Scheda informativa sul Seminario Interdiocesano Albanese

Armando Ceccarelli s.j.

Il 16 e 17 aprile il Seminario di Scutari celebrerà i 150 anni dalla sua fondazione

Il Seminario Interdiocesano Albanese: sua natura e storia

Il Seminario Interdiocesano Albanese “Mater Boni Consilii” (S.I.A.) ha sede a Scutari e prepara i futuri sacerdoti diocesani per tutte le diocesi dell’Albania, ma accoglie anche i seminaristi provenienti dal Montenegro e dal Kosovo. E’ affidato dalla Santa Sede, in comunione con i Vescovi albanesi, ai Padri Gesuiti della Provincia d’Italia, che ne curano tutta l’attività formativa e di studio, coadiuvati da alcuni sacerdoti diocesani.

Un gruppo di Seminaristi albanesi insieme
ad alcuni Padri Gesuiti

Riaperto nel 1993, il Seminario vuole essere la continuazione e raccogliere l’eredità del Pontificio Seminario Albanese, della cui fondazione nel 2009 ricorre il 150° anniversario e ha presentato per il Giubileo 2000 i primi seminaristi per l’ordinazione presbiterale e nel 1998, dopo aver occupato diverse sedi, ha raggiunto la sua nuova e moderna sede. Qui, dal 1993 ad oggi, sono passate diverse generazioni di seminaristi, sia del Seminario Minore sia del Corso Filosofico Teologico: esattamente 298 giovani hanno raggiunto il diploma della Scuola Media Superiore (maturità scientifica) e di questi 40 sono attualmente sacerdoti (diocesani e religiosi) Un tale risultato, per una popolazione cattolica di 350-400 mila cattolici in meno di dieci anni non sembra poco e, già per questo,va ringraziato il Signore.

Ci sembra importante dare qualche breve cenno storico di questa istituzione ecclesiale. Gli inizi di essa, sorta ancora prima che si definissero gli attuali confini nazionali, sono legati all’arrivo dei Padri Gesuiti a Scutari, i primi dei quali giunsero dalla Sicilia nel 1847 e altri vennero nel 1850 provenendo dal Veneto. La prima decisione di aprire il Seminario Pontificio per la zona Sud dei Balcani fu presa fin dal 1854, di comune accordo tra i vescovi dell’allora zona albanofona e gli Uffici di Propaganda Fide e già si pensò di affidarlo ai Padri Gesuiti.

Quindi si iniziò la costruzione, che fu portata a termine nel 1859, e l’apertura ufficiale del Seminario Pontificio Albanese porta la data del 2 agosto 1859. Successivamente, quando si definirono meglio i confini nazionali dell’Albania, si completò la costruzione dell’edificio con un’ala nuova e così restò fino all’arrivo del regime comunista, che ne chiuse ogni attività nel 1946. Quando nel 1993, con il recupero della libertà democratica, la Conferenza Episcopale appena formata volle riaprire l’istituzione, non esistendo più la formula dei Seminari Pontifici, essa prese il nome di Seminario Interdiocesano Albanese “Mater Boni Consilii” sotto il patrocinio di Propaganda Fide e affidato ancora ai Padri Gesuiti.

La ricorrenza attuale ci dà motivo di ricordare le molte generazioni di sacerdoti formati in questa istituzione, soprattutto di quelli che, per la loro testimonianza coraggiosa e per la loro presenza vicina al popolo, hanno permesso alla Chiesa Cattolica di sopravvivere nel lungo periodo della persecuzione comunista, ricordata come tra le più crudeli in questa terra. La loro solida formazione e il loro coraggio ci spingono a continuare a svolgere questo compito formativo anche oggi, con la stessa serietà e con la stessa dedizione.

Siamo convinti che, soprattutto in questa fase di passaggio e di ricostruzione, che la Chiesa in Albania sta attraversando, un luogo di formazione comune come il Seminario risulta molto importante e diremmo di prima necessità. Il Sessennio di Filosofia e Teologia, come prima formazione di base fatta sul posto si rivela strategico, perché, oltre a formare i Presbiteri - diocesani e religiosi - della Chiesa in questa terra, introduce nella lingua albanese concetti e contenuti che, per motivi storici precisi, sono stati tolti dal suo vocabolario.

Per questo e per operare una sintesi tra gli elementi teologici della nuova Teologia e la tradizione di fede già qui radicata, si auspica fortemente che, nel periodo più breve possibile, si possano avere i corsi, non più solamente in italiano, ma, con i nuovi docenti albanesi che si stanno preparando, nella loro madre lingua.

L'iter formativo del Seminario

Fino al 2006 l’iter formativo iniziava dal primo anno della Scuola Media Superiore, come seminario Minore Interdiocesano. In seguito la Conferenza Episcopale Albanese ha preferito che ogni singola diocesi si prendesse più cura in loco della promozione vocazionale nel periodo della adolescenza. In tal modo il Seminario Minore Interdiocesano veniva sospeso per lasciare spazio alle Comunità di Orientamento Vocazionale Diocesano.

Per tale motivo l’iter formativo del Seminario Interdiocesano Albanese si specifica in tre comunità, corrispondenti alle tre tappe di formazione, guidate da un proprio sacerdote formatore:

La situazione economica

Come è facile immaginare, dopo cinquanta anni di comunismo la situazione economica di partenza di qualunque entità religiosa partiva da zero e, come ogni periodo di emergenza, dipendeva totalmente dagli aiuti provenienti dall’estero. All’inizio ne arrivarono anche in abbondanza e furono totalmente impiegati per la costruzione o ricostruzione e il restauro delle necessarie strutture di base per la vita delle comunità cristiane.

I Vescovi e Amministratori Apostolici hanno ricevuto i titoli delle diocesi da amministrare senza nessun corrispettivo finanziario, anzi con l’onere di ricostruire, restaurare o costruire ex novo chiese, luoghi di culto, centri sociali, organizzazione Caritas. Le antiche proprietà ecclesiastiche sono state restituite solo in parte e, molto spesso, solo dopo averle riscattate da chi ne era divenuto proprietario durante il regime comunista.

Istituzione del ministero del Lettorato

Negli ultimi anni della recuperata libertà religiosa, sono state costruite diverse strutture, tra cui il Seminario Interdiocesano Albanese, con l’aiuto economico di diverse organizzazioni ecclesiali internazionali, ma ora esso non è in grado di provvedere al proprio mantenimento in modo autonomo.

Purtroppo l’edificio è stato costruito con i criteri occidentali, non tenendo conto delle condizioni ancora precarie dell’Albania di oggi. Pertanto la sua manutenzione e le trasformazioni necessarie per un utilizzo più proficuo e meno costoso, risultano molto onerose economicamente. Per esempio, a causa dell’alto costo del petrolio, abbiamo dovuto montare un impianto di pannelli solari per sostituire e/o ridurre l’impiego delle caldaie a nafta.

Siccome la maggior parte dei seminaristi viene dai villaggi di montagna e da famiglie poverissime, tutto il peso economico della gestione va a carico dei vescovi albanesi. Ma sappiamo che anche essi non hanno nessun reddito se non quello che ricevono da benefattori e da enti di beneficenza. Tutti sanno che la Chiesa in Albania economicamente non solo ha dovuto ricominciare da zero costruendo o restaurando chiese, case canoniche, centri sociali, ecc., ma, non avendo ricevuto se non in parte le antiche proprietà, molte ne ha dovute ricomprare.

Inoltre da tre anni, per decisione da Roma, per uniformare l’Albania alle altre Conferenze episcopali europee, questa non è più territorio di giurisdizione di Propaganda Fide, ma della Congregazione dei Vescovi, per cui i sussidi iniziali che hanno tanto aiutato le diocesi albanesi, ora non arrivano più.

Come aiutare l'Istituzione?

Avendo portato alla conoscenza di quanti vogliano darci una mano, chiediamo un aiuto in una delle seguenti modalità

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Causale: Seminari Ndërdioqezan Shqiptar.

Con anticipata gratitudine fraternamente salutiamo

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