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Biagio Conte e gli ultimi sviluppi della "Missione di Speranza e Carità" |
Introduzione -- Gli inizi della Missione --
La "Missione Notturna"
La nuova sede di Via Oreto -- Chi è Fratel Biagio? --
Aiutaci!
La nuova sede di Via Oreto
Secondo le notizie fornite dalla "Missione Speranza e Carità", all'inizio del 2002, per venire incontro alle esigenze di tante persone bisognose di un alloggio e di una concreta attività di recupero sociale, Biagio Conte ha iniziato l'occupazione pacifica dei locali della ex Caserma dell'Aeronautica, sita in via Oreto, in disuso da molto tempo e in stato fatiscente.
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Uno dei cartelloni che documentano l'urgenza |
A fine febbraio molti volontari della "Missione Speranza e Carità" si sono uniti a lui nell'occupazione, facendo pressione nei confronti delle autorità per ottenere in uso questi vasti locali e gli ampi spazi annessi. I locali coperti sono grandi circa 10.000 mq e l'intenzione è di trasformarli in una "Cittadella del Povero e della Speranza".
All'ingresso della ex-caserma, dei cartelloni spiegavano lo spirito dell'iniziativa. Anzitutto il fatto che la già esistente Missione di via Archirafi era ormai sovraffollata, incapace di ospitare altri "Fratelli ultimi": "La Missione di Speranza e Carità è al collasso! Ha bisogno di veri e definitivi spazi!." C'era poi un messaggio alle Autorità civili e militari: "Autorità di Palermo, non vi siamo contro ma di aiuto, soprattutto per quelli di cui la nostra società non si prende cura." - "Chiediamo alle massime Autorità di convertire questa caserma militare in una grande casa per i senzatetto."
Un altro cartellone faceva comprendere l'urgenza di un intervento: "Le brande non possono più entrare all'interno della struttura di via Archirafi, per il troppo sofraffollamento, e alcune foto documentavano la situazione.
Il 3 marzo Don Pino, il sacerdote che segue spiritualmente la Missione, ha celebrato una prima Messa nella ex Caserma, allestendo un altare provvisorio con assi di legno, davanti a uno dei locali fatiscenti che si vorrebbero trasformare in Cappella.
Erano presenti circa 70 Fratelli che già erano stati accolti all'interno di questi locali abbandonati, nonché numerosi Volontari della Missione. Ma - come ha detto Biagio Conte - anche "moltissimi bambini del quartiere finalmente hanno ritrovato uno spazio dove giocare ed un modello positivo da seguire".
Nel frattempo la Protezione civile aveva provveduto ad installare alcune grandi tende per alloggiare provvisoriamente quanti erano stati accolti (tra cui molti senzatetto), dato che la maggior parte dei locali della ex-caserma sono ormai privi di copertura.
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S.Messa presieduta dall'Arcivescovo di Palermo, nella foto tra Biagio Conte a sinistra e Don Pino a destra. |
Naturalmente la stampa ha seguito la vicenda, e l'opinione pubblica - mediante una raccolta di firme - si è mobilitata a favore di questo nuovo progetto della Missione. Le trattative con le Autorità hanno portato a una soluzione positiva della vicenda, e così finalmente, il 5 giugno 2002, si è arrivati a un accordo, presenti le massime Autorità della Regione Siciliana e il Comune di Palermo.
L'accordo prevede la ripartizione dell'area della ex caserma dell'Aeronautica di Via Oreto tra una parte che verrà utilizzata dai Carabinieri, mentre il resto viene dato in uso alla "Missione di Speranza e Carità" per accogliere i "Fratelli ultimi". Un grazie particolare è stato espresso da Biagio Conte a "tutti quelli che ci sono stati vicini con i fatti e con la preghiera".
Mercoledì 19 giugno 2002, nei locali concessi in uso è stata celebrata solennemente la S.Messa, presieduta dal Card. Mons. De Giorgi, Arcivescovo di Palermo e alla presenza delle massime Autorità civili e militari.
Molti sacerdoti hanno concelebrato con l'Arcivescovo, il piazzale era affollato di fedeli: oltre ai Fratelli accolti dalla Missione e ai Volontari, era presente tanta gente del quartiere e di altre zone di Palermo. La liturgia è stata animata dal nutrito Coro che già accompagna altre celebrazioni della Missione, con numerosi canti che hanno sottolineato i momenti significativi della S.Messa e hano unito nella preghiera tutta l'assemblea.
Un cartellone preparato per l'occasione portava - accanto al simbolo della Missione - un titolo emblematico: "Poveri sì, ma uniti con Dio", e l'invocazione: "Signore, aiutaci e benedici tutte le famiglie del mondo!" Significativa anche questa frase: "Aiutateci, siamo i bimbi della via Mozambico, crediamo molto nell'aiuto di Dio e della sua Misericordia."
Chi è Fratel Biagio?
"Pace e bene a voi tutti, fratelli e sorelle!
Sono Biagio Conte, un fratello, che giunto ad un certo momento della sua vita, stanco di tutte le ingiustizie quotidiane, ha deciso di staccarsi da tutto.
La mia vita per tanto tempo è stata normale, come quella di tanti giovani. Ad un certo punto, essendo l'unico figlio maschio della famiglia, mio padre mi ha chiesto di aiutarlo. Così, abbandonata la scuola, iniziai a lavorare nella sua piccola impresa edile. Lui era molto fiero di me.
Durante il lavoro, girando per i vari quartieri di Palermo, mi accorgevo delle tante difficoltà e miserie esistenti. Vedevo tanti bambini giocare in mezzo all'immondizia e ai detriti, tanti anziani soli, tanti senza la casa, senza niente. Quando tornavo a casa la sera, mi accorgevo che io avevo tutto e loro neanche il necessario.
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Uno degli affreschi della Cappella - dono di artisti locali -
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Fu allora che lasciai, in silenzio, mio padre, mia madre, il lavoro e la ditta, per donare totalmente la mia vita ai poveri.
A questa scelta sono arrivato attraverso un duro cammino. In un primo momento decisi di andare a vivere da solo, sulle montagne all'interno della Sicilia, nella zona di Piazza Armerina, Aidone e Raddusa.
Ho voluto vivere in silenzio staccato da tutto e da tutti, soprattutto dalle cose materiali. In quei luoghi, in mezzo alla natura, ho trovato quello che non riuscivo a trovare in una città dove vivi pensando di avere tutto. Invece scoprii di essere vuoto internamente, di essere infelice.
Ho vissuto un primo periodo da eremita, e in seguito un pastore mi ha aiutato. In quell'ambiente ero felice, avevo la possibilità di lavorare, di meditare e di vivere in silenzio.
Come unico sostegno avevo un bastone, che ho portato con me per tutto il viaggio. In testa portavo un cappellino ricavato da una manica di maglione, mi ha riscaldato tanto. Queste piccole cose per me sono state le più grandi. Era come avere tutto ed ancora oggi non me ne stacco.
Sono arrivato ad Assisi, così come mi ero promesso, fino al primo gradino della basilica di San Francesco, dove si trova la tomba del santo. Sono rimasto un paio di giorni ad Assisi per scoprire i luoghi dove Francesco ha donato e dedicato la vita ai poveri.
Poi feci ritorno a casa, per riabbracciare, dopo una lunga assenza, mia madre. Tornato a Palermo speravo che qualcosa fosse cambiato in meglio, ma ritrovai gli stessi problemi di prima, anzi più grandi di prima. Subentrò in me un momento di indecisione...
Volevo andare in Africa a fare il missionario, dedicare la mia vita ai poveri del terzo mondo. Invece, ho sentito qualcosa che mi bloccva qui nella città di Palermo. Così, dalla stazione centrale sino in via Archirafi, è nata la Missione di Speranza e Carità."
Aiutaci!
Vari sono i modi per venire incontro alle tante necessità della "Missione Speranza e Carità":
- chi vive a Palermo può prestare ogni tipo di aiuto allo svolgimento dei servizi che la Missione offre quotidianamente. Oltre a prestarsi per una collaborazione come volontari, si può portare la carta che non serve più perché venga riciclata, oppure abiti dismessi e in buono stato, ma anche per quelli che non si possono più utilizzare, ma che sono utili per essere riciclati. Naturalmente, come già avviene, sono graditi gli aiuti in viveri, medicinali, arredi per la casa e altri tipi di oggetti che possono aiutare la Missione. Graditi infine anche i giocattoli, per i bambini delle famiglie che aiutiamo!
- per tutti: si possono inviare offerte tramite il conto corrente postale n. 17378902, intestato all'Associazione "Missione di Speranza e Carità", via Archirafi 31, 90123 Palermo.
Si può effettuare anche un bonifico bancario - con la stessa intestazione - a favore del c/c 2106/410/3836/63 - ABI 01020 - CAB 04606, presso il Banco di Sicilia, Ag.6 di Corso dei Mille
280/A, Palermo.
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"Buio, confusione e nebbia.
[poesia di Ibrahim, poeta-barbone] | ![]() Uno dei locali della ex-Caserma, in precarie condizioni, |
"Ciò che in dono avete ricevuto, datelo in dono..."
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