il nostro bene. Dio e Maria hanno prodotto nella storia la realtà e la presenza di Dio fatto uomo, ed hanno mutato radicalmente tutto il corso della storia umana.
Resta purtroppo sempre possibile all'uomo di spegnere in se stesso la luce di questa rivelazione, e nella realtà di questa identità, può spegnere la carità e la speranza, può devastare tutto il complesso organico delle virtù teologali e morali e i sette doni dello Spirito Santo: al solo scopo di vivere da peccatore. L’uomo può volere a tal punto essere peccatore, da esserlo non solo facendo il peccato ma scegliendo il peccato come propria identità.
Gesù rimane presente nella storia per sempre e lo fa attraverso la Santa Eucaristia. Gesù viene e resta nella Storia e in ogni uomo che in Lui si identifica. Gesù dice: "Io sono la vite e voi siete i tralci". Chi vede voi, vede me: chi vede me, vede il Padre." Tutto questo è una realtà, perché l'uomo creda, accetti, voglia e viva la nuova sua identità divina, la sua nuova dignità.
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Catechesi di P.Massimo Rastrelli s.j. - Indice degli argomenti |
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